DIOCESI – “Quanto sono felice? Forse no, non lo sono”. Potremmo riassumere così quanto emerso dalla ricerca condotta sugli adolescenti dai 14 ai 19 anni che frequentano gli Istituti Superiori del Piceno per indagare le ragioni profonde del loro disagio.

Questo il quadro! Una generazione capace di interrogarsi, in bilico tra resilienza e fragilità.
Una generazione che sperimenta la solitudine e ha paura del futuro.
Una generazione in cerca di un ascolto non giudicante da parte di adulti, capaci di fare gli adulti.

Dopo una prima restituzione dei dati, avvenuta nel mese di Novembre 2025 e rivolta al clero e agli operatori pastorali (leggi qui l’articolo: https://www.ancoraonline.it/2025/11/14/disagio-giovanile-piceno/), ieri, Mercoledì 14 Gennaio 2026, gli esiti della ricerca sono stati divulgati a tutti i docenti di Religione che operano nelle Diocesi del Piceno e che si sono ritrovati a partire dalle ore 18:00 presso i locali parrocchiali della comunità Sacro Cuore in Centobuchi di Monteprandone.

A presentare ed interpretare i dati, oltre all’arcivescovo Gianpiero Palmieri, vescovo delle Diocesi del Piceno e vicepresidente della CEI, è stata la dott.ssa Paola Bignardi, la quale ha guidato l’equipe di professionisti dell’Istituto Giuseppe Toniolo dell’Università Cattolica di Milano che ha analizzato accuratamente i dati, riguardanti un campione di ben 885 giovani studenti ed ottenuti grazie all’impegno degli Uffici di Pastorale Giovanile delle due Diocesi, degli Uffici di Pastorale della Scuola e del Servizio per l’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC).

Protagonisti i giovani: soggetto, strumento e fine della ricerca

“Questa serata rappresenta uno snodo fondamentale della ricerca – ha esordito mons. Palmieri -. I dati emersi dall’indagine tracciano un ritratto vivido del disagio giovanile nel nostro territorio, mettendo in luce una realtà complessa che va oltre i semplici numeri e che necessita di essere ascoltata con attenzione. Per tale ragione, qualche giorno fa, io e Paola (n.d.r. Bignardi) abbiamo voluto incontrare la dott.ssa Donatella D’Amico, direttrice generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, la quale è molto interessata a questo lavoro di ricerca e ci ha incoraggiato ad andare avanti. I dati sono davvero rilevanti, soprattutto se letti nell’ottica nazionale, in quanto rappresentano una conferma di quanto vivono gli adolescenti di tutta Italia. Al contempo, però, fanno emergere anche alcune specificità che sono proprie del territorio e rappresentano un grido che necessita di essere ulteriormente interpretato. Oggi, con voi, faremo un primo passo. Il successivo sarà far restituire questi dati ai ragazzi direttamente da altri ragazzi, nella consapevolezza che stiamo facendo un lavoro molto utile a tutti i soggetti educativi, ma rivolto ai ragazzi e finalizzato al loro bene. Sono e continueranno ad essere i giovani i veri protagonisti di questa indagine“.

Una ricerca che svela dati interessanti ed in parte inaspettati

La dott.ssa Bignardi, pedagogista e pubblicista, già presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana e già coordinatrice dell’Osservatorio dell’Istituto Giuseppe Toniolo dell’Università Cattolica a Milano, ha affermato: “Il dolore di questi giovani non è sempre trasformato in parole, in ragioni, in razionalità, bensì è un grido, spesso silenzioso, che si impone con forza. Non è una generazione superficiale, come magari spesso pensano gli adulti; al contrario, è una generazione riflessiva, capace di interrogarsi.

Ci sono due parole chiave che ci sembra abbiano bisogno di essere esplorate e che sono in grado di interpretare un po’ tutti i risultati della ricerca.  Solitudine, come questione: una solitudine legata ai sentimenti di tristezza, disagio e confusione sulle domande esistenziali della vita. Amicizia, come risorsa: un’amicizia su cui contare, su cui poter appoggiarsi nei momenti più difficili e che è legata a sentimenti di serenità, benessere, certezza”.

Numerosi i dati interessanti della ricerca che andrebbero approfonditi, alcuni riguardanti la scuola, altri la famiglia, altri il proprio mondo interiore. Alcuni dati, in particolare andrebbero analizzati e presi in carico in maniera urgente: 5, tra gli 885 giovani protagonisti dell’indagine, ad esempio, hanno dichiarato di aver pensato al suicidio, un dato trascurabile in un’ottica puramente numerica, ma assolutamente rilevante, se si ha presente il valore di ogni vita umana: “Fosse anche uno solo – ha detto la dott.ssa Bignardi – io vorrei andare lì e dirgli che la sua vita conta, conta tantissimo per tutti noi!“.

Una ricerca che interpella gli adulti e li chiama ad azioni concrete

Ha proseguito la pedagogista Bignardi: “Abbiamo lasciato l’ultima domanda del questionario aperta. Abbiamo chiesto: ‘Se hai qualcosa da dire, scrivi pure!’. Hanno scritto tantissimo! Un ragazzo in particolare ha scritto: ‘Abbiamo tanto da dire, ma nessuno a cui dire’. Questa frase rappresenta non solo il senso di solitudine e il bisogno di ascolto che questo ragazzo ha voluto esprimere, ma anche il motivo ricorrente in tutte queste testimonianze: i ragazzi hanno un grande desiderio di farsi conoscere, di dirsi, ovviamente quando trovano degli adulti che sono disponibili ad ascoltarli. Sono giovani che conoscono il proprio valore e desiderano ascolto e tempo. Sono alla ricerca di adulti veri, capaci di fare gli adulti, di ascoltare, chiedere scusa e restare accanto“.

Ora è tempo di tradurre questi dati in azioni concrete, rafforzando i servizi di supporto psicologico, promuovendo ambienti sociali sani e soprattutto creando un ponte di comunicazione efficace tra adulti e adolescenti: in famiglia, a scuola, nelle parrocchie. Ha concluso, infatti, la dott.ssa Bignardi: “Questa ricerca, è come se avesse suscitato nei ragazzi una forte aspettativa. Ora non possiamo deluderli!“.

Intanto il primo passo si sta già compiendo: durante le ore di lezione di Religione, alcuni studenti che hanno partecipato all’indagine potranno restituire ai loro compagni gli esiti dell’intera ricerca e, accompagnati dai docenti di Religione, potranno approfondire alcuni temi, quelli in cui magari si rivedono maggiormente. Un primo passo di un lungo percorso che condurrà ad affrontare sfide sempre più impegnative per il bene dei giovani del nostro territorio. 

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