SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il viaggio del nostro giornale prosegue: dopo aver conosciuto i gruppi scout di Ascoli e della vallata, arriviamo finalmente a San Benedetto del Tronto dove la prima tappa è quella del gruppo scout San Benedetto 1. Abbiamo incontrato i capogruppo, Morena Mandolese e Marco Laudi, e ci siamo fermati per una bella chiacchierata che ha spaziato dalla storia del gruppo, passando per la conoscenza, o il ricordo, di capi che hanno fatto la storia del gruppo, per arrivare, infine, al messaggio educativo che vogliono mandare ai propri ragazzi.
Leggi le interviste precedenti:
Come nasce il gruppo?
La data di nascita del nostro gruppo scout risale all’ottobre 1975 dove nel clima di paura e amarezza degli anni di piombo è nata questa proposta per donare ai ragazzi speranza nel futuro.
I fondatori del nostro gruppo scout sono stati Giuseppe Bachetti e Giampiero Antonielli e la moglie Renata Passerini, seguiti poi da Federico Quondamatteo e la moglie Dora Spazzafumo.
Il primo campo estivo degli esploratori, formato inizialmente dalla squadriglia Lupi, a cui poi si è aggiunta la squadriglia Aquile, si è svolto nell’estate del 1976 a S. Rufina presso Valle Castellana, mentre il branco lupetti “Valdemar”, composto da 5 sestiglie, erano a Capricchia (RI) per le Vacanze di branco.
Negli anni a seguire, il gruppo ha visto formarsi tantissimi capi e passare tantissimi ragazzi e ragazze. Molte persone di buona volontà sono arrivate da Grottammare, dai Sacramentini, da Spinetoli, da Acquaviva, da Monteprandone: dunque davvero possiamo dire che da un piccolo seme può nascere una grande famiglia scout. Alcuni ex capi del San Benedetto 1 successivamente hanno ripreso la loro passione scout dando vita ad altri gruppi scout come il CNGEI e il gruppo scout Martinsicuro 1.
Le attività scout si svolgevano tutte presso i locali della chiesa di S. Antonio di Padova a San Benedetto del Tronto (AP), poi successivamente esattamente nell’anno 2000 per esigenze varie, ci siamo dovuti trasferire e tutto il gruppo è stato accolto da Don Gianni Croci e dunque dalla comunità parrocchiale della Santissima Annunziata di Porto d’Ascoli dove ad oggi portiamo avanti il nostro operato, il nostro servizio e la nostra testimonianza.
Come ogni famiglia oltre alle gioie vissute ci sono stati momenti duri, incomprensioni, attriti, disguidi, problemi insomma …. le difficoltà non sono mai mancate e, tutt’oggi, non sono poche.
Ci affidiamo al Signore, con la preghiera, con la speranza di fare le scelte più opportune e di compiere del proprio meglio per cercare di riportare l’armonia e di essere sempre una goccia nell’oceano senza la quale l’oceano avrebbe una goccia in meno.
A proposito di storia …. in questo anno associativo 2025-2026 il nostro gruppo scout festeggia i suoi 50 anni di attività, dal titolo “Cinquant’anni e sembra ieri…quel primo passo tra i sentieri”
Molte le iniziative che bollono in pentola!
Le vivremo tutte nello stile scout, insieme fraternamente a tutti coloro che ne prenderanno parte.
Ci sono stati, all’interno del gruppo, capi “iconici”? Sia storici che recenti
Tra i capi storici ci sono i fondatori del nostro gruppo sopra citati, ma non possiamo in particolare non ringraziare tutti quei capi che, pur se quasi mai nominati, sono stati veri e propri doni e sostegni importanti per il nostro gruppo scout per tanti motivi e per i servizi svolti: da chi con un sorriso ti rallegrava la giornata, chi si occupava interamente della logistica e non ti faceva mancare mai nulla, chi preparava i menù per i campi estivi e per le uscite e ti faceva la spesa separando accuratamente tutte le cose e molto altro ancora.
Tra i capi più recenti, non possiamo non citare la nostra cara Laura Curzi che ha donato tutta la sua vita per questo gruppo.
Teniamo comunque a precisare che ogni capo, nella Comunità Capi, porta il dono di sé, dei propri talenti, dei propri limiti, delle proprie fragilità umane ed è proprio sul nostro essere dono che costruiamo la nostra proposta educativa, una proposta fatta da persone autentiche e fallibili che donano non ritagli di tempo, ma amore, passione, competenza, testa, cuore, anima…insomma tutto se stessi.
… “Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito” … (1 Corinzi 12-13).
Come vive la parrocchia il vostro gruppo?
Anche se con alti e bassi, a seconda dei periodi, la comunità parrocchiale della Ss. Annunziata di Porto d’Ascoli ha sempre visto il nostro gruppo scout come un valore aggiunto, prezioso per la comunità stessa e per il territorio.
Lo scautismo ha tanto da donare alla comunità cristiana e alla parrocchia, ma è altrettanto vero che ha anche tanto da ricevere: è uno scambio reciproco. Non ci si deve uniformare o essere tutti uguali ma arricchirsi a vicenda.
Ovviamente, ci vuole apertura di mente e volontà a collaborare, non si può rimanere chiusi nelle proprie sedi o nelle proprie idee, ci vuole anche qualcosa di diverso di creativo, di nuovo; tutto questo avviene insieme alle altre realtà ecclesiali, con le quali portiamo ad allargare la nostra conoscenza permettendo sempre il confronto costruttivo tra le parti.
Alla parrocchia chiediamo di non considerarci sempre come “la manovalanza” o come coloro che servono per fare quelle cose che gli altri non riescono a fare; mentre noi capi educatori dobbiamo maturare sempre più quel senso ecclesiale, coltivando la fede.
È e deve continuare ad essere una bella sfida per tutti.
Qual è il messaggio educativo che volete mandare ai vostri ragazzi e, di rimando, come gestite il rapporto con i genitori?
Si entra a far parte della nostra grande famiglia scout perché si sente il desiderio di mettersi in cammino, cercando di “lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato” (come ci insegna il fondatore Baden Powell) attraverso la semplicità del metodo scout, scoprendo la vera felicità nel dono di sé stessi agli altri.
(Dal Patto Associativo)
“Lo scopo dell’associazione è contribuire, secondo il principio dell’autoeducazione, alla crescita dei ragazzi come persone significative e felici…Offriamo loro la possibilità di esprimere le proprie intuizioni originali e di crescere così nella libertà inventando nuove risposte alla vita con l’inesauribile fantasia dell’amore. La nostra azione educativa si realizza attraverso esperienze di vita comunitaria, nell’impegno e nella partecipazione alla vita sociale ed ecclesiale” …
… “a il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri”, scriveva Baden-Powell nel suo ultimo messaggio agli scout.
È questa la sintesi del nostro messaggio educativo: educare bambini e ragazzi ad essere felici, a rendere gli altri felici, ad essere buoni cittadini e buoni cristiani, uomini e donne con uno spirito critico in grado di “lasciare il mondo migliore di come l’hanno trovato”.
E tutto questo è possibile soltanto con il prezioso ed imprescindibile dialogo con le famiglie, principali responsabili dell’educazione dei bambini e dei ragazzi che ogni sabato, ogni uscita, ogni campo ci scelgono, lasciando a casa comodità giochi ed abitudini, per vivere con noi l’avventura dello scautismo. Le famiglie, con la fiducia che quotidianamente ripongono in noi, sono un tassello essenziale per un lavoro di squadra finalizzato ad una proposta educativa davvero personale per ogni bambino e ragazzo.












0 commenti