Prima “Strategia sull’equità intergenerazionale”: si chiama così l’iniziativa assunta dalla Commissione Europea “per sviluppare il riflesso del pensiero a lungo termine nell’elaborazione delle politiche dell’UE, dando nel contempo maggiore peso alle opinioni e alle preoccupazioni dei giovani”.

Nulla di concreto, per ora, semmai un’attenzione al futuro dell’Europa, in chiave giovanile, monitorando le politiche nazionali e comunitarie e, magari, assumendo decisioni a favore delle nuove generazioni. L’obiettivo generale dell’UE “è garantire che le decisioni attuali siano prese tenendo presente il futuro, garantendo un giusto equilibrio tra benefici e oneri per tutte le generazioni”, precisa una lunga nota della Commissione.

Si basa parla, dunque, di “contratto intergenerazionale”, costruito su una triplice base: elaborazione di politiche eque, mediante l’applicazione di un “controllo dei giovani” e di strumenti di previsione; opportunità eque, per affrontare il rischio di discriminazione basata sull’età; “luoghi giusti, in modo che la regione in cui sei nato non definisca il tuo futuro” (ovvero, politiche a favore dei giovani in tutte le regioni d’Europa).

La strategia adotta una prospettiva “a lungo termine”, esaminando “in quale modo le sfide complesse, come i cambiamenti demografici, i cambiamenti geopolitici, i cambiamenti del mercato del lavoro, i cambiamenti climatici, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, tra molte altre, incidono sulle generazioni presenti e future”.

Per conseguire i suoi obiettivi, la strategia definisce una serie di azioni, tra cui: indice di equità intergenerazionale per individuare opportunità e lacune, orientare le decisioni politiche e promuovere l’equità tra le generazioni; pacchetto di politiche multilingue orientate al futuro per sostenere lo sviluppo dell’alfabetizzazione futura nelle pubbliche amministrazioni di tutti gli Stati membri dell’Ue; organizzazione di un forum demografico per lo scambio di informazioni sugli sviluppi demografici; l’iniziativa Voices of the Future, che sarà lanciata in partenariato con il Comitato delle regioni, invitando gli enti locali e regionali a impegnarsi nel plasmare il futuro delle loro regioni.

La strategia vorrebbe focalizzarsi anche su alcune questioni vicine ai giovani, come l’istruzione, gli alloggi, la giustizia ambientale.

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