“La drammatica situazione in Iran dove è in atto una feroce repressione nei confronti di una nuova ondata di proteste popolari si aggiunge a un lungo elenco nel mondo di negazione dei diritti civili e della dignità umana, di violenze intollerabili, di minacce alla pace e alla libertà”.

A fronte di questo quadro sempre più preoccupante Acli, Cisl e Mcl della Toscana si fanno una sola voce per “chiedere il rispetto dei diritti civili e per condannare ogni forma di repressione e di violenza” e in una dichiarazione comune diffusa oggi “denunciano i pesanti e crudeli bombardamenti russi in Ucraina contro la popolazione civile per fiaccarne la resistenza. Un’altra drammatica pagina della aggressione della Russia di Putin ad un Paese libero e sovrano”.
Acli, Cisl e Mcl della Toscana si rivolgono alle loro strutture periferiche, agli iscritti, ai simpatizzanti e a tutte le espressioni della società civile perché attraverso l’organizzazione di incontri pubblici, la promozione di assemblee e l’osservanza di momenti di solidarietà e silenzio per tutte le vittime innocenti, in aule, luoghi di lavoro e sedi istituzionali, si dia luogo a una ben più forte mobilitazione civile. “Non si può restare spettatori distratti di fronte a una continua escalation di violenze, aggressioni e oppressione di diritti in tante parti del mondo, dallo stesso Iran a Gaza e al Sud Sudan, solo per citare alcune delle situazioni più drammatiche e attuali oltre alla già richiamata guerra in Ucraina”, scrivono le tre organizzazioni.
A destare particolare preoccupazione in Acli, Cisl e Mcl è soprattutto la situazione in Iran con l’uccisione e l’arresto di un gran numero di manifestanti. “Questi ripetuti e diffusi episodi, già denunciati da numerose organizzazioni internazionali per i diritti umani, rendono dunque urgente una presa di posizione chiara da parte della società civile e delle istituzioni democratiche a ogni livello, con particolare riguardo al parlamento, al governo, alle forze politiche, sociali e sindacali”.
Per Acli, Cisl e Mcl “la richiesta di libertà e dignità che arriva dalle piazze iraniane riguarda tutti: difendere i diritti civili significa non restare indifferenti e costruire occasioni di consapevolezza nelle nostre comunità, nei luoghi di lavoro e nelle scuole, anche attraverso piccoli ma simbolici gesti e una convinta solidarietà nei confronti di chi chiede pace, giustizia e libertà”.

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