DIOCESI – Il 19 gennaio è tornata alla casa del Padre Suor Maria Roberta Torquati, appartenente alla congregazione delle Suore Pie Operaie dell’Immacolata Concezione. Era nata a Cupramarittima il 21 gennaio 1940, paese al quale è rimasta profondamente legata e che ha sempre portato nel cuore. Con la sua vita di fede, dedizione e servizio, Suor Maria Roberta lascia un ricordo indelebile in quanti l’hanno conosciuta e accompagnata nel suo cammino umano e spirituale.
Pubblichiamo il ricordo di Madre Daniela Volpato.
Non è certamente semplice riassumere la vita vissuta così intensamente da Madre Roberta Torquati.
Il sentimento di gratitudine nei suoi riguardi ci spinge a ricordarla come una persona a cui tutte noi consorelle dobbiamo molto e, forse, potrebbero essere molte di più le persone che avrebbero tanto da ricordare di lei.
È stata sempre orgogliosa di essere nata a Cupramarittima, il paese che ha continuato ad amare per tutta la vita.
È il paese in cui è cresciuta nella fede della sua famiglia e in cui ha frequentato la parrocchia e l’Azione Cattolica, dove è fiorita la sua vocazione alla vita consacrata. Per realizzare questo suo sogno, ha dovuto lottare non poco: infatti i suoi genitori, pur profondamente credenti, non la ritenevano una scelta di vita secondo i loro progetti.
Con la sua volontà tenace, però, Maria (che così si chiamava) ha risposto alla chiamata del Signore, entrando nella nostra Congregazione a Roma, nella casa di formazione il 29 gennaio del 1962.
Fin dal primo momento del suo ingresso, si è subito distinta per il suo comportamento che faceva ben trasparire il suo grande spirito di fede e l’umiltà con cui si è sottomessa all’obbedienza, nonostante la sua età già matura. Possiamo affermare che, fin dall’inizio, la sua vita è stata donata con l’entusiasmo proprio di chi crede fortemente di essere particolarmente amata dal Signore e dalla Vergine Immacolata, verso cui nutriva una profonda devozione. Così, negli anni della prima formazione, è stata di esempio per le consorelle che le stavano vicino e la superiore hanno visto subito in lei la ricchezza delle sue virtù.
Dopo la prima professione, avvenuta nel 1964, ha accettato con vero spirito di fede la decisione delle superiore di iscriverla presso l’Istituto Magistrale delle Suore Battistine a Roma: ella era ben consapevole che non era facile, alla sua età, inserirsi in una scuola frequentata da adolescenti, ma con la sua forza di volontà ha completato i quattro anni, giungendo a conseguire il diploma di insegnante di scuola elementare nel 1968. Subito dopo, è stata impegnata come insegnante nella scuola elementare che da poco era stata aperta proprio a Roma nella Borgata di Montespaccato: molti potrebbero essere qui a ricordarla: gli ex alunni in cui ha lasciato un ricordo indelebile della sua maternità con cui li ha educati e formati alla vita. Ha proseguito, poi, l’insegnamento ad Ascoli Piceno, nella Casa Madre, dove è stata anche assistente delle collegiali che allora si accoglievano.
Ritornata a Roma nel 1976, ha continuato ad insegnare e a ricoprire, nello stesso tempo, l’incarico di formatrice di qualche giovane che entrava in Congregazione, Dal 1981 al 1987 ha fatto parte del Consiglio generale come consigliera e segretaria, diventando, poi, Vicaria generale fino al 1993, anno in cui è stata eletta Superiora Generale.
È da tener presente, come, appena iniziato questo suo mandato, si è data subito un preciso programma di vita: “Voglio essere vicina ad ogni singola consorella, preoccupandomi della sua salute fisica, ma anche del suo cammino spirituale”. Così, infatti, è stata come Superiora Generale, perché tutte ricordiamo con quanta dedizione ha assistito tante consorelle ammalate, accompagnandole maternamente verso l’ultimo incontro con il Signore.
Si è interessata per non far mancare a nessuna l’aiuto necessario per vivere la propria vocazione, sempre continuando ad essere per tutte un modello di vita totalmente donata al Signore e impegnata per il bene di tante persone, giovani e adulte. Nel 1999 è stata confermata per un secondo sessennio, che ha portato avanti con la stessa forza di volontà, ma ancor più con lo stesso spirito di fede. Proprio durante questo secondo periodo, precisamente nel 2003, ha aperto la prima comunità in Madagascar, dove lei stessa ha accompagnato le prime suore, restando con loro fino a quando le ha potute vedere ben sistemate, ma poi ha continuato a seguirle anche da lontano. Terminato il suo mandato nel 2005, ha accolto l’obbedienza delle Superiore che le hanno affidato l’incarico di superiora nella comunità di San Benedetto del Tronto, casa dove molti ospiti venivano accolti da lei sempre col suo stile di vita semplice e molto cordiale. Certamente non sono pochi quelli che ancora la ricordano con molta stima e ammirazione.
In seguito, per tre anni, è stata superiora della comunità di via Kennedy ad Ascoli Piceno, ritornando, poi, a San Benedetto dove si è resa disponibile all’aiuto nella mensa dei bambini ai quali si era molto affezionata. Quando questo non le è stato più possibile, ha cominciato a dare segni di una salute poco stabile, soprattutto in seguito al COVID che le ha lasciato una grande debolezza fisica. Lentamente la sua salute è andata sempre peggiorando, fino a quando si è reso necessario il ricovero presso la clinica Villa Anna.
In pochi giorni le sue condizioni si sono aggravate, rendendola incapace di parlare e di reagire, fino a farla giungere alla morte nella notte del 19 febbraio. Cara Madre Roberta, non sappiamo se hai sentito tutto ciò che abbiamo detto di te, ma siamo consapevoli di non aver detto “troppo”, solo ci siamo tenute a quella verità che abbiamo visto in te e che tutti coloro che ti hanno conosciuto possono testimoniare insieme a noi. Tanto potrebbero ancora dire i tuoi numerosi ex alunni, ma anche i tanti sacerdoti che in questa tua lunga vita hai conosciuto e avvicinato sempre con quel tuo istinto materno.
Ora ti affidiamo alla grande misericordia del Signore, sapendo che sicuramente hai già raggiunto i nostri Venerabili Padre Fondatore e Madre Tecla, come pure i tuoi genitori e la tua cara sorella Giovanna per la cui scomparsa hai molto sofferto.
Insieme con noi ti danno il loro saluto tuo fratello, tua cognata, i nipoti e pronipoti per i quali sicuramente continuerai a pregare dal Paradiso. Continua a restare sempre molto vicina a tutte noi, consorelle di questa Congregazione che hai amato e per la quale ti sei donata senza mai risparmiarti.
Nessuna di noi potrà mai dimenticare il bene da te ricevuto: il Signore ti ricompensi per tutto.





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