(Foto AFP/SIR)

Un invito a pregare intensamente per le comunità dei frati e per la popolazione siriana colpita è stato lanciato dal Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, all’indomani della “battaglia”, in corso ad Aleppo, “tra le forze governative e i curdi, con scontri che sono proseguiti in modo particolarmente intenso fino a tarda notte. Dall’alba di oggi (7 gennaio, ndr), pur con momenti di apparente calma, si continuano a udire colpi di mortaio e spari in diverse zone della città”. Padre Ielpo parla di “molte famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie case; alcune hanno trovato temporaneo rifugio presso il nostro collegio di Terra Santa. Le strade sono in gran parte deserte e tra la gente si avverte una profonda demoralizzazione e paura. Per motivi di sicurezza è stato necessario annullare alcune attività pastorali, come un incontro con i giovani. Le messe, tuttavia, sono state garantite ieri e questa mattina, con una presenza discreta ma fedele dei cristiani, segno di una fede provata ma non spezzata”. “Di fronte a questa ennesima prova che colpisce un popolo già duramente segnato da anni di guerra e di instabilità – afferma il Custode – sentiamo ancora più forte il dovere della solidarietà fraterna e della preghiera comune”. Da qui la richiesta “di ricordare in modo particolare nelle celebrazioni, nella preghiera personale e comunitaria, i nostri frati, le famiglie cristiane e tutta la popolazione di Aleppo e della Siria, invocando il dono della pace, della protezione e della consolazione. Uniti nella preghiera – conclude – possiamo attraversare anche questa notte difficile, affidando tutto al Signore, Principe della pace, che non abbandona mai il suo popolo”.

A conferma delle parole del Custode, giunge oggi un aggiornamento da parte dell’operatore dell’Ong ‘Pro Terra Sancta’ che si trova ad Aleppo, Jean‑Francois Thiry che riferisce di un “nuovo peggioramento della situazione di sicurezza ad Aleppo. Pesanti operazioni militari sono in corso nell’area compresa tra i quartieri di Sheikh Maqsood e Ashrafia da parte dei curdi per riprendere il controllo della zona”. “Nel giro di tre minuti hanno riaperto e chiuso il corridoio umanitario e hanno aperto il fuoco sulla zona da Sheikh Maqsood verso Ashrafia”, dichiara Thiry. Al momento non è possibile confermare l’eventuale presenza di vittime o feriti. L’operatore comunica di trovarsi presso una struttura della rete Pro Terra Sancta in città, dove è in corso un’accoglienza di emergenza: “Ci sono circa quaranta persone nella struttura: abbiamo portato cibo per dare loro qualcosa da mangiare”. Da Aleppo arriva anche la testimonianza di padre Fadi, responsabile del Terra Sancta College, che racconta l’arrivo di nuclei familiari provenienti in particolare dalle aree interessate dagli scontri e sottolinea la composizione mista della popolazione in movimento: “Stiamo ascoltando e aiutando persone arrivate da Sheikh Maqsood e dal quartiere di Ashrafia: curdi, musulmani, cristiani (anche armeni). Sono stremati, scappano più volte, perdono la casa e spesso tutto ciò che hanno; ripartono solo con poche cose in mano. Si spara e la gente ha paura”.

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