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Laudato Si’: suor Smerilli, “la cura del creato non è un interesse di settore”

“La cura del creato non è un interesse di settore”.

Lo ha detto suor Alessandra Smerilli, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, intervenendo alla presentazione, in sala stampa vaticana, de quinto Rapporto annuale della Piattaforma d’Azione Laudato Si’ (LSAP), nata cinque anni fa “per rendere concreta la conversione, personale e comunitaria” chiesta da Papa Francesco nella Laudato sì e offrire alle comunità “un cammino condiviso”. “Non sostituisce ciò che già vive nelle Chiese locali, né chiede a tutti di rispondere allo stesso modo”, ha precisato la religiosa: “Aiuta ogni comunità a chiedersi: se qualcuno entrasse nelle nostre parrocchie, scuole, famiglie e comunità religiose, che cosa gli farebbe capire che la custodia del creato è parte del nostro modo di vivere la missione?”.

“In questi anni – il bilancio di suor Smerilli – la visione ha preso forma in luoghi molto diversi: negli orti scolastici, dove i ragazzi imparano a coltivare la terra; nelle comunità che piantano alberi nella Repubblica Democratica del Congo; nelle istituzioni ecclesiali filippine che hanno rinnovato l’uso dell’energia; nelle università che hanno dato vita a reti per fare propria la prospettiva dell’ecologia integrale, rinnovando anche i loro percorsi di studio. Non sono semplici progetti ambientali: sono scelte su ciò che insegniamo e custodiamo, sull’uso dei beni che ci sono affidati, sul mondo che consegniamo a chi verrà dopo di noi”.

“Un anniversario – il riferimento ai dieci anni della Laudato sì – è anche tempo di esame di coscienza”: “Abbiamo imparato che un invito non basta: chi chiede un impegno deve anche accompagnare chi lo assume. E abbiamo imparato che non tutte le comunità partono dalle stesse possibilità: alcune dispongono di reti, mezzi e competenze; altre, non meno generose, di molto meno”. “La misura più vera del cammino è se l’enciclica sta cambiando il modo in cui le nostre istituzioni decidono e si rinnovano”, la tesi della relatrice: “custodire il creato e custodire l’uomo sono un unico compito”.