ACQUAVIVA PICENA – Domenica 22 febbraio, prima domenica di Quaresima, presso il convento di Acquaviva Picena la comunità dei frati Agostiniani Scalzi ha dedicato l’intera giornata alla preghiera, invocando nuove vocazioni e sostenendo le missioni nel mondo.
Gli Agostiniani Scalzi sono presenti ad Acquaviva Picena dal 1612, grazie a padre Agostino della Resurrezione, originario della zona e all’epoca secondo Definitore Generale dell’Ordine. Dopo aver dedicato grandi sforzi, riuscì a convincere i massari locali ad accogliere la comunità dei frati. Nel 1810, a causa delle leggi di “soppressione”, il convento fu chiuso e i frati allontanati. Successivamente, la famiglia Rossi Panelli riscattò la struttura e, dopo il restauro, nel 1880 donò il convento e la chiesa ai padri Agostiniani, con la promessa che ogni Prima Domenica di Quaresima le Messe sarebbero state celebrate nella chiesa di San Lorenzo e che si sarebbe pregato per suscitare nuove vocazioni. Da allora, ogni anno, i frati mantengono fede a questa tradizione.
Durante l’omelia, il Priore padre Mario Genco ha sottolineato il valore della preghiera: “Carissimi, la preghiera è essenziale per suscitare nuove vocazioni. I suoi frutti non si vedono subito, ma con il tempo le cose cambiano proprio grazie alla preghiera. Essa ci aiuta anche a allontanare Satana, che è vinto dalla preghiera. Nella Prima Lettura abbiamo visto come il Diavolo tentò Eva, ma Maria invece non dialoga mai con il Maligno: seguiamo il suo esempio, parliamo solo con il Signore. Satana riconosce la potenza di Dio, ma ciò che lo rende sconfitto è la sua incapacità di amare. È un manipolatore, mosso dall’orgoglio e dall’invidia”.
Padre Mario ha concluso ricordando l’importanza di vivere una vita centrata su Dio: “Una vita disordinata, lontana da Dio, spesa inseguendo soldi, beni materiali o svaghi, non è una vita felice. Solo in Dio troviamo la vera gioia, come dice sant’Agostino: ‘Il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te’. Spesso, se non ci manca nulla, pensiamo di non aver bisogno di Dio, ma ringraziamo il Signore che ci ama nonostante le nostre mancanze. Che la Quaresima ci aiuti a tornare a Dio, a dare senso alla nostra vita e a riconoscere il suo amore. Ricordiamo due certezze: Dio ci ama sempre, e alla fine della vita ci ritroveremo davanti al suo tribunale”.
Al termine della Messa delle ore 11:00, il Santissimo Sacramento è stato esposto fino alle ore 18:00, permettendo ai fedeli di vivere momenti di adorazione e riflessione.





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