OFFIDA – Gioia e commozione ad Offida per l’ingresso di don Giuseppe Bianchini, avvenuto Sabato 10 Gennaio 2026, alle ore 18:00, presso la Collegiata Santa Maria Assunta in Cielo, dove i fedeli hanno anche ricordato don Armeno Antonini, salito alla Casa del Padre il 16 Agosto 2025.

L’accoglienza

A dare il benvenuto al nuovo parroco, accompagnato dall’arcivescovo Gianpiero Palmieri, è stata una numerosa rappresentanza della comunità offidana, a partire dalle Confraternite del territorio e dalle autorità civili e militari: Luigi Massa, primo cittadino di Offida; il maresciallo Carlo Laera, comandante della Stazione dei Carabinieri di Offida; l’assessora Isabella Bosano, delegata alle Fragilità Sociali, all’Istruzione e al Turismo. Presenti inoltre anche fedeli di altre parrocchie che precedentemente sono state guidate da don Bianchini, oltre che amici e parenti del presbitero, alcuni dei quali venuti anche da lontano, come il folto gruppo degli “Amici di Zaccheo”, che nelle intenzioni del nuovo parroco verrà fatto presto conoscere alla comunità.

I gesti liturgici

Dopo l’introduzione alla Celebrazione e la lettura della Bolla di Nomina, il nuovo parroco ha compiuto due gesti liturgici molto significativi che esprimono il suo mistero in mezzo alla comunità ecclesiale.

Prima l’aspersione dell’altare e di tutti i fedeli con l’acqua benedetta del Fonte Battesimale, in quanto il suo compito sarà riattualizzare continuamente nei parrocchiani il dono grande che hanno ricevuto il giorno in cui sono stati battezzati. Un segno che ha acquistato un valore ancora più grande nel giorno in cui la Chiesa ricordava il Battesimo di Gesù.

Poi la venerazione dell’altare con il bacio e l’incensazione, in quanto la missione del nuovo parroco sarà quella di ricordare che l’unico fondamento della comunità cristiana è Gesù, di cui nella Liturgia l’altare è il simbolo, pietra angolare della Chiesa, edificio spirituale di pietre vive, che siamo noi.

Le parole del vescovo Gianpiero

Mons. Palmieri ha aperto la sua omelia, ricordando il compianto amico don Armeno Antonini: “Carissimi, è una gioia vedere insieme la comunità cristiana di Offida così numerosa, le quattro parrocchie riunite qui alla Collegiata, e sentire la Chiesa palpitante, la Chiesa che ha nel cuore ancora il dolore per il ricordo di don Armeno, ma al tempo stesso la gioia di accogliere il nuovo parroco don Giuseppe“.

Commentando le Letture del giorno, poi, il vescovo Gianpiero ha proseguito: “Oggi la Chiesa ricorda il Battesimo di Gesù e quel fatto straordinario che avviene nel Giordano: tra la folla che si mette in fila per farsi battezzare da Giovanni battista, c’è anche Gesù. Voi sapete che quello era un gesto penitenziale: si confessava davanti a tutti i propri peccati e, come segno di conversione, si entrava nell’acqua e si usciva purificati. Il gesto, di per sé, non implicava il perdono dei peccati da parte di Dio, che invece poteva essere ricevuto solo nel giorno di espiazione nel tempio. E cosa succede quando Gesù si fa battezzare nel Giordano? In quel momento si aprono i Cieli: è un modo biblico per dire che succede qualcosa in cui si rivela Dio. In quel momento si percepisce la voce del Padre, che dice: ‘Questi è il mio Figlio! L’amato!’. Gesù, fino a quel momento non era ancora stato unto di Spirito Santo. Da quel momento, invece, Dio si mostra e riempie Suo Figlio di Spirito Santo per fargli compiere la Sua missione, per farlo diventare Dio all’opera del mondo. Gesù diventa Cristo-Messia, che comincia la sua missione.
Anche nella nostra vita succede qualche volta che si avverta fortissima la presenza di Dio accanto a noi. Anche per noi, in qualche occasione, si sono aperti i Cieli ed è entrata nel nostro cuore la fede, cioè abbiamo avvertito lo sguardo del Signore Risorto, la Parola del Signore Risorto, il Suo perdono, la Sua vita, la Sua guarigione, la Sua  presenza forte ed intima. Ed abbiamo sperimentato la forza dello Spirito Santo. Si può ricevere la fede per tradizione familiare, ma se non arriva questo momento, la nostra fede rischia di morire. Se invece questo incontro avviene, si aprono i Cieli e vivo una vita piena di Spirito Santo: sento il Risorto ogni Domenica, quando celebro la Messa; Lo ricevo tutte le volte nella Parola del Signore e nel Pane Eucaristico; quando sono triste, diventa consolazione; nei momenti di gioia, diventa spinta vera ed entusiasmo, cioè presenza dentro di me. ‘Entusiasmo’, infatti, significa ‘Dio è con me’, ‘Dio è dentro di me’“.

Riferendosi poi all’inizio del Ministero di don Bianchini nella comunità offidana, mons. Palmieri ha precisato: “Carissimi, un parroco è un servitore di questo incontro che salva, di questa fede che nasce nel cuore, quando si aprono i Cieli, e di questa Parola che raggiunge il cuore e lo trasforma. Il parroco non ha una fetta di popolo di cui occuparsi: che si tratti di un bambino o di un giovane o di un adulto o di un anziano, il parroco è a servizio dell’incontro di tutti con il Cristo Risorto, affinché tutti siamo sempre di più discepoli missionari.
Don Peppe, quindi, è colui che mette a servizio di questo incontro tutta la sua vita, tutte le sue energie, tutta la sua sensibilità umana. Come fa Pietro. Quanto è bello il racconto dell’incontro che Pietro fa con Cornelio. Si tratta di due persone profondamente diverse tra loro: Cornelio, il centurione romano e pagano, e Pietro, un uomo ebreo e di fede. Eppure, nonostante le grandissime diversità, si sono incontrati accomunati dalla ricerca di Dio. Un incontro umano. Un incontro pienamente umano, in cui però avviene qualcosa di misterioso: i Cieli si squarciano. Ecco che da questo incontro umano passa tanta grazia di Dio, passa tanto Spirito Santo. E Cornelio si apre alla fede. E riceve un’effusione di Spirito Sato che lascia tutti sconcertati, perché Cornelio non è neanche battezzato! Tanto che farà dire allo stesso Pietro che Gesù è il Signore di tutti gli uomini.
Don Peppe mette a servizio di questo incontro con Gesù tutta la sua ricca umanità, tutta la sua capacità di entrare in relazione, tutto il suo essere uomo, discepolo di Gesù e prete. Tutto a servizio di questo. E vedrete come è bello avere un amico come parroco e sentire che si può vivere insieme con lui e insieme con lui camminare la via del Vangelo oggi!”.

Il saluto della comunità

Prima della benedizione finale, alcuni rappresentanti della comunità hanno voluto portare il loro saluto a don Giuseppe Bianchini.

Il benvenuto della catechista Giuseppina Spinelli

La catechista Giuseppina Spinelli ha dato al nuovo parroco “un fraterno ed amichevole benvenuto” a nome della comunità, illustrando per sommi capi l’attuale situazione della comunità offidana, che “ha affrontato la grande sfida dell’unità: la riunificazione delle quattro parrocchie. Un percorso complesso che ha visto momenti di smarrimento e preoccupazione, ma anche e soprattutto significativi momenti di grazia che hanno rafforzato l’unione e la fattiva collaborazione nella quotidianità”.
La catechista ha poi ripercorso la storia della fede e delle tradizioni della comunità offidana, ricordando la presenza del Miracolo Eucaristico dal 1273, la presenza secolare degli Ordini Religiosi (le Monache Benedettine e i Frati Cappuccini) e quella delle Confraternite (C. dei Sacri Cuori Cuori di Gesù e Maria e C. Santa Maria del Suffragio).
Spinelli ha infine concluso: “Non sempre riusciamo a camminare in modo unitario, ma sentiamo il forte desiderio di un pastore che ci aiuti a leggere il tempo presente alla luce della Parola e a crescere come comunità accogliente e corresponsabile“. Rivolgendosi poi direttamente a don Bianchini, ha detto: “Accogliamo il suo arrivo con fiducia e disponibilità . Siamo certi che il cammino che iniziamo insieme sarà occasione di ascolto reciproco, discernimento e rinnovato impegno pastorale. Ti assicuriamo sin da ora la nostra collaborazione, il nostro impegno e soprattutto la preghiera“.

Il saluto del sindaco Luigi Massa

A seguire, anche il sindaco di Offida ha voluto dare il suo “cordiale e caloroso benvenuto” al nuovo parroco: “Il Comune e la Chiesa, anche se in ambiti diversi, in qualche modo viaggiano insieme nel servizio alle persone, aiutando soprattutto quelle che hanno qualche fragilità e valorizzando in ciascuno le capacità artistiche, culturali e di qualsiasi genere. Sono certo che ciascuno di noi, nel rispetto dei propri incarichi e competenze, troveremo il modo di lavorare insieme. Oggi ci sentiamo di accogliere un amico che camminerà con noi“.
L’augurio che ti faccio, è quello di vivere un Ministero innanzitutto sereno – ha proseguito poi il primo cittadino -, perché forse la serenità è proprio quella che manca in questo momento storico. E poi ti auguro un Ministero consapevole di trovare qui una casa accogliente. La nostra è una comunità senza dubbio vivace, ma anche una comunità che comprende l’importanza del servizio agli altri. Benvenuto e buon inizio!”.

La comunità ha voluto rendere concreto il suo benvenuto al nuovo parroco con alcuni doni da parte delle Confraternite e di tutti i parrocchiani.

La gratitudine della comunità a don Giuseppe Capecci

Nel dare il benvenuto a don Giuseppe Bianchini, la comunità ha voluto anche ringraziare “con grande affetto don Giuseppe Capecci, che in questi mesi, ‘di feriale solitudine’, è stato un pastore attento e presente e non si è mai tirato indietro nel custodire e guidare il nostro gregge”.

Una gratitudine che si è materializzata in un piccolo dono per il presbitero che rimarrà collaboratore parrocchiale nella comunità offidana.

Don Giuseppe Capecci, che è anche vicario foraneo della Vicaria della Vallata ed assistente spirituale delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani (ACLI) per la Diocesi di Ascoli Piceno, ai nostri microfoni ha detto: “Ho cercato portare avanti il servizio di don Armeno per la comunità, con un’attenzione particolare alla Parola di Dio, all’Eucaristia e ai ragazzi. Ho fatto del mio meglio, ma, essendo io un po’ avanti con gli anni, non so se sono riuscito ad essere vicino ai ragazzi come lo è stato il mio predecessore. Oggi don Giuseppe prenderà in mano la parrocchia e sono sicuro che riuscirà ad essere all’altezza della situazione. Io lo sosterrò nella fraternità”.

Le parole di don Giuseppe Bianchini ai nostri microfoni

Dopo la Messa, i fedeli e i sacerdoti si sono recati nei locali parrocchiali adiacenti alla Collegiata per un piacevole momento di convivialità, al quale hanno partecipato i due presbiteri e anche il vescovo Palmieri. La serata è stata l’occasione per don Giuseppe di conoscere molti parrocchiani e di condividere con loro una parola ed un sorriso.

Al termine della serata, il nuovo parroco, don Giuseppe Bianchini, ai nostri microfoni ha dichiarato: “Ringrazio la comunità di Offida per la calorosa accoglienza. Per il resto sono una persona di poche parole. Diciamo che sono un prete proletario e ho solo il mio umile servizio da offrire“.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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