TERAMO – Il 26 febbraio a Teramo si sono svolti due eventi di grande rilevanza per il mondo penitenziario: la visita istituzionale dei dirigenti del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e la presentazione del progetto “Nessuno escluso“. Entrambi hanno rappresentato importanti occasioni di riflessione e confronto sulla rieducazione dei detenuti, sulla gestione del sistema carcerario e sulle prospettive di reintegrazione nella società.

La visita del DAP
L’incontro mattutino ha visto la partecipazione del Vice capo del DAP, Massimo Parisi, e del Provveditore Giacinto Siciliano. La visita assume particolare importanza in un contesto come quello italiano, dove esistono ben 186 istituti penitenziari per adulti. Questo grande numero di carceri, distribuite su tutto il territorio nazionale, rende fondamentale lo sforzo del DAP nel costruire un legame diretto e ravvicinato con le singole strutture. La visita alla Casa Circondariale di Teramo, infatti, rappresenta un’occasione per verificare da vicino le problematiche e le potenzialità di miglioramento di una delle tante realtà carcerarie italiane. Durante l’incontro, il dialogo tra le autorità e gli operatori del carcere ha permesso di discutere delle difficoltà quotidiane, nonché delle buone pratiche e delle possibili soluzioni per ottimizzare la gestione dell’istituto. La visita è stata accolta con il tradizionale picchetto d’onore e ha avuto un carattere istituzionale, con un particolare focus sul miglioramento dell’ambiente di lavoro e delle condizioni operative per il personale penitenziario.

La presentazione del progetto “Nessuno escluso”
Nel pomeriggio, Parisi e Siciliano si sono aggiunti agli altri partecipanti per la presentazione del progetto “Nessuno escluso”, un’iniziativa volta a promuovere l’educazione giuridica all’interno delle carceri. Il programma, nato dalla consapevolezza della necessità di rendere i detenuti più informati dei propri diritti e doveri, si sviluppa attraverso corsi di formazione giuridica che prevedono lezioni su tematiche legali, distribuzione di testi giuridici e altri materiali didattici. Il progetto nasce da una lettera inviata da un detenuto di Vigevano, che chiedeva aiuto per comprendere meglio le leggi che riguardavano la sua condizione. Questo appello ha messo in evidenza una delle principali lacune del sistema carcerario: la difficoltà per i detenuti di comprendere appieno le leggi e, di conseguenza, di esercitare i propri diritti in modo consapevole.
Promosso dal DAP in collaborazione con l’Associazione Lefebvre Giufrè e l’Associazione Antigone, “Nessuno escluso” è attivo in alcune delle principali carceri italiane, tra cui il carcere femminile di Roma Rebibbia e il penitenziario di Bari. Ora, grazie all’impegno della direttrice Lucia Maria Avantaggiato, la Casa Circondariale di Teramo è diventata una delle strutture a beneficiarne. Durante l’incontro, la direttrice ha espresso grande entusiasmo per l’avvio del progetto, sottolineando come esso rappresenti una risorsa fondamentale per il percorso di recupero dei detenuti e per il loro ritorno attivo nella comunità.
La presentazione ha visto la partecipazione di numerosi ospiti e rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali. Oltre alla direzione del DAP e agli organizzatori del progetto, sono intervenuti Emiliano Di Matteo per il Presidente della Regione Abruzzo, il Vice Sindaco di Teramo Stefania Di Padova, la Presidente del Tribunale di Sorveglianza Marta D’Eramo, il difensore civico di Antigone Elia De Caro, la garante dei diritti delle persone private della libertà personale (GNPL) Monia Scalera e il professor universitario Giuseppe Marazzita.
Tutti gli interventi hanno sottolineato l’importanza di un’iniziativa come “Nessuno escluso”, che va oltre l’educazione giuridica, mirando anche a un cambiamento culturale dentro le carceri italiane. “Cadiamo tutti, ma bisogna poi riappropriarsi della propria vita,” ha dichiarato uno degli ospiti, ricordando che ogni individuo ha diritto a una seconda possibilità. “Iniziative come questa danno la possibilità di mettersi in discussione e di osservare la vita da altre prospettive,” ha aggiunto un altro relatore, enfatizzando il valore del cambiamento non solo per i detenuti, ma per tutta la società.
Durante l’incontro, un detenuto ha avuto l’opportunità di porre una domanda a uno degli ospiti, un gesto che ha reso ancora più reale e costruttivo il confronto tra chi vive all’interno delle carceri e chi lavora ogni giorno per migliorarne la gestione. Questo scambio ha sottolineato l’importanza di un ascolto reciproco, che può portare a una reale evoluzione delle dinamiche carcerarie.
A chiudere l’incontro è stata la direttrice Lucia Maria Avantaggiato, che ha manifestato con orgoglio il suo entusiasmo per l’avvio del programma nel suo istituto. “Dopo 32 anni di servizio, mi emoziono ancora di fronte a iniziative come questa,” ha dichiarato, concludendo il suo intervento con il motto che riassume il cuore del progetto: “Saluto tutti, nessuno escluso,” sottolineando l’importanza di garantire a ciascun detenuto la possibilità di riscatto e crescita.

L’incontro di Teramo ha offerto una visione concreta del ruolo che le istituzioni e le associazioni possono svolgere per promuovere un cambiamento all’interno del sistema penitenziario italiano. La visita dei dirigenti del DAP e la presentazione del progetto “Nessuno escluso” hanno dimostrato come il miglioramento delle strutture carcerarie non passi solo attraverso interventi strutturali, ma anche, e soprattutto, attraverso l’educazione, l’ascolto e la consapevolezza dei detenuti. La creazione di percorsi formativi che li aiutino a comprendere i propri diritti e doveri non è solo un atto di giustizia, ma una reale opportunità per aprire le porte a un reinserimento autentico nella società, libero dalle ombre della recidiva.
Nel caso del progetto “Nessuno escluso”, il cambiamento si gioca nella valorizzazione delle persone, non solo come soggetti da punire, ma come cittadini in grado di riacquistare autonomia e dignità. La partecipazione attiva di chi vive all’interno delle carceri, e il coinvolgimento diretto delle istituzioni in un dialogo aperto, sono segnali che orientino verso una nuova visione del carcere, più volta alla rieducazione che alla mera detenzione. L’incontro di Teramo ha sottolineato che un sistema penitenziario che promuove il rispetto delle leggi e la conoscenza dei diritti è un sistema che investe sulla collettività, dando una chance a ogni individuo di riconquistare il proprio valore e il proprio posto nella società.

Entra a far parte della Community de L'Ancora (clicca qui) attraverso la quale potrai ricevere le notizie più importanti ed essere aggiornati, in tempo reale, sui prossimi appuntamenti che ti aspettano in Diocesi.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *