DIOCESI – La fragilità della malattia, il bisogno di sentirsi accompagnati e la forza interiore che può nascere dalla fede. Sono stati questi i temi al centro della celebrazione presieduta giovedì 22 ottobre dal vescovo delle Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto e Ascoli Piceno, Gianpiero Palmieri nella cappellina al quarto piano dell’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto del Tronto. L’appuntamento, inserito nella consueta attività liturgica e spirituale che ogni giovedì anima il presidio ospedaliero diocesano, è stato caratterizzato dalla celebrazione della Santa Messa, seguita dall’Adorazione eucaristica e da un momento di preghiera comunitaria.
Ad animare la liturgia è stata l’organista Miriana Mercuri.
La riflessione del vescovo ha preso le mosse dalla Liturgia della Parola, in particolare dal brano della Lettera di San Paolo apostolo agli Efesini, nel quale emerge l’invocazione affinché i credenti siano “potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante il suo Spirito”. Un passaggio che ha offerto la chiave di lettura dell’intera celebrazione, orientando la meditazione sul rapporto tra la debolezza del corpo, la sofferenza e la possibilità di trovare nella fede una forza capace di sostenere la persona anche nelle prove più difficili.
La malattia, ha sottolineato monsignor Palmieri, pone l’uomo di fronte alla propria vulnerabilità, facendolo sentire piccolo e fragile. È un’esperienza che mette in discussione le sicurezze e rende evidente il bisogno degli altri. Proprio in questa condizione, tuttavia, può emergere la bellezza della solidarietà, della vicinanza e della capacità di sostenersi reciprocamente. La fragilità, dunque, non è soltanto una condizione da affrontare individualmente, ma anche un’occasione per riscoprire il valore dello stare insieme e del farsi coraggio a vicenda.
Un passaggio particolare della riflessione è stato dedicato al modo di avvicinarsi alla sofferenza altrui. Richiamando la propria esperienza accanto ai malati, il vescovo ha evidenziato l’importanza di un ascolto rispettoso e discreto, capace di lasciare spazio alla storia e alla sensibilità di ogni persona. L’immagine utilizzata è quella di chi si toglie i sandali davanti a una terra santa: “Togliendosi i sandali di fronte alla terra santa che è il cuore dell’altro”. Un’espressione che richiama la necessità di entrare nella vita di chi soffre senza invadere il suo spazio, senza presumere di conoscere fino in fondo il suo dolore e senza imporre risposte, ma mettendosi in ascolto anche di ciò che Dio opera misteriosamente nel suo cuore.
Il riferimento alla Lettera agli Efesini si è intrecciato con l’esperienza dell’apostolo Paolo, che conosce la debolezza e parla della “spina nella carne”. Anche nella fragilità del corpo, la vita spirituale può essere sostenuta da una forza che non coincide con le capacità umane, ma nasce dall’affidamento a Dio. Da qui l’invito a chiedere al Signore la grazia di essere rafforzati nell’uomo interiore, attraverso lo Spirito, la fede e l’amore. Un messaggio che, nel contesto ospedaliero, assume un significato particolare per chi si trova ad affrontare la malattia e per quanti gli sono accanto.
La celebrazione è proseguita con l’Adorazione eucaristica e la preghiera condivisa, che ha raccolto le intenzioni della comunità. Un pensiero particolare è stato rivolto alle persone ricoverate nell’ospedale e a quanti sono affidati alle cure dei servizi sanitari. La preghiera ha abbracciato anche il personale medico e sanitario e gli operatori amministrativi, che ogni giorno partecipano, con ruoli diversi, alla vita del presidio e all’assistenza dei pazienti. Ricordate inoltre le famiglie che attraversano momenti di difficoltà e di particolare sofferenza, insieme al cammino delle vocazioni. Lo sguardo si è infine allargato alla situazione del mondo, con l’invocazione del dono della pace e l’affidamento delle speranze della Chiesa alla protezione della Vergine Maria e dei santi.
L’incontro si è concluso nel segno della vicinanza della Chiesa diocesana alle persone che vivono l’esperienza della malattia e a quanti le accompagnano quotidianamente.
I cappellani hanno colto l’occasione anche per ringraziare l’AMCI, tutti i medici e il personale sanitario.
Un’occasione di preghiera e riflessione che ha riportato al centro non soltanto la fragilità del corpo, ma anche la dignità di ogni persona, il valore dell’ascolto e la possibilità di trovare, nella fede e nella solidarietà, un sostegno per attraversare i momenti più difficili.
Per restare aggiornati:
- Facebook: https://www.facebook.com/share/1GbevuaENw/
- Segui il canale Cappellina Madonna Del Soccorso (4°piano Ospedale Sbt) su WhatsApp: https://whatsapp.com/channel/0029Vb7tSQR545uqBqvg0i3o




