Ascolta l’audio integrale delle riflessioni del pastore Amado Luis Giuliani, del pastore Angelo Bleve, diPadre Claudio Costache e del Vescovo Gianpiero Palmieri.

Di Patrizia Neroni e Paride Petrocchi

DIOCESI – Domenica 25 gennaio, presso l’Oratorio della parrocchia Maria SS. Madre della Chiesa a Stella di Monsampolo del Tronto, si è svolta la Celebrazione Ecumenica della Parola di Dio dal titolo: “Uno solo è il Corpo, uno solo è lo Spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati”.
Alla celebrazione hanno partecipato don Vincent Ifeme, direttore dell’Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso della Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, don Vincenzo Tassi direttore dell’Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso della Diocesi di Ascoli Piceno, Mons. Gianpiero Palmieri, vescovo delle Diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, padre Claudio Costache della Comunità rumena ortodossa, il pastore Amado Luis Giuliani della comunità evangelica battista (giunto da Tolentino), il pastore Angelo Bleve della comunità evangelica pentecostale e il parroco di Stella di Monsampolo, don Andrea Tanchi.

La celebrazione si è aperta con il canto d’ingresso “Un solo corpo, un solo Spirito”, seguito dal canto “Dall’aurora io cerco te” e dall’invocazione di preghiere. Sono stati proclamati brani tratti dal libro del profeta Isaia (58, 6-11), dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (4, 1-13) e dal Vangelo secondo Giovanni (12, 31-36), testi che hanno accompagnato le riflessioni sul tema della luce e dell’unità.

Dopo l’introduzione di don Vincent Ifeme, la prima omelia è stata affidata al pastore Amado Luis Giuliani, che ha sviluppato il tema della luce come dono di Dio, capace di guidare il cammino verso l’unità nonostante le divisioni della storia. “Gesù Cristo ha vinto la morte e la Croce è diventata simbolo di amore – ha affermato -. Seguire la luce di Cristo significa camminare nella verità, nella giustizia e nella pace”. Richiamando san Paolo, ha sottolineato come l’unità non vada creata ma custodita, perché “ci precede ed è opera dello Spirito Santo”. Con un’espressione significativa ha aggiunto: “Per fare tutti questi chilometri uno deve essere innamorato”, a indicare la passione e l’impegno che l’ecumenismo richiede.

È seguita l’omelia del pastore Angelo Bleve, incentrata sull’unità del Corpo di Cristo: “Il Corpo di Cristo non è diviso, dobbiamo scoprire come esso è unito”. Ha invitato i presenti a leggere e meditare la Parola di Dio, soffermandosi sul significato autentico del digiuno nel libro del profeta Isaia. Non si tratta solo di astenersi da cibo o acqua, ma di un digiuno più profondo, che consiste nel togliere qualcosa a se stessi per donarlo agli altri. “Se non comprendiamo bene la Parola – ha spiegato – rischiamo di interpretarla male, come accade nelle famiglie quando nascono incomprensioni e divisioni”. I cristiani, ha concluso, sono chiamati a essere sorgenti, persone che “danno da bere” agli altri, perché dal digiuno vissuto in modo autentico nasce “l’alba di un nuovo giorno”.

Padre Claudio Costache, della Comunità rumena ortodossa, ha proposto una meditazione dal titolo “Se ne andò senza farsi notare”, soffermandosi sull’importanza centrale della Parola di Dio. I Vangeli, ha ricordato, rivelano Cristo e racchiudono i tesori della sapienza e della conoscenza: credere nella Luce significa diventare figli della luce, lasciandosi guidare dalla Verità nel cammino della vita.

A concludere le omelie è stato il Vescovo Gianpiero Palmieri, che ha ribadito come “nel Figlio noi siamo uno”. “Siamo già un solo Corpo di Cristo – ha affermato – fin dal momento del nostro Battesimo. Uno solo è lo Spirito, una sola è la Speranza alla quale siamo chiamati, uno solo è Dio Padre. Lo Spirito Santo è il motore di tutto questo”. Il vescovo ha sottolineato come il nemico cerchi di dividere, mentre lo Spirito trasforma le divisioni in occasioni per scoprire la ricchezza della diversità e dei doni di ciascuno.

Il saluto finale è stato affidato a don Vincenzo Tassi, che ha ricordato come “il primo ecumenismo è quello che siamo chiamati a vivere tra noi cattolici, a partire dalle nostre due Diocesi”.

La celebrazione, scandita da letture bibliche, preghiere e canti, si è svolta in un clima di profonda comunione e fraternità, offrendo una testimonianza concreta del cammino ecumenico verso l’unità voluta da Cristo.

 

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