DIOCESI – Si sta concludendo, nelle Diocesi del Piceno, l’esperienza delle Stazioni Quaresimali, proposte dall’arcivescovo Gianpiero Palmieri nelle diverse Vicarie del territorio.

L’ultimo appuntamento, che si terrà domani, Venerdì 27 Marzo 2026, alle ore 21:00, a Villa Rosa di Martinsicuro, presso la chiesa di San Gabriele dell’Addolorata, è rivolto a tutti i fedeli della Vicaria San Giacomo della Marca, che comprende le parrocchie ricadenti nei Comuni di Colonnella, Martinsicuro, Monteprandone e Porto d’Ascoli.

Un’occasione per prepararsi alla Pasqua attraverso l’abbraccio avvolgente della misericordia di Dio

Il vicario foraneo don Anselmo Fulgenzi invita tutte le comunità a partecipare:

Questa tappa del cammino verso la Pasqua vuole offrire a tutti un vero percorso di conversione, un ritorno sincero a Dio. La Quaresima, infatti, non è una semplice abitudine liturgica né una routine spirituale: è un tempo forte, un invito rinnovato a lasciarsi trasformare dal Signore.
Durante la stazione quaresimale, tre dimensioni saranno particolarmente approfondite.

  • Un viaggio interiore: la Quaresima è un cammino umile dentro di sé, un percorso che libera dal vizio, dall’apparenza e da ciò che appesantisce il cuore. È un invito a ritrovare la verità della nostra relazione con Dio.
  • Un cammino di speranza: questo tempo liturgico apre al rinnovamento della fede e ravviva la speranza cristiana, quella che permette di guardare al futuro con fiducia, illuminati dalla luce di Cristo.
  • Un tempo di riconciliazione: la Quaresima infatti è un momento privilegiato per accogliere la misericordia divina. Ricevere
    il Sacramento della Riconciliazione, ascoltare la Parola e lasciarsi toccare dalla grazia sono occasioni preziose per ritrovare la libertà interiore.

Nel suo Messaggio per la Quaresima 2026, il Santo Padre Leone XVI ricorda che questo è soprattutto un tempo di ascolto e che il digiuno non è una semplice rinuncia, ma una pratica concreta che dispone il cuore ad accogliere la Parola di Dio. Guidato dall’insegnamento e dalla presenza di Mons. Gianpiero, questo incontro di Vicaria vuole essere un momento prezioso per ravvivare la fede, approfondire la conversione e ritornare a Dio con un cuore rinnovato. Invito tutti a partecipare!”.

Un tempo che richiama alla conversione, alla pace e alla fraternità universale, nel segno di San Francesco

La Stazione Quaresimale a Villa Rosa, così come tutte le altre già vissute, si inserisce dentro un orizzonte spirituale ben preciso: il tempo forte della Quaresima e lo speciale Anno Giubilare di San Francesco, indetto dal Santo Padre dal 10 Gennaio 2026 al 10 Gennaio 2027, in occasione dell’ottavo centenario della morte del Poverello di Assisi.

In tale prospettiva, mons. Palmieri ha voluto dare un’impronta marcatamente francescana al cammino che le Chiese del Piceno stanno compiendo verso la Pasqua. Come già accaduto nelle altre Vicarie, anche durante l’incontro di domani, dopo la proclamazione della Parola, il vescovo Gianpiero proporrà una riflessione spirituale ispirata alla figura di San Francesco, modello di vita evangelica e autentico imitatore di Cristo. Poi, grazie alla presenza dei numerosi presbiteri della Vicaria, durante la serata sarà possibile anche accostarsi al Sacramento della Confessione e vivere un tempo di preghiera condivisa.

L’origine delle Stazioni Quaresimali affonda le sue radici nella tradizione romana e rappresenta un percorso comunitario di conversione, nel quale la preghiera si unisce alla riscoperta del senso profondo della Quaresima. Non sono semplici celebrazioni, ma momenti forti di unità attorno al vescovo, durante i quali la comunità ascolta la Parola di Dio, si lascia guidare alla conversione del cuore e riscopre il valore del Sacramento della Riconciliazione.

Nel contesto dell’Anno Giubilare Francescano, è possibile vivere questo momento anche come occasione di grazia, secondo le indicazioni della Chiesa per il cammino giubilare. Ma la scelta di dedicare le meditazioni a San Francesco non è legata soltanto alla significativa ricorrenza degli 800 anni dalla sua morte, ma anche al valore esemplare della sua testimonianza cristiana: Francesco infatti scelse una povertà totale, fece del Vangelo il centro della propria esistenza, manifestò un amore misericordioso verso i più deboli e i lebbrosi, riconobbe nel Creato un dono di Dio, visse anche la sofferenza vissuta da Gesù durante la Passione nell’esperienza delle stimmate.

In un tempo segnato da estenuanti conflitti personali, lotte di potere e terribili guerre di sopraffazione, l’esempio di Francesco, invece, ci insegna ad avere una continua tensione verso la pace. “Pace e Bene!” era il saluto che rivolgeva a tutti ed esortava i confratelli a fare lo stesso, proprio come Gesù, che, subito dopo la Resurrezione, appare ai suoi discepoli e dice loro “Pace a voi!”. Ma San Francesco era un uomo di pace non solo con le parole, ma anche con le azioni. Il Poverello di Assisi, infatti, ha incarnato il messaggio di riconciliazione evangelica disarmando il proprio cuore e quello altrui, ha promosso la fratellanza universale, ha dialogato con i nemici e ha cercato la pace interiore e sociale in un tempo di conflitti.

Anche noi, come lui, siamo chiamati, in questa Quaresima, a ripensare la nostra vita e ad essere operatori di pace, proprio come ha fatto Francesco.

 

 

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