“Scuole, università e servizi pubblici sono chiusi; solo gli ospedali continuano a funzionare, e le famiglie cristiane sono intrappolate nelle loro abitazioni perché si trovano sulle linee del fronte”.

È la testimonianza di una fonte locale in contatto con Acs – Aiuto alla Chiesa che soffre, mentre ad Aleppo sono ripresi dal 6 gennaio gli scontri tra le forze governative e le Sdf-Forze democratiche siriane, dopo una breve tregua seguita ai combattimenti iniziati a fine dicembre. Secondo Acs, i raid e i bombardamenti hanno già causato diverse vittime, anche tra i cristiani. La Chiesa locale ha aperto le proprie strutture per accogliere gli sfollati, mentre cresce il timore per un’escalation della violenza: “Sembra che entrambe le parti stiano pianificando qualcosa di più grande”. L’arcivescovo maronita di Aleppo, mons. Joseph Tobji, e i partner locali di Acs lanciano un appello alla preghiera e alla solidarietà internazionale per una popolazione civile sempre più provata.

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