ANCARANO – A poco più di quattro mesi dal ritrovamento che aveva portato alla sospensione  temporanea dei lavori sul Ponte Ancaranese, un secondo ordigno bellico è riemerso lungo  il fiume Tronto, questa volta sulla sponda abruzzese, durante le attività di cantiere guidate  dall’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche.

Il residuato, individuato nell’area compresa tra Castel di Lama e Ancarano, a cavallo delle  province di Ascoli e Teramo, si è rivelato sin da subito più insidioso del precedente:  conservava infatti una spoletta ancora attiva, elemento che ne aumenta sensibilmente il  rischio potenziale. 

L’intervento degli artificieri dell’11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia è stato  organizzato con estrema rapidità. Giunti sul posto nella mattinata di oggi, hanno  provveduto alla messa in sicurezza e al brillamento controllato dell’ordigno, completando  l’operazione in tempi molto ridotti e senza conseguenze per l’avanzamento dei lavori. 

«Ringrazio tutte le componenti coinvolte, in particolare il prefetto di Teramo Stelo e gli  artificieri, per la celerità con cui un intervento così complesso è stato portato a termine  evitando interruzioni del cantiere – conferma il commissario straordinario alla  ricostruzione, Guido Castelli -. Questo ponte rappresenta infatti una infrastruttura troppo  importante per Marche e Abruzzo, un collegamento nodale che va ripristinato al più presto  e per cui stiamo profondendo il massimo dello sforzo». 

Il nuovo ritrovamento conferma la frequenza con cui lungo il Tronto emergono ancora  residuati della Seconda Guerra Mondiale, memoria silenziosa di un fronte attraversato  dalla ritirata tedesca. 

Grazie alle operazioni tempestive di bonifica, il cantiere del ponte Ancaranese non ha  subìto rallentamenti rilevanti, consentendo ai lavori di proseguire senza ulteriori intoppi e  confermando come le operazioni di riparazione stiano procedendo secondo il  cronoprogramma stabilito. 

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