Ci sono film che riescono a scaldare il cuore senza cadere nella retorica, raccontando storie di legami inaspettati che cambiano la vita. “Lo chiamava rock&roll“, diretto dall’anconetano Saverio Smeriglio e distribuito da Medusa Film, è senza dubbio uno di questi.
Ispirato alla storia vera di amicizia tra il regista marchigiano e uno degli attori protagonisti, il lungometraggio narra un viaggio intenso verso la libertà, la scoperta di sé e la rinascita. Un viaggio in cui la disabilità non è un limite, ma solo una parte dell’esperienza umana.
Il film, che è stato proiettato ieri, Mercoledì 8 Aprile 2026, alle ore 21:00, in anteprima nazionale, ha registrato fin da subito il tutto esaurito, nella sala gremita del Teatro delle Energie a Grottammare, che per l’occasione è stato adibito a cinema dallo staff del Cinema Margherita di Cupra Marittima, attualmente in ristrutturazione.
L’evento ha ospitato il cast al completo: dai protagonisti Federico Richard Villa, che ha ispirato l’intero lavoro, e Andrea Montovoli, che ha collaborato con grandi registi per il grande e il piccolo schermo, a Nicola Nocella, Ivana Lotito e Caterina Silva, volti noti del cinema italiano e molto apprezzati dal pubblico.
Una storia di amicizia ed inclusione
Il film “Lo chiamava rock & roll” non è solo una lezione magistrale su cosa significhi realmente inclusione, ma, attraverso l’amicizia raccontata e vissuta, ne è un esempio concreto.
Prima di tutto per la scelta di affrontare il tema della disabilità non come il punto focale della storia, ma come una questione accessoria, come un’esperienza che può far parte della vita, ma che non la definisce nella sua totalità.
Poi per la scelta di far recitare un attore con una disabilità, realmente affetto da una malattia neurodegenerativa, al fianco degli altri attori, non con un ruolo marginale come spesso capita nel grande cinema, ma in un ruolo da protagonista.
Per la scelta, infine, non scontata e non banale, di offrire al pubblico un’unica versione completamente sottotitolata, per la prima volta in Italia, permettendo così anche ai non udenti di fruire e godere del film.
Insomma, un’inclusione non solo auspicata, ma realizzata.
Una storia di rinascita a vita nuova
Il film racconta la storia di Mauro e Federico, due sconosciuti che si ritrovano insieme ricoverati in una clinica. Il primo, surfista di lunga data, ha appena avuto un brutto incidente che l’ha fortemente colpito sia nel fisico che nella psiche; il secondo è affetto da una malattia neurodegenerativa, l’atassia di Friedreich, che lo costringe su una sedia a rotelle, ma non ne limita la vitalità e la gioia di vivere.
Aiutati da due singolari inservienti della clinica, che ne diventano complici, i due decidono di fuggire e di intraprendere un viaggio insieme, affrontando nuovi incontri, separazioni e ricongiungimenti, in un percorso che diventa simbolicamente ricerca di libertà, identità e rinascita, al termine del quale non saranno più gli stessi.
Nel road movie “Lo chiamava rock & roll“, infatti, il tema della rinascita è centrale: non a caso il film si apre con l’acqua e si conclude con l’acqua, attraverso una fotografia che non solo descrive la scena, ma evoca la storia che racconta. Come nella simbologia biblica, in cui l’acqua è presente nella creazione, quando Dio dona la vita ad Adam, mischiando acqua e terra, e poi nella nuova creazione, quando sulla croce dal costato di Cristo sgorgano acqua e sangue, così anche nel film l’acqua acquisisce un alto significato simbolico, rappresentando la rinascita di tutti i protagonisti.
Una storia che racconta anche la bellezza e l’accessibilità di Cupra Marittima
Protagonisti del film sono anche i panorami e gli scorci di Cupra Marittima e Ancona, in quanto il film è stato girato proprio tra le due città, per una pellicola che rende omaggio ai paesaggi marchigiani, tra viste mozzafiato e luoghi incantevoli.
Nel capoluogo dorico i luoghi che hanno fatto da location alle scene del film sono dalla Mole Vanvitelliana a Piazza del Plebiscito, da Portonovo alla Clinica Nemo e l’INRCA.
A Cupra sono stati: il Borgo medievale di Marano, la Piazza del Comune, la spiaggia e il mare di Cupra ma soprattutto le campagne cuprensi e i percorsi naturalistici che si snodano verso l’entroterra, per un progetto cinematografico molto caro al territorio cuprense che, infatti, oltre all’impegno dell’Amministrazione Comunale, ha visto anche gli abitanti del posto e molte attività produttive e ricettive supportarne in prima persona la realizzazione.
Cupra Marittima, tra l’altro, è una città che, oltre alle bellezze del territorio, si distingue da anni anche per l’attenzione ai temi dell’accessibilità e per l’impegno concreto nell’offrire un’esperienza di viaggio inclusiva e senza barriere, avendo anche ottenuto il riconoscimento della Bandiera Lilla.
Oltre ad Ancona e Cupra, ci sono anche altre location marchigiane: Marina di Massignano, Montemonaco, Foce e il Lago di Gerosa.
Una storia che invita a vivere la vita in musica
Degna di nota anche la colonna sonora: non poteva che essere così per un film dal titolo “Lo chiamava rock & roll“!
La musica è infatti l’altra vera protagonista del film. Capace di definire l’atmosfera di ogni scena e di intensificare le emozioni, la colonna sonora è stata resa ancora più preziosa da un brano struggente di Mango e da un brano di Elvis Presley, registrato in studio da Omar Pedrini, che rappresenta anche un elemento narrativo per il culmine della storia.
Un invito a vivere la vita in armonia con il mondo e con le persone che lo abitano.
Un invito a vivere la vita in profondità e pienezza in ogni momento, nonostante i limiti, le fragilità, le barriere.
“Lo chiamava rock & roll”, in definitiva, è un film che non racconta solo una storia, ma la storia universale di ogni essere umano, che è fatta di gioie e dolori, delusioni e realizzazioni, in attesa del Grande Giorno che ognuno avrà.
Un film che, per queste ragioni, è una commedia drammatica, a tratti avventurosa, a tratti ironica, a tratti toccante, che non può lasciare indifferenti.
Patrocini e premi ricevuti
Il film è stato realizzato con il patrocinio di importanti realtà nazionali, come ENS (Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi ETS APS), Comitato Italiano Paralimpico, Federazione Ciclistica Italiana, l’ANMIL (Associazione Nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro), l’INAIL, l’AISA (Associazione Italiana per la lotta alle Sindromi Atassiche), COOSS MARCHE (Cooperativa Sociale per la cura, assistenza e la promozione dell’individuo), O.MA.R (Osservatorio Malattie Rare), UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), Associazione “OGNI GIORNO – per Emma- onlus”, “Un Petalo per Margherita onlus” e “PiccoliDiavoli3ruote”.
Il film ha già vinto il primo premio al SFIFF di San Francisco, il Festival cinematografico statunitense più longevo ancora oggi esistente. Inoltre è stato selezionato al SLIFF, il S.Louis International Film Festival, evento internazionale importantissimo dedicato al dialogo interculturale attraverso l’arte cinematografica giunto alla 34esima edizione, ed ha ricevuto la “Honorable mention” al Festival di Houston. Infine è in concorso anche al BARCIIF di Barcellona.
Un film, dunque, che ha già lasciato il segno e che è destinato a lasciare il segno in tutti coloro che lo guarderanno.






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