DIOCESI – Martedì 27 gennaio, alle ore 17.45, presso il Centro Pacetti di Monteprandone (via San Giacomo 107), si terrà l’incontro pubblico “Azzardomafie: numeri, storie, affari del Paese tra gioco legale e gioco criminale”, promosso dal Coordinamento di Ascoli Piceno di Libera – Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie A.P.S., con il patrocinio del Comune di Monteprandone.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione con numerose realtà del territorio: Caritas della diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, Acli, Anpi, Azione Cattolica di San Benedetto e Ascoli, Cngei, Agesci, Kairos ODV Stella, La Casa di Asterione, Isc Ripatransone e Cupra Marittima, Cgil, Cisl e Uil.

L’incontro rappresenterà un’importante occasione di approfondimento sul fenomeno del gioco d’azzardo, analizzato nei suoi risvolti sociali, economici e criminali. Interverranno Toni Mira, giornalista e caporedattore di Avvenire, componente del comitato scientifico di Lavialibera, e Stefano Felice della Caritas diocesana di Ascoli Piceno. A coordinare il confronto sarà il giornalista e direttore di Radio Ascoli Lanfranco Norcini Pala.

Al centro del dibattito il rapporto “Azzardomafie” (edizione 2025), curato per l’associazione Libera da esperti tra cui Toni Mira e Maria José Fava, che restituisce un quadro allarmante del gioco d’azzardo in Italia. Un fenomeno che non può più essere considerato semplice intrattenimento, ma che si configura sempre più come una vera emergenza sociale ed economica, spesso alimentata dagli interessi della criminalità organizzata.

I dati parlano chiaro: il mercato del gioco ha raggiunto cifre senza precedenti, confermando un trend di crescita costante legato all’aumento del volume d’affari e alla forte spinta verso il digitale. Nel dettaglio:

  • nel 2024 sono stati spesi 157 miliardi di euro, con un incremento di quasi il 7% rispetto all’anno precedente;

  • il gioco online ha ormai superato quello fisico, con 92 miliardi di euro contro 65 miliardi;

  • il numero di account attivi è cresciuto in modo significativo, passando dai 10 milioni del 2020 ai 16 milioni attuali.

«Il dossier ci restituisce l’immagine di un Paese in bilico – ha affermato il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti – dove un meccanismo, legale o illegale, continua a speculare sulla vita delle persone, dimenticando che dietro ogni slot o piattaforma online ci sono storie di fragilità, famiglie che si spezzano nel silenzio».

Durante l’evento sarà inoltre possibile aderire o rinnovare l’adesione all’associazione Libera per l’anno in corso e partecipare alla raccolta firme per la campagna “Diamo Linfa al Bene”: destinando il 2% del Fondo Unico Giustizia è possibile sostenere la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, trasformandoli in spazi di comunità, lavoro e futuro.

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