ASCOLI PICENO – Presentata ieri la Comunità Energetica Rinnovabile (CER) di Ascoli Piceno, un intervento  strategico all’interno del programma di ricostruzione e riparazione economica e sociale  delle aree colpite dal sisma del 2016. Il progetto è stato reso possibile grazie allo  scorrimento della graduatoria disposto con l’Ordinanza PNC n. 123 e al quadro di regole  specifiche costruito in questi anni dalla Struttura commissariale. 

Il Comune di Ascoli Piceno, attraverso un investimento complessivo pari a 9,8 milioni di  euro, potrà attivare un partenariato pubblico-privato, sostenuto da un contributo  pubblico del 40%, finalizzato alla realizzazione di una nuova infrastruttura energetica  diffusa, in grado di produrre benefici ambientali, economici e sociali duraturi per il  territorio. 

Nel dettaglio, il progetto prevede la realizzazione di 19 impianti fotovoltaici – 17 da circa  90 kWp e 2 da circa 999 kWp – per una potenza complessiva installata di circa 3.500 kW.  Gli impianti saranno realizzati secondo le linee guida per le Comunità Energetiche  Rinnovabili adottate dalla Struttura commissariale, che hanno definito un modello  dedicato per accelerare e rendere concretamente attuabili gli investimenti energetici nei  territori del sisma. 

Il Comune di Ascoli Piceno sarà socio fondatore della CER e potrà consentire l’adesione di  altri enti pubblici, imprese e cittadini come consumatori. I membri della Comunità  potranno beneficiare della condivisione dell’energia prodotta, dei ricavi derivanti dalla  vendita in rete e degli incentivi riconosciuti dal GSE per l’energia rinnovabile condivisa. 

Dal punto di vista ambientale, l’intervento contribuirà alla riduzione delle emissioni  climalteranti, al miglioramento della qualità dell’aria e al rafforzamento della sicurezza energetica locale, in linea con gli obiettivi del PNRR e del Piano Nazionale Complementare per le aree terremotate. 

Il finanziamento del progetto di Ascoli Piceno è il risultato di un lavoro di  riprogrammazione e rimodulazione delle risorse portato avanti dalla Struttura  commissariale, anche a seguito del Decreto CACER, che ha consentito di massimizzare il  numero di interventi finanziabili attraverso l’adeguamento dei massimali di costo e delle  percentuali di cofinanziamento. 

«Le Comunità energetiche rinnovabili – dichiara il Commissario straordinario alla  ricostruzione, Guido Castelli – sono uno strumento fondamentale della ricostruzione  moderna: non ci limitiamo a ricostruire edifici, ma costruiamo le condizioni per uno  sviluppo sostenibile, stabile e duraturo. Con la CER di Ascoli Piceno mettiamo al centro  famiglie, imprese ed enti pubblici, offrendo loro energia pulita, costi più stabili e nuove  opportunità economiche. Questo progetto dimostra come la ricostruzione possa diventare  un laboratorio di innovazione. La CER di Ascoli è un modello replicabile, capace di attrarre  risorse private e di restituire ai territori colpiti dal sisma non solo opere ricostruite, ma una  nuova infrastruttura energetica condivisa e sostenibile». 

Il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti aggiunge che «Il finanziamento della Comunità  Energetica Rinnovabile di Ascoli Piceno ci permette di avviare un partenariato pubblico privato che mette al centro il territorio, le famiglie e le imprese, con benefici economici e  ambientali di lungo periodo. La realizzazione di 19 impianti fotovoltaici consentirà di  produrre energia rinnovabile da mettere a disposizione del territorio, riducendo i costi  energetici e rendendo Ascoli più autonoma, resiliente e proiettata verso un futuro sempre  più green e sostenibile. Il Comune sarà socio fondatore della CER, garantendo un modello  aperto e inclusivo al quale potranno aderire Enti, cittadine o imprese: trasformiamo un  bisogno essenziale come l’energia in un fattore di crescita collettiva». 

L’assessore all’ambiente del Comune di Ascoli Attilio Lattanzi sottolinea che «I vantaggi  sono quelli della riduzione delle emissioni e, di conseguenza, una vera lotta al  cambiamento climatico. Da un punto di vista economico ci sono evidenti vantaggi nella  bolletta, che avrà un calo consistente. Dal punto di vista sociale, con queste comunità si promuove l’indipendenza energetica, si da solidarietà e si da modo ai cittadini di  partecipare a questa innovazione». 

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