SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica 15 marzo la parrocchia Sacra Famiglia di Ragnola ha vissuto un momento memorabile, unico nella sua storia, colmo di profonda commozione. Dopo quattordici anni di servizio, Don Francesco Ciabattoni ha concluso il suo mandato pastorale. Non è solo il termine di un incarico, ma un passaggio di vita che l’intera comunità ha attraversato con il cuore colmo di memoria e gratitudine. Dopo due anni e mezzo anni la comunità si è stretta anche intorno a don Albert Kalafula. Un saluto che è il racconto di una stagione condivisa con affetto e gratitudine. Attraverso le voci dei diversi gruppi parrocchiali, emerge il ritratto di un cammino d’amore accanto a tutti.
La casa comune – Il Segretario del Consiglio Pastorale ha sottolineato come Don Francesco abbia saputo “abitare” la parrocchia con una presenza che non fa rumore, fatta di incontri silenziosi, mani tese e vicinanza capace di sostenere i momenti più difficili. Il suo lascito più grande non sta nelle opere materiali, ma in ciò che resta nel cuore dei fedeli: la costruzione di una casa comune e la gratitudine per un sacerdote che ha saputo farsi prossimo.
La forza dello Spirito e la Liturgia – Il Gruppo Liturgico ha sottolineando come la sua immensa ricchezza spirituale, abbia reso le celebrazioni momenti di incontro reale con il Risorto. Anche il gruppo del Rinnovamento nello Spirito ha voluto rendere grazie per aver riscoperto un cammino guidato come strumento docile nelle mani di Dio, la potenza della “preghiera di lode” e dell’effusione.
Educare con il cuore – Per chi si occupa dei più piccoli, Don Francesco è stato un compagno di strada discreto. I Catechisti ricordano come non si sia limitato a parlare di Dio, ma sia stato presenza costante nei campi scuola e nei ritiri. La sua dote più grande è stata ascoltare la stanchezza come un padre premuroso, lasciando a ciascuno la libertà di servire secondo le proprie possibilità, senza lasciare mai nessuno indietro.
Corresponsabilità e Servizio – Il gruppo dell’Azione Cattolica ha sottolineato il suo impegno per raggiungere una vera maturità cristiana, spronando i laici a essere apostoli nella vita quotidiana e professionale. Don Francesco ha creduto fermamente nella corresponsabilità, aiutando l’associazione a non perdere mai di vista la Parola e la comunione. Un equilibrio che si è riflettuto anche nella collaborazione con la Caritas. I volontari hanno trovato in lui un custode della dignità, capace di favorire un clima di carità concreta, stabile e silenziosa, in costante responsabilità verso i più fragili.
L’armonia del Canto e il profumo della Carità – Il Coro parrocchiale ha visto in Don Francesco un custode dei carismi che non ha mai abbandonato una nota stonata, ringraziandolo per aver favorito unione e talento tra piccoli e grandi cantori. Questa cura del prossimo si ritrova nella metafora usata dai Cavalieri di San Giuseppe. Come una pianta di limoni che mette radici profonde, Don Francesco ha coltivato la speranza e la gioia, lasciando dietro di sé il profumo buono del servizio reso “Solo per amore”, fatto di cura e amore condiviso .
Testimone di Amore e Unità – Infine, nel suo saluto, la Comunità intera si riconosce nelle parole dell’Apostolo Paolo: Don Francesco è stato il testimone di una chiamata vissuta con amore. Ha battezzato figli, accompagnato giovani e stretto le mani degli anziani, insegnando che nessuno è straniero nella casa di Dio e che l’unità si costruisce superando le incomprensioni con la misericordia. Il tempo del commiato si è trasformato in un tempo di profonda riconoscenza nella consapevolezza che Dio non impoverisce mai i Suoi figli, ma li arricchisce di doni sempre nuovi.
Un cuore senza confini – Ai messaggi di gratitudine della comunità locale, si aggiungono quelli oltremare, dagli amici del Brasile. La sua è infatti una storia sacerdotale che profuma di oceano e di solidarietà, radicata per quasi vent’anni nella lontana isola di Marajó. Lì, insieme al vescovo José Azcona, ha dato vita alla “Croce del Sud”. I suoi amici di Marajó, ricordano con gratitudine il cuore fraterno di Don Francesco e la straordinaria opera di accoglienza per i bambini poveri di Breves.
Un dono dal Congo – Allo stesso modo è stato rivolto un pensiero affettuoso per Don Albert. Originario del Congo, il sacerdote ha saputo abbattere con straordinaria rapidità ogni barriera linguistica. Nonostante la sfida iniziale, il suo sorriso e la sua dedizione hanno parlato per lui, rendendolo in due anni e mezzo di permanenza nella parrocchia Sacra Famiglia un vero testimone di Cristo. La sua capacità di ascoltare e accogliere i più piccoli ha lasciato il segno, rendendo la sua presenza una ricchezza condivisa. In segno di profonda gratitudine, la parrocchia gli ha fatto dono di un prezioso camice per il servizio liturgico.
Arte e tecnologia – Per onorare questo legame indissolubile, la comunità ha voluto omaggiarlo con due doni speciali. Il primo, una formella in bronzo opera di Luan Hoxha che riproduce la facciata della Chiesa, un pezzo d’arte che simboleggia le radici e la casa che accoglie. Il secondo, un computer portatile, strumento moderno per sostenere il suo infaticabile lavoro e aiutarlo a sviluppare, nel suo nuovo incarico, un’altra grande opera di bene.
Omaggi a colori – I ragazzi del Gruppo Giovani hanno sorpreso i due sacerdoti con dei quadri davvero speciali. Ogni opera, densa di significato, e frutto di una particolare ispirazione, sono state donate a nome di tutti i bambini che animano la vita della nostra parrocchia.
Al termine della liturgia solenne, in cui si respirava un clima di grande commozione ed emozione, la comunità si è riunita nel salone parrocchiale per un aperitivo e poi un pranzo comunitario presso il Ristorante Papillon.
Il nuovo capitolo – Domenica 22 febbraio 2026 nella solenne Celebrazione Eucaristica delle ore 11:00 presso la chiesa di San Gabriele dell’Addolorata a Villa Rosa di Martinsicuro don Francesco Ciabattoni e don Albert Kalafula faranno ufficialmente il loro ingresso rispettivamente come parroco e collaboratore parrocchiale. Tutta la comunità parrocchiale della Sacra Famiglia è invitata a partecipare.














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