“La presenza cristiana in Terra Santa è fondamentale. Non perché siamo cattolici, ma perché siamo parte di una società plurale, segnata da differenze profonde, anche nel modo di vivere il dolore e il conflitto: musulmani, ebrei e cristiani. In questo contesto, la nostra presenza svolge spesso un ruolo di ponte, di ‘cuscinetto’, di mediazione.

Siamo piccoli, ma siamo qui. E cerchiamo sempre di promuovere dialogo e comprensione, non per interesse nostro, ma per il bene di tutti”. Lo ha detto mons. Adolfo Tito Yllana, nunzio apostolico in Israele e Cipro e delegato apostolico a Gerusalemme e in Palestina, incontrando oggi a Gerusalemme i vescovi dell’Holy Land Coordination, presenti in Terra Santa dal 17 gennaio (fino al 22) per il pellegrinaggio solidale annuale. Il nunzio ha ringraziato i vescovi provenienti da Europa e Nordamerica per la loro presenza: “Il vostro essere qui è uno dei doni più grandi che possiate fare alle comunità cristiane locali. Quando una comunità cristiana è viva, anche gli altri ne beneficiano, perché non teniamo nulla per noi”. Yllana ha quindi sottolineato il ruolo delle istituzioni ecclesiali – scuole, opere sociali, comunità – e l’impegno quotidiano di religiosi, religiose e laici che “non lavorano semplicemente, ma restano e accompagnano, condividendo la vita soprattutto con gli anziani e i più fragili”. “Questo – ha concluso – è ciò che rende credibile la nostra Chiesa: comunità che non proclamano soltanto, ma incarnano il Vangelo”.

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