DIOCESI – “Carissimi, la festa dell’Epifania è molto bella, perché ha tanto da dirci sulla nostra vita, sulla nostra condizione di uomini e donne e anche di cristiani: infatti, per quanto queste tre figure di Magi abbiano un sapore quasi leggendario, tuttavia ci richiamano ad una dimensione che siamo chiamati a vivere tutti, non soltanto i discepoli di Cristo, ma tutti gli uomini. Come loro, tutti noi siamo chiamati ad essere stranieri e pellegrini su questa terra“.
Con queste parole l’arcivescovo Gianpiero Palmieri ha aperto le due Celebrazioni Eucaristiche da lui presiedute nelle cattedrali delle due Diocesi del Piceno ieri, 6 Gennaio 2026, in occasione della festività dell’Epifania.
Per quanto riguarda la Diocesi di Ascoli Piceno, nella cattedrale Santa Maria Madre di Dio e Sant’Emidio, la Santa Messa è iniziata alle ore 11:00 ed è stata concelebrata dal vescovo insieme al parroco don Luigi Nardi.
Per quanto riguarda la Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, nella cattedrale Santa Maria della Marina, in San Benedetto del Tronto, la Santa Messa è iniziata alle ore 18:00 ed è stata concelebrata dal vescovo insieme al parroco don Patrizio Spina.
Eterni stranieri e pellegrini, eterni ricercatori
Ha detto mons. Palmieri durante l’omelia: “Come i Magi, ci sentiamo stranieri, perché la nostra patria è il Cielo e di conseguenza noi viviamo con la costante percezione che ogni realizzazione di quaggiù sia sempre parziale. Non solo. Come i Magi, che lasciano la loro terra, la loro religione e il loro trono perché hanno visto una luce, anche noi ci sentiamo pellegrini sempre in cammino, in cammino verso una patria che non è quaggiù, verso una meta sempre più alta. In tal senso, il Giubileo, che abbiamo vissuto, ci aiuta a sottolineare questa nostra dimensione di eterni cercatori, di eterni pellegrini. E quando smettiamo di ricercare, forse dovremmo chiedere perdono, perché vuol dire che il nostro cuore si è un po’ assuefatto, vuol dire che siamo diventati indifferenti alle cose importanti della vita”.
Ma alla ricerca di cosa?
Il vescovo Gianpiero ha poi proseguito la sua omelia, spiegando a cosa è principalmente rivolta la ricerca di ogni essere umano:
“Noi siamo sempre e perennemente ricercatori di Dio, perché Dio non è un mistero che possiamo metterci in casa dicendo ‘Ormai L’ho capito, ormai Lo conosco, ormai so chi è Dio!’. Sarebbe un’illusione, perché non possiamo mai dire di essere giunti a compimento! E quanto è interessante conoscere uomini della spiritualità profonda, cristiana o non cristiana, che ci dicono che cosa hanno capito loro del mistero di Dio!
Noi, poi, siamo infaticabili ricercatori del mistero dell’uomo. L’uomo è un grande mistero e noi siamo sempre alla ricerca di che cosa sia l’uomo. Perché questo nascere? Perché questo morire? Perché questo soffrire? Ce lo chiediamo soprattutto quando queste domande riguardano noi. E quanto ci brucia dentro questa ricerca!
Noi, infine, siamo grandi ricercatori di pace. Soprattutto in questo tempo, abbiamo la percezione che tutti gli sforzi fatti vadano nuovamente compiuti, che tutto quello che avevamo costruito vada nuovamente ricostruito”.
Attenzione ai fattori che inquinano la nostra ricerca!
Mons. Palmieri ha anche illustrato alcuni fattori che possono inquinare la ricerca di ogni uomo:
“Prima di tutto il potere. Anche oggi, come al tempo di Gesù, la ricerca della pace, ad esempio, è inquinata dai tanti Erode del nostro tempo. I Magi hanno una chiara percezione di chi sia il Messia. Erode, allora, crede che il Messia sia un nemico, perché non riconosce in Lui il re dei Giudei, al contrario vede in Lui una minaccia al suo potere e decide di eliminarlo. I potenti fanno così: si mettono alla ricerca del presunto Messia per eliminarlo.
L’altra grande minaccia è la commercializzazione di ogni cosa. A volte, anche la nostra ricerca di verità e di senso viene commercializzata. ‘Se paghi, facciamo un itinerario spirituale!’ E invece no! Se diventa una questione di lucro, non è una cosa buona. La ricerca spirituale non si vende e non si compra, non si commercializza, perché è una questione di autenticità, di verità della vita.
Per questo, oggi, è come se il Signore ci dicesse: ‘Io faccio raddoppiare la mia luce nel mondo e metto in movimento ogni cuore!’. E questo continuo peregrinare, questa continua ricerca porta fino a Dio. Perché? Perché ogni uomo cerca Dio. Perché ogni uomo cerca l’uomo, cerca la verità delle relazioni. Perché ogni uomo cerca la pace. Ecco perché ogni uomo si mette in movimento e compie questa ricerca. Una ricerca che è suscitata dallo Spirito Santo, il quale genera la luce e genera a volte anche l’ombra. Una ricerca, quindi, che a tratti è inquieta, mentre altre volte è molto luminosa. Anche Maria ha sperimentato l’ombra, insieme a tanta luce. Anche i Magi hanno sperimentato un po’ di inquietudine, oltre a tanta luce. Ecco perché bisogna avere molto rispetto delle persone che si mettono in cammino per una ricerca sincera. Al contrario, è molto triste quando un cristiano smette di cercare, smette di provare la gioia di trovare la luce e anche l’inquietudine che suscita l’ombra, quando smette di lottare contro i violenti e smette di rifiutare la logica commerciale che inquina tutto”.
Gli auguri che papa Leone XIV fa alla Chiesa per il nuovo anno
Mons. Palmieri ha infine concluso la sua omelia riportando le parole del Santo Padre, il quale ha invitato la comunità cristiana a tre atteggiamenti:
“Papa Leone XIV oggi ha augurato alla comunità cristiana tre atteggiamenti:
- che ogni chiesa eviti di diventare un monumento, bensì sia un luogo di ricerca di Dio, non soltanto uno spazio in cui ammirare le bellezze artistiche, bensì un luogo di preghiera e quindi di incontro con Dio;
- che ogni parrocchia diventi una casa, accompagnata da relazioni autentiche, in cui ognuno, a differenza di quello che succede in ufficio, in azienda, a scuola, possa sentirsi libero come in una famiglia;
- che ogni comunità cristiana sperimenti la gratuità, rifuggendo ogni logica tipica del potere o dell’economia ed evitando che si abbia la sgradevole sensazione di dover pagare per una ricerca spirituale.
L’ho voluto condividere con voi, perché mi pare un bellissimo augurio e perché lo sento molto rivolto a me e a ciascuno di noi”.
Il calendario liturgico dell’anno 2026
Come di consueto, durante la Messa del 6 Gennaio, è avvenuta l’Annuntiatio Paschæ festorumque mobilium, cioè l’annuncio della Pasqua e delle feste mobili (dipendenti dalla data della Pasqua).
L’Epifania, infatti, celebra la manifestazione di Gesù ai Magi e può quindi essere considerata la prima “rivelazione” di Cristo, che troverà invece compimento nella Pasqua di Resurrezione, la quale rappresenta la piena rivelazione della salvezza nel Cristo Risorto.
Leggi qui l’articolo con tutte le date: https://www.ancoraonline.it/2026/01/07/date-delle-feste-diocesi-del-piceno/
Il ricordo del vescovo Gervasio Gestori nel 3° anniversario della sua morte
La Celebrazione nella cattedrale di San Benedetto del Tronto è stata significativa anche per un altro motivo: il vescovo Palmieri, infatti, ha ricordato il vescovo Gervasio Gestori nel 3° anniversario della sua morte, avvenuta proprio il 6 Gennaio 2023, all’età di 86 anni, nella sua abitazione in Acquaviva Picena.
Leggi qui l’articolo: https://www.ancoraonline.it/2026/01/07/il-ricordo-del-vescovo-gervasio-gestori/
































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