SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Presso l’Ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto del Tronto, a partire da questo mese, ogni ultimo Venerdì del mese, ci sarà un momento di preghiera rivolto a tutti gli operatori sanitari, ai loro familiari e a chiunque voglia aggiungersi, quindi anche pazienti o visitatori.
Il primo appuntamento è per Venerdì 28 Gennaio 2026, alle ore 18:00, presso la cappella ubicata al quarto piano del nosocomio, dove verrà celebrata una Santa Messa, seguita da un breve momento di riflessione e dialogo.
L’iniziativa, fortemente voluta dalla sezione sambenedettese dell’AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani) da poco ricostituitasi, sarà portata avanti da padre Silvano Niccoli, superiore della Comunità Religiosa dei Sacramentini presente in San Benedetto del Tronto e cappellano dell’ospedale.
“Il tempo che viviamo vede l’urgenza di riscoprire le intuizioni della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica, il cui pensiero ha sempre affidato alle figure professionali di responsabilità un ruolo sociale che guardi alla costruzione e promozione del bene comune – dichiara il dott. Giancarlo Vesperini, presidente della locale AMCI – . Da questa prospettiva anche la nostra associazione mira alla formazione cristiana dei professionisti. Per questo motivo l’associazione dei medici cattolici, insieme a padre Silvano, si vuole rendere presente nell’Ospedale ‘Madonna del Soccorso’, luogo della fragilità, ma anche della solidarietà e della speranza“.
Prosegue il medico: “Si tratta di un ruolo culturale e formativo con massima attenzione ai processi trasformativi in atto verso le persone, le famiglie e le comunità. Vite umane, singole o associate, che meritano protezione e sostegno davanti a cambiamenti che appaiono drastici e ai quali occorrono soluzioni mediate. Per questo è così importante promuovere buone pratiche con l’esperienza sociosanitaria professionale quotidiana condivisa, affinché possa replicarsi e rispondere alle sfide del nostro tempo”.
Conclude infine Vesperini: “Questa iniziativa possa costituire un inizio di nuovi cammini professionali di dialogo e confronto costruttivo nella realtà assistenziale sanitaria. L’obiettivo è fare bene il bene, per il bene dell’altro che si trova nel bisogno. Purtroppo si è capovolto il rapporto tra speranza e paura come sentimento collettivo. Nel nostro piccolo, perciò, vogliamo essere capaci di testimoniare un nuovo Umanesimo che assicuri dignità, rispetto, fiducia, reciprocità, gratuità e speranza per il benessere individuale e collettivo”.





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