Di Roberto Cestarelli
Babbo Natale e la Befana continuano a rappresentare due figure centrali delle festività invernali, protagonisti rispettivamente del 25 dicembre e del 6 gennaio. Anche ad Ascoli Piceno questa tradizione alimenta una sorta di rivalità simbolica, che riflette differenti modi di vivere il periodo delle feste.
La preferenza per Babbo Natale
Una parte degli ascolani dichiara di preferire Babbo Natale, figura ormai universalmente riconosciuta come portatrice di doni nel giorno di Natale. Il personaggio richiama l’immagine rassicurante del nonno buono, vicino ai bambini e al calore della famiglia. “Il Natale è il periodo dell’anno che amo di più – racconta Michela, giovane madre ascolana – Fin da piccola lo associavo alla messa, al pranzo in famiglia e allo scambio dei regali. La Befana, invece, nella mia famiglia è sempre stata una ricorrenza meno sentita”.
Il Natale tra fede e consumismo
Con il passare del tempo, tuttavia, il Natale ha in parte smarrito il suo valore originario. Da festa profondamente religiosa si è trasformato in un evento dominato dal consumismo, spesso svuotato del suo significato autentico. La figura di Babbo Natale, oggi centrale nell’immaginario collettivo, ha finito per oscurare il vero protagonista del 25 dicembre: Gesù Bambino, spesso relegato in secondo piano rispetto ai regali e alle dinamiche commerciali.
La difesa della Befana e delle tradizioni
A difendere la Befana è invece un’altra parte della popolazione ascolana, che vede nella vecchina dell’Epifania un simbolo di semplicità e tradizione. Oggi il suo ruolo sembra limitato alla distribuzione di dolci e giocattoli nelle calze, ma il messaggio che porta resta ancora attuale. “La Befana ci ricorda che la felicità sta nelle piccole cose quotidiane – afferma la signora Giovanna – e che anche il carbone può diventare dolce se accompagnato dall’affetto”.
Una visione equilibrata
Più moderata è la posizione di Anna Rosa, secondo la quale entrambi i personaggi mantengono un’importante funzione educativa: “Babbo Natale e la Befana caratterizzano le festività e rappresentano per i bambini un momento di gioia attraverso i regali”.
Feste, commercio e felicità dei bambini
Durante il periodo delle festività, negozi e mercatini si riempiono di articoli dedicati al Natale e all’Epifania, con proposte adatte a tutte le fasce di spesa. Resta però una domanda aperta: i bambini sono davvero felici? Molti sostengono che “i bambini possono essere molto felici a Natale, ma la loro felicità dipende soprattutto dal clima emotivo che li circonda, non dalla festa in sé”.
Uno sguardo oltre i confini
Ben diversa è la realtà dei bambini che vivono nei Paesi sottosviluppati o in territori devastati dalla guerra, dove povertà, insicurezza e paura fanno parte della quotidianità. Per loro le festività non rappresentano un momento di gioia, ma spesso accentuano il senso di mancanza e di ingiustizia. Questo forte contrasto mette in luce come la felicità, spesso data per scontata, non sia equamente accessibile a tutti e rivela una profonda tristezza legata alle disuguaglianze del mondo.
Conclusioni
Babbo Natale e la Befana non sono solo simboli delle festività, ma anche figure educative complementari. Babbo Natale incoraggia la gentilezza e la condivisione, premiando i comportamenti positivi, mentre la Befana ricorda che le azioni hanno conseguenze, insegnando responsabilità e attenzione verso gli altri. Insieme, trasmettono un messaggio chiaro: la bontà è preziosa, ma è importante comprendere il valore delle proprie scelte.
Allo stesso tempo, queste figure ci invitano a riflettere sulla vera felicità dei bambini: non dipende solo dai regali o dalle feste, ma dal clima emotivo, dall’affetto e dalle relazioni che li circondano. In un mondo in cui molti bambini vivono in povertà, guerre o ingiustizie, la gioia non è scontata, e le tradizioni festive diventano uno strumento per educare alla generosità, alla solidarietà e alla consapevolezza del valore degli altri.
In sintesi, Babbo Natale e la Befana ci ricordano che la magia delle feste sta tanto nei doni quanto nell’insegnamento dei valori e nella costruzione di un mondo più equo e umano.





0 commenti