MALTIGNANO – «L’incontro ha avuto una bella partecipazione. Abbiamo messo tutto nelle mani dei laici Roberto e Sara per preparare i nuovi consigli pastorali delle parrocchie e dare il via al nuovo anno pastorale parrocchiale».
È con questa dichiarazione densa di gratitudine e prospettiva che don Adam Baranski, cappellano della Polizia di Stato di Ascoli Piceno e parroco delle Parrocchie di San Marco Evangelista in Caselle di Maltignano e di Santa Maria delle Grazie in Maltignano, ha aperto e tracciato la linea della prima assemblea interparrocchiale che ha visto riunite, nella serata di venerdì 23 ottobre, a partire dalle 19:00, le comunità parrocchiali di Maltignano e di Caselle di Maltignano.
L’appuntamento, presieduto dallo stesso don Adam insieme al diacono Alberto Fossati, ha registrato una bellissima e calorosa partecipazione di fedeli. Un forte segno di sinodalità e di condivisione che segna l’avvio ufficiale di un cammino comune per le due realtà del territorio, unite sotto il titolo programmatico: “Assemblea parrocchiale: TRA PASSATO E FUTURO”.
L’evento ha preso il via con un momento di preghiera comunitaria, seguito da un aperitivo conviviale pensato proprio per favorire la conoscenza reciproca, rompere il ghiaccio e stringere i legami tra le due sponde della comunità.
L’introduzione di Roberto: “Ripartiamo dalle fondamenta, siamo qui per Cristo”
Ad entrare nel vivo dei lavori è stato l’intervento di Roberto, maestro del coro della parrocchia di Caselle di Maltignano e, come annunciato da don Adam, coordinatore laico di questa fase preparatoria insieme a Sara. Roberto ha voluto toccare le corde più profonde del senso di appartenenza ecclesiale, ponendo una domanda cruciale ai presenti: “Perché siamo qui stasera?”.
«Prima di entrare nel merito specifico di questa convocazione – ha esordito Roberto – vorrei ripartire dalle fondamenta, da ciò che ci unisce. L’unica cosa che ci può unire è la presenza di Cristo. Siamo qui stasera perché siamo Cristiani, cioè presi dal fatto di Cristo, perché riconosciamo in Cristo e nella Chiesa un bene per noi e per le nostre famiglie. Forse qualcuno è qui stasera per altri motivi che ci racconteremo tra poco, ma l’unica cosa che ci unisce ora, così diversi come siamo, così distanti per storia, carattere e prossimità, è che siamo cristiani e che abbiamo a cuore la Chiesa e gli strumenti che essa usa per farci diventare più simili a Cristo».
Roberto ha poi ridefinito l’identità stessa della parrocchia, non come un ente burocratico gestito in solitaria dal parroco, ma come una vera casa comune:
«La parrocchia è un luogo che i parrocchiani contribuiscono a costruire. Ciò che si fa è ciò che i parrocchiani desiderano per loro e per le loro famiglie, contribuendo a realizzare queste proposte come in una famiglia. Quando a casa c’è un’esigenza ci si mette seduti, si decide il da farsi e insieme si contribuisce per l’obiettivo».
Unione pastorale e corresponsabilità laicale
La scelta di affidare a Roberto e Sara il compito di coordinare il percorso che porterà all’elezione dei nuovi Consigli parrocchiali e dei Consigli per gli affari economici risponde a una precisa volontà: dare un ruolo centrale alla corresponsabilità dei laici.
Questo passaggio, vissuto in un clima di profonda comunione, servirà a dare il via alle linee della pastorale parrocchiale integrata. Da sole, infatti, le realtà di Maltignano e Caselle rischiano di avere poche energie e risorse. Unendosi, diventa invece più semplice e stimolante curare i gesti pastorali tradizionali, come il catechismo, le feste e le ricorrenze, e dare vita a nuove iniziative sociali e culturali, come un centro di aggregazione per bambini e ragazzi sul modello dell’oratorio, proiezioni di film e incontri culturali.
Il confronto a gruppi: la parola alla comunità
La serata è così entrata nella sua fase più dinamica con il confronto a gruppi. Per favorire la massima libertà d’espressione, l’assemblea si è divisa in piccoli tavoli di lavoro gestiti da referenti interni. Le domande tracciate nelle schede di preparazione hanno guidato il dibattito su temi caldi: la percezione della parrocchia a livello sociale, la qualità dell’accoglienza e le proposte concrete per migliorarla, fino alla valutazione dell’unione delle due parrocchie sulla base delle storie personali di ciascuno.
Tutte le considerazioni e le idee emerse sono state raccolte e verbalizzate. Nelle prossime settimane, Don Adam e il diacono Alberto esamineranno questo prezioso materiale per sintetizzarlo in un programma pastorale che sarà la vera espressione corale e condivisa delle comunità di Maltignano e Caselle, pronte a camminare insieme verso il futuro.








