“La scorsa settimana, una delle più fredde di questo inverno, è stata un tempo di lotta per l’umanità, la luce e il calore in particolare al Centro, nell’Est e nel Sud dell’Ucraina.
Lungo tutta la linea del fronte continuano intensi combattimenti. Il nemico intensifica la pressione, soprattutto in direzione sud. Per diversi giorni consecutivi Zaporizhzhia è stata sottoposta a ininterrotti intensi bombardamenti. Ci sono morti, numerose persone sono rimaste ferite”. Si apre così, con questa testimonianza dai fronti più caldi della guerra in Ucraina, il video-messaggio che S.B. Sviatoslav Shevchuk ha registrato ieri nella 208 ª settimana di guerra su vasta scala. “Ogni notte – ha proseguito l’arcivescovo maggiore –, le città e i paesi ucraini sono vittime di attacchi condotti con missili e droni russi di vario genere. Nonostante i numerosi appelli lanciati dalla comunità internazionale e la condanna dei crimini contro l’umanità che commette la Russia, distruggendo centri abitati dell’Ucraina, tali crimini non si fermano”. Shevchuk fa, come di consueto, il punto della situazione: “Questa settimana siamo sopravvissuti a un massiccio attacco missilistico contro Kyiv. Sono state distrutte le centrali termoelettriche – strutture principali, che garantiscono calore, acqua e luce agli abitanti della capitale. Interi palazzi sono rimasti senza riscaldamento e senza acqua, trasformandosi in trappole gelide per i loro inquilini. Anche le città e i paesi dell’Ucraina occidentale hanno subito durissimi attacchi. Nella notte del 7 febbraio il nemico ha attaccato le regioni di Ivano-Frankivsk e Leopoli. Bombarda deliberatamente impianti di produzione di energia elettrica, le linee di trasmissione elettriche e le stazioni di distribuzione – tutto ciò che costituisce la base del sistema energetico dell’Ucraina”.
Lungo tutta la linea del fronte continuano intensi combattimenti. Il nemico intensifica la pressione, soprattutto in direzione sud. Per diversi giorni consecutivi Zaporizhzhia è stata sottoposta a ininterrotti intensi bombardamenti. Ci sono morti, numerose persone sono rimaste ferite”. Si apre così, con questa testimonianza dai fronti più caldi della guerra in Ucraina, il video-messaggio che S.B. Sviatoslav Shevchuk ha registrato ieri nella 208 ª settimana di guerra su vasta scala. “Ogni notte – ha proseguito l’arcivescovo maggiore –, le città e i paesi ucraini sono vittime di attacchi condotti con missili e droni russi di vario genere. Nonostante i numerosi appelli lanciati dalla comunità internazionale e la condanna dei crimini contro l’umanità che commette la Russia, distruggendo centri abitati dell’Ucraina, tali crimini non si fermano”. Shevchuk fa, come di consueto, il punto della situazione: “Questa settimana siamo sopravvissuti a un massiccio attacco missilistico contro Kyiv. Sono state distrutte le centrali termoelettriche – strutture principali, che garantiscono calore, acqua e luce agli abitanti della capitale. Interi palazzi sono rimasti senza riscaldamento e senza acqua, trasformandosi in trappole gelide per i loro inquilini. Anche le città e i paesi dell’Ucraina occidentale hanno subito durissimi attacchi. Nella notte del 7 febbraio il nemico ha attaccato le regioni di Ivano-Frankivsk e Leopoli. Bombarda deliberatamente impianti di produzione di energia elettrica, le linee di trasmissione elettriche e le stazioni di distribuzione – tutto ciò che costituisce la base del sistema energetico dell’Ucraina”.
Contemporaneamente a questi eventi, Shevchuk parla anche della “grande solidarietà da parte del popolo polacco” e fa riferimento ad una raccolta fondi lanciata in tutte le parrocchie dell’arcidiocesi di Cracovia su iniziativa del card. Grzegorz Ryś grazie alla quale sono stati raccolti 5.740.000 zloty. “Grazie a questi fondi – dice l’arcivescovo maggiore di Kyiv – sono stati inviati in Ucraina convogli con gli aiuti umanitari contenenti generatori elettrici di varia potenza, mezzi di riscaldamento, prodotti alimentari e altre attrezzature di vario genere necessarie all’equipaggiamento dei centri di resistenza istituiti presso le parrocchie greco-cattoliche e cattoliche romane”. E aggiunge: “Esprimiamo la nostra sincera gratitudine a Sua Eminenza per questa iniziativa che ha unito la società polacca nell’aiuto all’Ucraina. Seguendo l’esempio di Cracovia, iniziative analoghe sono state già avviate anche da altre arcidiocesi e altre città della Polonia. Oggi, una raccolta fondi simile è portata avanti nelle parrocchie di Varsavia”. Shevchuk conclude il video dando voce ad un sentimento di gratitudine: “Ringraziamo tutti coloro che oggi salvano vite in Ucraina. Grazie alla solidarietà internazionale il nostro popolo riesce a dimostrare un’incrollabile resistenza.
Ringraziamo i nostri benefattori, il Signore Dio, le Forze Armate dell’Ucraina, i soldati della difesa aerea, gli operatori energetici e i soccorritori. Insieme a voi, ancora una volta, possiamo testimoniare: l’Ucraina resiste! L’Ucraina combatte! L’Ucraina prega!”.




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