COLONNELLA – Si è svolto oggi, Mercoledì 28 Ottobre 2026, alle ore 10:30, presso la chiesa San Cipriano a Colonnella, il funerale di Carla Maria Vespasiani, 90 anni, personalità di riferimento nella piccola comunità abruzzese.
Alla Messa, presieduta dal parroco don Dino Straccia e servita dal diacono Domenico Maria Feliciani, hanno partecipato molti fedeli di tutte le età, accorsi per dare l’ultimo saluto alla donna, che, nella veste di professoressa di Lingua e Letteratura Francese, ha istruito generazioni di studenti colonnellesi e martinsicuresi.
Vespasiani lascia i due figli Emidio e Virgilio, le nuore Enrica ed Alessandra, il nipote Svano, le nipoti Greta e Ida, il fratello e i nipoti. Ma non solo. Lascia anche una comunità in cui ha seminato il bene svolgendo la sua professione a scuola ed il servizio di lettorato in parrocchia.
“Una donna dalla fede salda e sincera”: l’omelia di don Dino Straccia
Nella sua riflessione, durante l’omelia, don Dino Straccia ha ricordato Carla come una persona profondamente sensibile, capace di costruire relazioni autentiche e di testimoniare, attraverso la propria esistenza, il primato dell’amore verso il prossimo:
“Carla era una donna dalla sensibilità non comune, capace di anticipare i tempi con una visione aperta e profondamente umana delle relazioni. In un mondo che oggi tende sempre più all’isolamento e all’individualismo, lei aveva compreso l’importanza della vicinanza, dell’ascolto e dei legami autentici. Chi la incontrava rimaneva colpito dalla nobiltà del suo animo, dalla gentilezza dei modi e dalla straordinaria generosità del suo cuore”.
Il parroco ha poi richiamato il significato cristiano della vita e della morte, soffermandosi sul valore della fede come sorgente di speranza:
“La sua vita ci invita a riflettere sul mistero dell’esistenza e sul significato della morte. Carla ha lasciato questa terra, ma non ha abbandonato coloro che l’hanno amata. La sua fede, salda e sincera seppur attraversata dalle fragilità e dai timori propri della condizione umana e del tipo di catechismo ricevuto in un’epoca diversa da quella attuale, trovava il suo fondamento nella presenza di Gesù e nell’affidamento a Maria, punti di riferimento costanti del suo cammino spirituale.
Poco più di un mese fa aveva chiesto di ricevere i Sacramenti. Un gesto che oggi appare quasi come una preparazione consapevole all’incontro definitivo con il Signore. La morte suscita inevitabilmente paura, ma per chi crede questa paura è illuminata dalla speranza. Una speranza che nasce dalla domanda più profonda dell’uomo: ‘La vita si esaurisce davvero nel breve tratto terreno che ci è concesso oppure è destinata ad una pienezza più grande?’. Molti giovani vivono oggi una profonda inquietudine proprio perché hanno smarrito l’orizzonte della speranza e della vita eterna. Carla, invece, custodiva la certezza che l’esistenza non termina con la morte, ma si apre a una dimensione nuova, abitata dall’amore di Dio“.
Don Dino ha infine invitato la comunità a guardare oltre il dolore della separazione, riconoscendo nella fede la certezza dell’incontro con Dio e della vita eterna:
“La sofferenza provocata dalla perdita è la manifestazione dell’amore che lega le persone, ma anche l’occasione per riflettere sul senso ultimo dell’esistenza. Quindi, pur nel dolore che accompagna ogni separazione, perché l’affetto che ci legava a Carla è autentico e profondo, resta acceso un raggio di luce. È la speranza cristiana, che consola i cuori, invitandoci a guardare oltre il limite della morte e a credere che l’amore, quello vero, non viene mai meno. Nel vuoto lasciato dall’assenza di Carla, la nostra comunità è chiamata a riscoprire il significato della fede, che non cancella il dolore ma lo trasfigura alla luce dell’eternità“.
“Competente, buona, elegante, attiva, inclusiva, generosa”: il ricordo dei suoi ex alunni
Luigi Di Teodoro, ministro straordinario della Comunione
“Carla è stata anche la mia prof.ssa alla Scuola Media di Colonnella. Di lei ricordo soprattutto la bontà, che si traduceva in un atteggiamento di paziente ascolto degli studenti e in una immensa comprensione per i ritmi di apprendimento individuali. Ripeteva sempre che ogni studente ha i propri tempi e quindi andava accompagnato nel giusto modo. Anche il caro e compianto don Antonio Vallorani, che era stato suo collega nella docenza presso la Scuola Media di Martinsicuro, ricordava sempre la sua fiducia nel potenziale di ciascuno: lei non dava mai nessuno per perso e, quando don Antonio le segnalava qualcuno che andava aiutato in Consiglio di Classe, lei si batteva sempre per dare al ragazzo o alla ragazza una seconda possibilità.
Recentemente, quando l’età l’aveva segnata nella salute del corpo e costretta a ricevere la Comunione a casa, il suo sorriso era rimasto comunque dolce e paziente. Non solo: Carla attendeva con ansia l’Eucaristia, tanto che, quando i familiari le dicevano che stavo per arrivare, lei diventava più veloce nel prepararsi, perché voleva farsi trovare pronta e non voleva mai mancare all’incontro con Gesù, che nutriva il suo spirito di forza e vigore“.
Gioietta Di Blasio, catechista nella parrocchia San Cipriano per oltre 30 anni
“Carla era una donna minuta, ma immensa. Una piccola grande donna. Elegante, riservata e paziente, parlava ai suoi studenti con affetto oltre che con competenza. Riconosceva in loro non dei ragazzini da indottrinare, bensì delle persone da far sbocciare. Non è una cosa da poco! Ho avuto la fortuna di averla come insegnante, così come è capitato ad altri Colonnellesi, che, grazie a lei, hanno imparato la solidarietà, l’inclusione e il senso di giustizia. Ricordo come ci facesse lavorare in gruppi, senza lasciare nessuno indietro, e quanto fosse buona nell’atteggiamento e anche nelle decisioni che riguardavano i singoli studenti. Impeccabile nella sua preparazione, ha insegnato a tutti, in particolare a noi donne, che allora eravamo giovanissime ragazze, ad essere preparate ed autorevoli quanto gli uomini, ma senza perdere la nostra femminilità e dolcezza.
Per molto tempo Carla ha svolto anche il servizio di lettorato in parrocchia: proclamava la Parola di Dio con la giusta misura. Il tono della voce era solenne, ma non artificioso o teatrale; il ritmo era lento e comprendeva piccole pause per permettere all’assemblea di comprendere e assimilare il testo, ma mai noioso; la proclamazione non era quella di una semplice lettura scolastica o informativa, ma l’annuncio vivo della Parola di Dio in cui Cristo stesso parla alla sua Chiesa, con l’autorevolezza e la misericordia del Padre buono. Con il suo umile e semplice servizio, ha consentito a molti fedeli di gustare la Parola e il mistero di Dio”.
Maria De Fulgentiis, catechista, esponente dell’Azione Cattolica e amica di famiglia
“Carla era una docente preparata e competente, capace di coniugare professionalità e profonda umanità. Aveva una particolare attenzione verso gli studenti più fragili, che seguiva con dedizione senza lasciare indietro nessuno. Era una professionista rigorosa e competente, ma soprattutto una donna capace di guardare alle persone prima ancora che ai risultati, offrendo sostegno a chi incontrava maggiori difficoltà. La sua generosità si manifestava nel silenzio dei gesti quotidiani: nell’impegno per la parrocchia, nell’ascolto degli altri e nella disponibilità verso chi aveva bisogno di aiuto. Faceva ripetizioni ai ragazzi a prezzi bassissimi, per andare incontro alle esigenze economiche e familiari di tutti. A volte anche gratuitamente.
Accanto all’impegno scolastico, la sua vita è stata caratterizzata da un’intensa partecipazione alla vita ecclesiale ed associativa: la presenza nell’Azione Cattolica, il servizio come lettrice durante le celebrazioni e la costante frequentazione della comunità parrocchiale, tanto da andare a Messa tutti i giorni. Era una donna riservata, affidabile e animata da un profondo spirito di carità. Era molto amica di mia madre, la maestra Lina Tanzi, e della prof.ssa Gabriella Malatesta: insieme, condividevano l’amore per la cultura, per gli studenti e per Gesù, che si manifestava nella preghiera e nella dedizione all’altro, chiunque fosse. Arrivavano in chiesa almeno mezz’ora prima della Messa ed iniziavano a pregare il Rosario. Quella di Carla era una fede semplice, ma profonda“.
“Mi hai insegnato che la vita va vissuta intensamente”: il saluto di Greta e degli altri nipoti
Prima della benedizione finale, la nipote Greta Santori, a nome anche dei suoi cugini Svano e Ida, ha voluto dare un ultimo e commosso saluto alla nonna, tratteggiandone un profilo intimo e tenero.
La giovane ha ricordato i piccoli gesti quotidiani che hanno segnato la vita familiare, facendo emergere l’immagine di una donna sempre presente, pronta a prendersi cura degli altri e a trasformare ogni momento vissuto insieme in un ricordo prezioso.
La nipote ha poi sottolineato come l’insegnamento più grande ricevuto dalla nonna sia stato quello di vivere pienamente la vita, custodendo il valore degli affetti e delle esperienze condivise. Il dolore della perdita si è quindi accompagnato ad un grande senso di gratitudine per tutto ciò che è stato donato e che continuerà a vivere nella memoria dei familiari.
“Mi hai insegnato che la vita va vissuta intensamente, senza rimandare ciò che conta davvero – ha detto la ragazza tra le lacrime -. Oggi restano i ricordi, ma soprattutto resta l’esempio che hai lasciato a ciascuno di noi. Ci mancheranno le tue attenzioni, i tuoi racconti, la tua presenza discreta. Ma ciò che hai seminato continuerà ad accompagnarci lungo il cammino”.
Tutte le testimonianze, pur da prospettive differenti, raccontano la preziosa eredità lasciata da Carla Maria Vespasiani alla comunità e restituiscono il ritratto una donna profondamente credente, stimata come insegnante, amata dalla famiglia e ricordata da tutti per la sua sensibilità umana, la sua generosità e la sua instancabile attenzione verso gli altri.
