Di Carletta Di Blasio e Michela Galieni
MARTINSICURO – Calorosa accoglienza a Villa Rosa di Martinsicuro per l’ingresso di don Francesco Ciabattoni e don Albert Kalafula, avvenuto ieri, Domenica 22 Febbraio 2026, alle ore 11:00, presso la chiesa San Gabriele dell’Addolorata.
L’accoglienza
A dare il benvenuto, sul sagrato della chiesa, al nuovo parroco e al collaboratore parrocchiale, accompagnati dall’arcivescovo Gianpiero Palmieri, sono stati Massimo Vagnoni, primo cittadino di Martinsicuro, don Anselmo Fulgenzi, parroco dell’altra comunità martinsicurese nonché vicario foraneo della Vicaria “San Giacomo della Marca“, don Alfonso Rosati, parroco uscente della comunità villarosiana, don Federico Pompei, già parroco della Chiesa di Villa Rosa, e una numerosa rappresentanza della comunità villarosiana.
Presenti anche don Luigino Scarponi, responsabile del Clero delle Diocesi del Piceno, e un gruppo di fedeli della parrocchia Sacra Famiglia di Porto d’Ascoli, comunità da cui i due presbiteri provengono. Presenti altresì i diaconi Walter Gandolfi e Emanuele Imbrescia.
Una volta entrati in chiesa, il sindaco Vagnoni ha salutato calorosamente i due nuovi presbiteri a nome della comunità civile, offrendo loro fin da subito la sua collaborazione ed il suo impegno per il bene comune, il dialogo, il supporto alle fasce deboli e il rispetto delle tradizioni locali.
I gesti liturgici
La celebrazione si è aperta con la lettura della Bolla di Nomina da parte del vicario foraneo don Anselmo Fulgenzi e con l’invocazione dello Spirito Santo sul nuovo parroco.
Don Francesco ha poi compiuto due gesti liturgici molto significativi che esprimono il suo mistero in mezzo alla comunità ecclesiale.
Prima l’aspersione dell’altare e di tutti i fedeli con l’acqua benedetta del Fonte Battesimale, in quanto il suo compito sarà riattualizzare continuamente nei parrocchiani il dono grande che hanno ricevuto il giorno in cui sono stati battezzati.
Poi la venerazione dell’altare con il bacio e l’incensazione dell’altare e del crocifisso, in quanto la missione del nuovo parroco sarà quella di ricordare che l’unico fondamento della comunità cristiana è Gesù, di cui nella Liturgia l’altare è il simbolo.
Le parole del vescovo Gianpiero
Durante l’omelia, commentando le letture del giorno, prima Domenica di Quaresima, mons. Palmieri ha detto:
“Siamo tutti sotto la misericordia di Dio. E allora è proprio bello essere una comunità che vive il Vangelo, perché il Vangelo è bello: ci mette entusiasmo nel cuore, ci fa sentire che non siamo soli, ci dà speranza anche in mezzo alle difficoltà. Lasciamo pure che i personaggi del mondo si aggrappino all’avere, al potere, alla vita comoda senza fatiche. Noi no, abbiamo un’altra logica. Gesù ha vinto le tentazioni al posto nostro e noi vogliamo vivere come discepoli di Gesù“.
Parlando poi dei due nuovi presbiteri, ha affermato: “Questi momenti sono importanti per tutti nel passaggio di una comunità. Un parroco è all’ultimo posto. Ognuno di noi vive questo Ministero cercando di capire qual è la volontà di Dio e cercando di realizzarla. Ognuno di noi è chiamato a spezzare la Parola vera, ad ascoltare tutte le fatiche, a dare il perdono su tutte le debolezze.
Alla fine della liturgia, don Francesco siederà su una sedia complessa, una sedia che scotta. Quella è la sedia del Gesù. È il primo posto del servo di Dio. Quello che un sacerdote fa è per dare voce, sguardo, mano, piedi al Signore Gesù, che ci insegna a scegliere la via dell’amore”. E così è stato dopo i riti di Comunione, prima della benedizione finale.
La professione di fede
Al termine dell’omelia, il nuovo parroco si è recato davanti al vescovo per rinnovare le promesse sacerdotali, esprimendo così la sua volontà di servire la comunità in comunione con il vescovo Gianpiero. Poi, insieme al resto della comunità ha rinnovato le promesse battesimali.
La bella collaborazione tra le parrocchie di Villa Rosa e di Porto d’Ascoli
Durante tutta la Messa, nell’animazione della Liturgia si sono alternati i parrocchiani della comunità di Villa Rosa, in cui i due nuovi presbiteri sono entrati, con quelli della comunità di Porto d’Ascoli, da cui invece provengono.
La celebrazione è stata impreziosita dalla dai due cori di San Gabriele dell’Addolorata e Santa Maria Bambina e dai due cori della Sacra Famiglia: in entrambe le comunità, infatti, ci sono la corale degli adulti e il coro dei bambini e dei giovani.
Anche l’offertorio è stato animato dai parrocchiani di entrambe le comunità. Oltre ai doni per l’altare, sono stati offerti in particolare due doni dall’alto valore simbolico. Prima di tutto una bottiglia con dentro il messaggio del mare, che è immenso custode di tesori, segreti e desideri. “Con questa bottiglia, simbolicamente approdata qui e ora – hanno detto i nuovi parrocchiani -, vogliamo consegnare al Signore il nostro ieri e il nostro oggi e, nelle mani dei nostri nuovi timonieri, don Francesco e don Albert, vogliamo affidarGli il domani che ci attende”. Poi una valigia, simbolo del meraviglioso viaggio che è la vita. “Con questo bagaglio – hanno detto i vecchi parrocchiani di don Francesco e don Albert – vogliamo simboleggiare il passaggio di una storia di 14 anni consegnata nelle mani della nuova comunità”.
Infine anche le preghiere dei fedeli sono state lette dai fedeli di entrambe le comunità. Un bel gesto di collaborazione, condivisione e amicizia in Cristo.
Il saluto di gratitudine della comunità Sacra Famiglia
Prima della benedizione finale, una parrocchiana della comunità della Sacra Famiglia, Michela Galieni, ha letto una lettera di affidamento dei due presbiteri alla nuova comunità di Villa Rosa:
“Cari fratelli e sorelle, davanti al Vescovo, oggi si incontrano due storie che appartengono profondamente alla nostra comunità Sacra Famiglia: il parroco che vi ha guidato finora, don Alfonso, è cresciuto tra le nostre case e le nostre vie, e don Francesco con don Albert, ci ha accompagnato con immensa speranza per un lungo tempo. È un cerchio di carità che si rigenera, è la carezza di Dio, è la testimonianza della vita sacerdotale“.
Michela ha poi chiesto ai nuovi parrocchiani di prendersi cura dei due nuovi presbiteri: “Cari fratelli e sorelle, siamo fiduciosi che avrete cura della loro umanità, che offrirete la vostra collaborazione e, soprattutto, quel calore che solo una comunità salda in Cristo sa dare”.
A don Francesco e don Albert, infine, ha detto: “Cari don, le nostre strade non si separano, solo per amore si ramificano. Siete i testimoni dell’unità nello Spirito che è l’estensione dell’unico Amore che ci ha resi famiglia; ci avete dimostrato che la fede non è un fatto privato, ma un edificarsi continuo per mezzo dello Spirito che attraversa i confini delle singole comunità“.
Il saluto di benvenuto della comunità San Gabriele dell’Addolorata e Santa Maria Bambina in Villa Rosa
A seguire, due giovani della comunità, Beatrice Bengasi e Jacopo Sabini, hanno voluto esprimere la loro gratitudine a nome della comunità.
Prima di tutto al vescovo Gianpiero: “Eccellenza, grazie per essere qui con noi! La Sua presenza oggi ci fa sentire che non siamo soli; è come l’abbraccio di un padre che viene a trovarci a casa per ricordarci che la nostra comunità è preziosa e che il cammino di ognuno di noi Le sta a cuore”.
Poi al parroco uscente: “Caro don Alfonso, oggi la nostra comunità, in tutte le sue espressioni, ti ringrazia per questi anni vissuti insieme. Grazie perché ci hai aiutato a riscoprire il senso di essere figli di questa Chiesa e ad andare incontro al Cristo a viso scoperto. Per noi sei stato ‘l’essenziale’. Ci hai mostrato che il servizio al compito affidato è un momento di forte crescita personale e comunitaria. Ci hai presi in un tempo di pandemia, con le maschere e la fatica del momento. Ci riconsegni a viso scoperto, per andare incontro al Cristo che salva. Ti accompagniamo con la preghiera nel tuo nuovo cammino, certi che sarà sempre pieno di gioia”.
Infine ai nuovi presbiteri: “Cari don Francesco e don Albert, benvenuti! Vi accogliamo in questa grande famiglia dove ci si ama, ci si rimprovera e ci si perdona, crescendo insieme nel rispetto e nell’amore reciproco. Anche se non vi conosciamo ancora, siamo pronti a dirvi ‘Sì!’ senza pregiudizi e senza schemi in cui incasellarvi.
In questo nuovo inizio, vi offriamo semplicemente quello che siamo: il nostro cuore, con tutto il suo carico di coraggio, fatica e speranza. Un cuore che ha sete di verità e di felicità, che oggi affidiamo con fiducia alla vostra guida di pastori”.
In segno di benvenuto, a nome della comunità cristiana, i due giovani parrocchiani hanno consegnato ai due presbiteri alcuni doni. A don Francesco hanno dato un aspersorio e una stola, “gli strumenti con cui entrerai nelle nostre case per le benedizioni” – hanno detto -; è il nostro modo per dirti: “Le nostre porte sono aperte, ti aspettiamo nella nostra quotidianità”. A don Albert invece hanno donato una stola, “segno essenziale del tuo Ministero, perché tu possa sentirti subito ‘rivestito’ dell’affetto e del calore di questa comunità che ti accoglie come collaboratore parrocchiale”.
Hanno poi concluso Beatrice e Jacopo: “Sulle vostre stole abbiamo voluto imprimere le immagini di San Gabriele e di Maria Bambina, affinché la loro protezione vi guidi e vi ricordi sempre le radici e la devozione di questa comunità.
Facciamo nostre le parole di un noto cantautore per dirvi semplicemente: ‘Abbiate cura di noi!’. Abbiate cura dei nostri sogni e delle nostre fragilità, pronti ad abbracciarci se avremo paura di cadere, consapevoli che siamo in equilibrio sulla parola insieme e che la bellezza del nostro cammino nascerà dalla capacità di metterci al fianco, invece di stare al centro. Promettiamo anche noi di avere cura di voi: non vi faremo sentire soli, saremo la spalla su cui poggiare nei momenti di stanchezza e il sorriso che vi accoglie ogni giorno, restando riconoscenti per tutte le cose belle che saprete donarci.
Eccoci Signore, siamo pronti! Senza timore, siamo pronti a seguire il progetto che Tu ci stai proponendo. Don Francesco, don Albert: da oggi Villa Rosa è anche la vostra casa. Camminiamo insieme verso la Pasqua, certi che nulla è per caso”.
Il primo discorso di don Francesco alla comunità
Ultimo a parlare è stato il nuovo parroco don Francesco, il quale ha mostrato a tutti la sua gratitudine:
“Voglio davvero ringraziare Dio perché mi ha chiamato tanti anni fa ad essere suo. Il Signore mi ha detto: ‘Devi essere per tutti e di tutti!’. Pensate che bello! Pensate quando il Signore lo chiederà a qualcuno di voi! Sarà un momento speciale! Il Signore mi ha preso con tutte le mie qualità e con tutti i miei difetti, per farmi come vuole Lui. Ringrazio il Signore per avermi guidato in tutti questi anni per continuare a rinnovare, giorno dopo giorno, la mia vocazione.
Voglio poi ringraziare i miei genitori, che oggi dal Cielo hanno celebrato con me questo momento. Essi sono la mia forza e la mia guida.
Poi voglio ricordare un vescovo santo, don Josè Luis Azcona, un vescovo brasiliano, che è stato la mia guida e il mio formatore, e i sacerdoti che si sono avvicendati in questa parrocchia: il fondatore don Antonio Vallorani, don Ulderico Ceroni, don Federico Pompei e don Alfonso Rosati. A quest’ultimo va il mio ringraziamento profondo, perché ha scelto di partecipare qui oggi a questa Messa. Credo con grande fatica. Lo ringrazio non solo per l’amicizia che abbiamo – siamo stati infatti compagni di classe -, ma anche per come ha condotto questa parrocchia fino ad oggi, per come ha saputo preparare questa celebrazione e per aver accettato il mio invito: è molto bello vedere questo passaggio di consegne. Grazie di cuore, don Alfonso!
Poi voglio ringraziare il vescovo Gianpiero, che ha avuto fiducia in me, donandomi questa comunità molto più grande e forse anche più complessa della Sacra Famiglia. Lo ringrazio per avermi dato in dono una parrocchia vicino al mare. Voi conoscerete la mia passione per il mare: io sono nato a Grottammare, a pochi metri dalla spiaggia. Sono contento per quella bottiglia che mi avete regalato, che porta il respiro del mare.
Ringrazio anche la comunità della Sacra Famiglia: avete sentito che per me lo strappo è grande, perché davvero ho vissuto intensamente con loro, che mi hanno accompagnato sempre, anche oggi. Accogliere i pregi è facile, ma i difetti è difficile. I fedeli della comunità della Sacra Famiglia, invece, hanno saputo accogliere anche i miei limiti. Li ringrazio davvero di cuore!
Ringrazio infine questa comunità, a partire dai tanti bambini. Ho sentito delle parole bellissime e vi ringrazio di cuore. Anche per me non è facile: conoscere altre persone, accogliere nuovi volti. Però vi prometto che vi amerò come un’altra Sacra Famiglia! Mi piace ricordare il passaggio finale del Vangelo di Matteo: ‘Il Signore è risorto, è veramente risorto, ma non è qui. Andate in Galilea. Vi precede là. Là lo troverete’. Io sento il desiderio, come ho fatto nella Sacra Famiglia, di venire qui a scorgere Gesù nei vostri volti, a ritrovarLo nei vostri cuori. Qui, tra di voi, io potrò crescere ritrovando nei vostri cuori quel Signore che qui mi ha chiamato“.
Il passaggio di consegne tra il parroco uscente e i due nuovi presbiteri
La celebrazione eucaristica si è conclusa con un gesto significativo, che ha commosso molti fedeli: don Alfonso Rosati ha consegnato le chiavi della casa parrocchiale a don Francesco e a don Albert. Ha detto il parroco uscente: “Le chiavi non sono un simbolo. Sono veramente le chiavi di casa, senza le quali non potete entrare!”. Un bel passaggio di consegne, avvenuto nel segno dell’armonia.
Dopo la Messa, tutti i fedeli presenti hanno vissuto un piacevole momento di convivialità, al quale hanno partecipato i vari preti convenuti e anche il vescovo Palmieri. La mattinata è stata l’occasione per don Francesco e don Albert di conoscere molti parrocchiani e di condividere con loro una parola e un sorriso.
Foto di Luciana Capece, Michela Galieni e Francesco Lucchetti

































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