DIOCESI – Una notizia molto importante non soltanto per le comunità delle Diocesi del Piceno e per la Congregazione delle Suore Pie Operaie dell’Immacolata Concezione: ieri Papa Leone XIV, durante l’udienza concessa al cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, ha autorizzato la promulgazione del Decreto sulle virtù eroiche della Serva di Dio Maria Tecla Antonia Relucenti, cofondatrice della Congregazione. Un passo decisivo nel cammino verso la beatificazione.
Il riconoscimento delle virtù eroiche pone ufficialmente Maria Tecla Antonia Relucenti nel novero dei Venerabili, attestando che ella visse in grado eroico le virtù cristiane di fede, speranza e carità, insieme alle virtù umane. È un traguardo atteso e significativo, che riporta al centro dell’attenzione una figura femminile fondamentale del Settecento ascolano.
Le Suore Pie Operaie dell’Immacolata Concezione affermano: “esprimiamo immensa gioia nel comunicare alla comunità diocesana picena il riconoscimento delle virtù eroiche della loro confondatrice, Madre Tecla Relucenti, promulgato ieri con l’approvazione di Papa Leone. Ringraziamo i devoti e quanti hanno collaborato al raggiungimento di questo importante traguardo”.
Nata ad Ascoli Piceno il 23 settembre 1704, Tecla Relucenti crebbe in una famiglia profondamente religiosa, distinguendosi fin da giovane per serietà, riservatezza e intensa vita spirituale. Rimasta laica per molti anni, fu donna di grande equilibrio e prudenza, qualità che la resero interlocutrice privilegiata e guida spirituale del giovane Francesco Antonio Marcucci, futuro vescovo e fondatore della Congregazione delle Pie Operaie dell’Immacolata Concezione.
Proprio questa prudenza, inizialmente critica e persino contraria ai progetti più audaci del Marcucci, si rivelò nel tempo una delle sue virtù più preziose. Quando riconobbe l’autenticità del disegno divino, Maria Tecla vi aderì con totale disponibilità, diventando prima figlia spirituale del Fondatore, prima religiosa della Congregazione e sua Superiora a vita.
L’8 dicembre 1744, giorno dell’Immacolata Concezione, fu tra le protagoniste dell’apertura ufficiale della nuova famiglia religiosa. Da quel momento, Madre Tecla divenne il punto di riferimento spirituale, organizzativo ed educativo della comunità. Sotto la sua guida nacque ad Ascoli la prima scuola femminile gratuita, aperta a fanciulle di ogni ceto sociale, un’opera di straordinaria portata sociale e culturale per l’epoca.
Donna di preghiera ma anche di azione, amministrò con sapienza i beni della Congregazione, curò la formazione umana e spirituale delle suore, sostenne l’istruzione femminile e promosse iniziative culturali come l’Accademia dell’Immacolata Concezione, raro esempio di valorizzazione intellettuale delle donne nel Settecento. Il Marcucci la definì senza esitazione “la colonna della Congregazione”, riconoscendole un ruolo essenziale nella stabilità e nello sviluppo dell’Istituto.

Il Decreto promulgato ieri dal Dicastero delle Cause dei Santi riconosce ufficialmente questa vita nascosta ma straordinaria, vissuta nella fedeltà quotidiana, nell’obbedienza, nella carità e in una profonda devozione all’Eucaristia e all’Immacolata Concezione.

Per Ascoli Piceno e per tutta la famiglia delle Pie Operaie dell’Immacolata Concezione, la notizia rappresenta non solo un motivo di gioia, ma anche un invito a riscoprire una figura che ha inciso profondamente nella storia religiosa, educativa e sociale del territorio. Maria Tecla Antonia Relucenti, donna del silenzio e della concretezza, entra oggi con maggiore forza nella memoria viva della Chiesa universale.

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