DIOCESI – Il 19 gennaio è morta Suor Maria Roberta Torquati, membro della congregazione delle Suore Pie Operaie dell’Immacolata Concezione. Nata a Cupra Marittima il 21 gennaio 1940, Suor Maria Roberta ha sempre mantenuto un forte legame con il suo paese natale, portandolo nel cuore per tutta la vita.
La sua esistenza è stata segnata da una profonda fede, dedizione e servizio, lasciando un ricordo indelebile in tutti coloro che l’hanno conosciuta e accompagnata nel suo percorso umano e spirituale.
Durante il funerale, don Lanfranco Iachetti ha ricordato Suor Maria Roberta con parole piene di affetto: «Fino all’alba. Stare svegli e scoprire i colori della prima luce del giorno, i suoi istanti più puri e più freddi. Fino all’alba. Tempo di ogni creatura per aspettare il nuovo giorno. Anche Dante scrisse: “L’alba vinceva l’ora mattutina che fuggìa innanzi, sì che di lontano conobbi il tremolar della marina”.
Fino all’alba. Sono le parole dell’inno delle olimpiadi invernali cantate da Arisa. In un passaggio si dice: “Senza maschere, né mantello, con un cuore incontenibile…non ti voltare, non ti fermare..”.
Fino all’Alba! E’ il percorso di ogni uomo che aspetta Cristo il Risorto.
Fino all’alba, “Finché non sorga nei vostri cuori la stella del mattino”.
Carissima Madre Roberta, anche tu dentro questo percorso: fino all’Alba.
Non di un giorno soltanto, ma di tutti i tuoi giorni!
Tutto nella vita di Madre Roberta è stato orientato alla Pasqua, meta che ha fatto da calamita, da motivazione trainante del suo cammino, da giustificazione del sacrificio e delle sofferenze soprattutto di questi ultimi anni e giorni che gli sono state richieste, dalla serenità e dalla pace del cuore che ha animato il suo servizio.
Madre Roberta una “donna” consacrata!!
La sua vita è stata uno svolgersi armonioso e umano dentro un tempo non facile, prima e oggi, cercando di dare ragione ai semi di speranza posti nel suo cuore di donna consacrata. Semi da cui sono partiti come germogli i tuoi grandi sogni!
Scriveva la mistica e poetessa Maria Zambrano: “Chi non abbraccia il coraggio di un germoglio, non gusterà mai la gioia di un sogno”.
Cara Madre Roberta come non ricordare il desiderio, la fatica, ma soprattutto la gioia delle “case di missione” aperta in Brasile da Madre Bernardetta e in seguito la fondazione che tu hai aperto e abitato in Madagascar? La lungimiranza di dare speranza alla storia della congregazione.
Hai dato visibilità al Sole = Gesù che hai pregato con intensità e allegrezza come amava ricordare il caro Francesco Antonio Marcucci! Ti sei esposta a “Lui” e alla sua promessa d’amore. Chissà quante volte ti sei chiesta se stavi facendo bene il bene! Pensieri di una “madre” generale!!
Una cosa ho apprezzato di te nella nostra amicizia. Sei stata sempre lontana dalle scorciatoie, dalla superficialità. Hai sempre creduto a Gesù quando dice che il male non lascia niente e del bene resta tutto!
Hai sempre amato l’alba!
Sia per i tuoi viaggi a bordo della indimenticabile ritmo blu sbiadito… e sia per le tue settimane di ferie estive, a casa di tuo fratello Giuseppe nella splendida Cupramarittima! Ricordo i “tuoi saluti” al mattino dopo la messa prima di “partire”: Lanfrà vado a Cupra!!!
Sei stata mamma e seconda mamma per i tanti bambini che incontravi nelle diverse case che hai abitato, ma soprattutto nella tua permanenza qui a San Benedetto, vero fiore all’occhiello che hai visto crescere da piccola a grande casa e a cui non hai fatto mai mancare attenzioni, e suore allegre…come non ricordare la mitica suor Donata e suor Rita?
Da Figlia dell’Immacolata hai insegnato alle tue consorelle la melodia del SI di MARIA! Tutte ti hanno davvero voluto bene fino alle tue coinquiline del piano delle inferme dove hai lasciato una fotografia indelebile di “sorella alla pari”.
Ora vai incontro all’ Alba senza tramonto! Incamminati Madre cara. Ad attenderti oltre alle tue consorelle ci sono due vegliardi: Francesco Antonio e Madre Tecla.
E Ricordati di noi. La gioia della TUA Pasqua ci contagi per cantare a più voci la gioia dell’Alleluia eterna.».






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