DIOCESI – “In un mondo come il nostro, in cui la società si arma sempre più di aggressività verbale e di armamenti, c’è un estremo bisogno di crescere nella cultura della pace, sia attraverso parole di pace sia attraverso scelte politiche coraggiose”.
Con queste parole, Franco Veccia, delegato regionale Marche dell’Ufficio di Pastorale Sociale, del Lavoro e della Cura del Creato, spiega il titolo scelto per l’Earth Day 2026:Â “Pace disarmata e disarmante“.
Per festeggiare la tradizionale Giornata della Terra, che cade il 22 Aprile di ogni anno, gli Uffici PSL delle Diocesi di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto hanno organizzato per Venerdì 8 Maggio 2026, a Grottammare, una giornata dedicata alla pace, all’umanità e al futuro del pianeta. Sono due e molto significative le iniziative intraprese:
- alle ore 18:00, presso l’Aula Magna dell’Istituto Fazzini – Mercantini, si terrà una tavola rotonda sul tema della pace per riflettere sul Mediterraneo come spazio di incontro tra culture, religioni e diversità ;
- alle ore 21:00, partendo da piazza Carducci, si terrà una marcia della pace senza simboli, fino a piazza Fazzini, per dare voce a una nonviolenza attiva, fondata sulla fiducia e sul ripudio della guerra come mezzo per risolvere le controversie.
Il Mare Nostrum, frontiera viva di dialogo e luogo simbolico di accoglienza:
una tavola rotonda all’Istituto Fazzini
La tavola rotonda delle ore 18:00 presso l’Istituto Fazzini sarà un’occasione per riflettere sul Mare Nostrum “come luogo simbolico di accoglienza che, nella prospettiva della teologia del Mediterraneo, può essere letto anche in chiave laica e condivisa come frontiera viva di dialogo e responsabilità verso l’altro, contro ogni muro ed esclusione“.
Così ha scritto il vescovo Gianpiero Palmieri nella lettera inviata a tutte le realtà associative e sindacali del Piceno a cui ha richiesto l’adesione alla giornata dell’8 Maggio a Grottammare.
Cinque gli ospiti illustri che dialogheranno tra loro. Nell’ordine:
- Don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea Saving Human;
- Pietro Sebastiani, direttore dell’University Africa Center della LUMSA, direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri ed ex ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede;
- Patrizia Giunti, presidente della Fondazione “Giorgio La Pira“;
- Vittoriana Sanitate, delegata CEI della Diocesi di Bari e componente del Consiglio dei Giovani del Mediterraneo;
- Don Vito Impellizeri, Preside della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia.
A moderare l’incontro sarà Filomeno Lopez, giornalista di Radio Vaticana e noto saggista, originario della Guinea Bissau.
Il coraggio della pace, un’azione concreta per dare voce al disarmo del cuore:
una marcia della pace senza simboli
La marcia della pace delle ore 21:00, da piazza Carducci a piazza Fazzini, sarà una grande manifestazione per ribadire il rifiuto della violenza non solo come atto fisico, ma anche come metodo di gestione dei conflitti e proporre un approccio costruttivo, pacifico e basato sulla cooperazione.
Come ha scritto il vescovo Gianpiero Palmieri, “per un’idea di pace che disarma i conflitti attraverso il dialogo e il disarmo del cuore, restituendo forza alla dignità umana e alla possibilità di convivere“.
Questo il percorso che verrà seguito: piazza Giosuè Carducci, via Dante Alighieri, lungomare Alcide De Gasperi, via Sandro Pertini, Tesino Village, via Leonardo da Vinci, viale Ballestra, viale Guglielmo Marconi, piazza Pericle Fazzini. La conclusione è prevista per le ore 22:30 e, presso la fermata dell’autobus in via Matteotti, è previsto anche il servizio navetta per il ritorno a piazza Carducci.
“Questa iniziativa – ha aggiunto mons. Palmieri – vuole essere aperta e plurale, capace di unire realtà religiose e laiche, associazioni, sindacati e cittadini di ogni età , perché solo insieme possiamo contrastare le logiche di morte e accendere nuovi percorsi di speranza”. Per tale ragione la marcia sarà senza simboli.
Infine l’appello a tutti i fedeli e i cittadini del Piceno: “Siete tutti invitati ad aderire e partecipare, per costruire insieme la pace“.
“Costruire un regno di giustizia e di pace”: le parole di Franco Veccia
“La nota pastorale della CEI ‘Educare a una pace disarmata e disarmante’ – prosegue Veccia – ha individuato nel compito educativo il ruolo fondamentale per formare coscienze di pace e artigiani di pace. Occorrono soggetti che, da un cuore pacificato, sappiano trarre le energie per operare per la pace, nella storia e nel tempo, a tutti i livelli.
È una responsabilità che interpella in modo forte i credenti chiamati a ricercare il regno di Dio, che è un regno di giustizia e di pace, e ad operare per essa con coraggio e creatività .
Le iniziative delle Diocesi del Piceno di Venerdì 8 Maggio si inseriscono nel Giro d’Italia per la Pace 2026, un progetto di alto valore simbolico, promosso dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani e dalla Fondazione Perugia-Assisi per la pace in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, insieme alla Rete Nazionale della Scuola di Pace.
promosso dalla  e verso l’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
L’evento, lanciato nel contesto dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, cui trova ispirazione, mira a costruire una cultura di pace e di non violenza in un momento storico particolarmente segnato da conflitti. L’iniziativa invita le comunità a trasformare ogni città in un cantiere di pace, come ci ha proposto Papa Leone XIV: ogni comunità diventi una casa della pace, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si costruisce il perdono. Quindi una pace che non è un’utopia spirituale, ma una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza, coraggio, ascolto e azione, che ha bisogno oggi più che mai della nostra presenza generativa.
Ecco allora perché è importante essere presenti a questo appuntamento dell’8 Maggio: per dire basta al riarmo ed investire sulla cura della vita delle persone, dell’umanità e del pianeta”.





Nicolini Romano
Quando si celebra un evento per la pace si dia sempre la parola ad un seminarista che,in quanto tale,si prepara a lavorare tutta la vita per educare alla pace.