
Di Pietro Pompei
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sul caro Peppino Mosca ci sarebbe molto da raccontare. Tra i tanti episodi che ne hanno segnato la vita, uno in particolare rimase impresso nella memoria collettiva: il caso della motonave Ettore.
Erano gli anni 1990-91. La nave, battente bandiera panamense, dopo aver urtato con la prua contro la banchina del nostro porto, non fu più in grado di riprendere il largo. Le ragioni furono presto chiare: mancavano i fondi per le riparazioni e, nel frattempo, l’imbarcazione incappò in un sequestro conservativo per un debito contratto dalla società armatrice nei confronti del Registro Italiano Navale.
Quella che inizialmente appariva come una vicenda giudiziaria si trasformò rapidamente in un caso umano. L’equipaggio, bloccato a bordo, si ritrovò senza viveri e con scarse riserve di combustibile proprio mentre l’inverno si avvicinava. La denuncia del comandante, Andres Escobar Vasquez, scosse profondamente la città.
Una comunità di mare come la nostra non rimase indifferente. Si mobilitarono istituzioni, volontari e associazioni. In prima linea la Caritas diocesana, che fornì vestiario, generi di prima necessità e sostegno economico.
Peppino era sempre presente. Ogni giorno saliva a bordo della Ettore, portando aiuti concreti e facendo da tramite tra l’equipaggio e il vescovo Chiaretti. Un impegno silenzioso e costante, che divenne simbolo di solidarietà.
La spesa più consistente fu sostenuta per consentire ai marittimi di rientrare nei rispettivi Paesi d’origine, dopo che nell’aprile del 1991 il giudice autorizzò l’abbandono della nave. Solo per i biglietti di viaggio, la Caritas affrontò un esborso di 13 milioni e 132 mila lire. Complessivamente, l’operazione costò 22 milioni e 518 mila lire.
Il caso attirò l’attenzione della stampa locale e nazionale. Peppino, instancabile, rispondeva a ogni richiesta. Noi amici ne ammirammo il coraggio, la dedizione, l’umanità.
Caro Peppino, vogliamo ricordarti così: vicino agli ultimi, fedele a quei valori che condividevamo negli incontri di parrocchia alla Madonna della Marina.




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