Di Francesco Lucchetti

MARTINSICURO – Non è stato un semplice addio, ma un corale “buon cammino” quello che la comunità di Villa Rosa ha rivolto a don Alfonso Rosati, che dopo sette anni di intenso Ministero presbiterale lascia la parrocchia San Gabriele dell’Addolorata e Santa Maria Bambina per un nuovo incarico a Montelparo.

Due giornate intense, il 13 e il 14 Febbraio 2026, hanno segnato il congedo di un pastore che ha saputo camminare accanto alla sua gente, dai più piccoli agli anziani, specialmente nelle sfide del periodo pandemico.

Le istituzioni e la comunità: “Un legame indissolubile”

Il primo appuntamento si è tenuto Venerdì 13 Febbraio nel corso della Messa Vespertina. Durante la Celebrazione Eucaristica, il sindaco Massimo Vagnoni ha voluto esprimere ufficialmente la gratitudine del territorio per l’operato di don Alfonso Rosati.

Come segno tangibile di questo legame, l’Amministrazione Comunale di Martinsicuro ha omaggiato il sacerdote con un’opera raffigurante l’interno della chiesa di San Gabriele dell’Addolorata, un ricordo prezioso della “casa” che ha guidato in questi anni.

Nella lettera di saluto della comunità, letta con emozione, è stato ripercorso il settennato: anni di gioie e preoccupazioni, in cui don Alfonso è stato guida ferma e messaggero di pace: “Ci hai insegnato che non è mai troppo tardi per iniziare a vivere in concordia”, hanno scritto i parrocchiani.

La serata è poi proseguita con un momento conviviale presso la Sala “Don Pastore“, con una cena che ha riunito volontari e gruppi parrocchiali in un clima di famiglia.

La “Messa a Colori”: il sorriso dei bambini e la sfida della “storia”

Il giorno seguente, Sabato 14 Febbraio, è stato il turno dei più piccoli. La festa è iniziata nel pomeriggio con il Carnevale in Sala “Buon Pastore”: canti, giochi e una ricca merenda organizzata dai genitori hanno fatto da preludio alla “Messa a Colori“.

I bambini del catechismo hanno salutato il “loro” caro don Alfonso con una lettera colma di gratitudine e simpatia. Tra i ricordi più dolci, i piccoli hanno svelato un simpatico “segreto”: “Durante le tue omelie ci siamo divertiti a contare quante volte dicevi la parola ‘storia‘! Ormai era diventata una sfida: ‘Scommettiamo che la dice ancora?’”.

Ma dietro il gioco, resta l’insegnamento profondo: la consapevolezza che quella vissuta a Villa Rosa è stata davvero una “storia” d’amore con il Signore, dove don Alfonso è stato per loro “il volto di Gesù che ci è venuto a trovare”.

Il dono: le ampolline per restare uniti

In entrambe le occasioni, la comunità ha scelto un regalo dal forte valore simbolico: due ampolline per l’acqua e il vino.

Il significato, spiegato dai ragazzi, è triplice: Presenza (per ricordare i volti di Villa Rosa ad ogni Eucaristia), Identità (per il pane spezzato in questi anni) e Unione.

Come la goccia d’acqua si unisce al vino nel calice e non può più esserne separata, così il legame spirituale tra don Alfonso e la sua comunità resterà indissolubile, nonostante la distanza fisica.

Villa Rosa ha così salutato il suo parroco, con la certezza che, ovunque lo chiamerà il suo Ministero, una parte della sua “storia” rimarrà per sempre tra le vie e i cuori di questa parrocchia. Buon cammino, don Alfonso!

 

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