SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Don Ugo Bonazzoli. Ne parla la scrittrice Giulia Ciriaci. Nata a Santa Maria di Acquasanta Terme, oggi vive a San Benedetto del Tronto. Inizia a soli 19 anni l’attività di insegnante, diventando in seguito scrittrice apprezzata con nove libri alle spalle e dopo collaborazioni su varie riviste di settore.

Chi era Don Ugo?Mi sono imbattuta in Don Ugo, questo prete urbinate scomparso giovanissimo a soli 30 anni, perché su sprone di Don Gianni Anelli, portai avanti uno studio, poi diventato libro – sulla figura dell’amico intimo di San Piergiorgio Frassati e fondatore di Casa Santa Gemma a San Benedetto del Tronto, ossia di Don Francesco Vittorio Massetti.

C’è un carteggio di circa 200 lettere tra Don Massetti e Don Ugo Bonazzoli. Si erano conosciuti come seminaristi dopo la laurea a Torino di Don Massetti, al Seminario delle Marche. Dopo l’incontro con Frassati, “Frantz” così amava chiamarlo scherzosamente il Santo – Don Vittorio- tornato a San benedetto del Tronto –  decise di intraprendere il sacerdozio, pur lottando con la sua famiglia e con una laurea in ingegneria al politecnico di Torino in tasca”.

Animati da intraprendenza e passione autentica per il ministero sacerdotale, i due giovani preti condividevano, sulla scia di Frassati, l’attenzione ai poveri, agli ultimi, ai reietti e ai dimenticati. Un giorno Don Ugo decide di arruolarsi volontario al fronte in Russia  diventando cappellano militare nell’ospedale da campo n.837 in Millerowo. Don Ugo però sceglierà di non seguire l’ ospedale nel ripiegamento, cioè nel ’43, ma di restare in loco, per portare sostegno alle persone, durante i continui bombardamenti.

Fu visto colpito a morte mentre prestava conforto a due moribondi e di lui non si saprà più nulla. Effettivamente la fitta corrispondenza tra Don Vittorio e Don Ugo, che inizia nel 1940, bruscamente si interrompe. Che cosa è accaduto al giovanissimo Don Ugo?

A studiare la singolare vicenda del poco conosciuto prete-eroe è non solo la Ciriaci, ma anche Maria Cristina Chioffi , medico e figlia del reduce in Russia Vittorino Chioffi, farmacista dell’ospedale 837, che conobbe di persona e lavorò insieme con il Cappellano Don Ugo raccontando alla figlia il proprio vissuto in Russia.

“Avevano scelto insieme di essere sacerdoti di anime” ci spiega la Ciriaci. Sappiamo che Don Ugo era pieno di fervore, attivissimo in ospedale, tutti erano più sereni con lui, sentendosi protetti dalla sua presenza. Il libro che lo tratteggia, sulla sua amata bici che spingeva anche sulla neve russa è intitolato: “Ha creduto all’Amore-Storia di un milite ignoto della prateria della Chiesa”, scritto a quattro mani da : Giulia Ciriaci e Maria Cristina Chioffi, con la prefazione del arcivescovo della Diocesi di Pesaro, Mons. Sandro Salvucci per Tau Editrice.

Le spoglie mortali di Don Ugo ancora oggi non sono state mai ritrovate, lui figura “disperso in Russia” e il sogno delle autrici del libro è riuscire ad individuarle, per poter ottenere per lui la medaglia d’oro al valor militare. In assenza del corpo è stata infatti conferita quella d’argento.

Molto prezioso il lavoro certosino delle due autrici, nel riscoprire, valorizzare e far conoscere la breve vita di questo giovane prete urbinate, che il destino aveva per un breve tratto di vita voluto vicino a Don Francesco Vittorio Massetti, “Frantz”. Entrambi i sacerdoti, possiamo dire abbiano seguito la “scia luminosa” di San Piergiorgio Frassati, cosiddetto l’ ”Ingegnere del Cielo”, morto a soli 24 anni e canonizzato il 7 settembre 2025.

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