ANCONA – In un tempo attraversato da tensioni internazionali, incertezze geopolitiche e crescenti interrogativi sul futuro del progetto europeo, la riflessione sul ruolo dell’Europa torna al centro del dibattito pubblico. Con questo obiettivo la Commissione per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Conferenza Episcopale Marchigiana ha promosso il convegno “Un codice per una nuova Europa”, in programma domani, Venerdì 23 Ottobre 2026, alle ore 17:00, presso la Sala del Consiglio della Facoltà di Economia “G. Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche, in Piazzale Raffaele Martelli n. 8, ad Ancona.
Tra i relatori anche l’arcivescovo Gianpiero Palmieri, vescovo delle Diocesi di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, nonché vice presidente della CEI e delegato della Conferenza Episcopale Marchigiana per la Pastorale Sociale e del Lavoro.
Voci autorevoli per ripensare il progetto europeo
L’iniziativa nasce dalla riflessione avviata durante la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani di Trieste, quando una delle “Piazze della Democrazia” fu dedicata al tema dell’Europa. Da quell’esperienza è scaturito un ampio percorso di confronto che ha coinvolto oltre cento docenti universitari, giuristi, economisti, politologi, teologi e operatori sociali, insieme a numerose associazioni e movimenti ecclesiali e laici, dando vita al documento “Un Codice per una nuova Europa”.
A promuovere l’appuntamento, insieme alla Pastorale Sociale e del Lavoro delle Marche, sono Acli Marche APS, Associazione culturale Agorà OdV, Argomenti2000, Azione Cattolica, Caritas Marche, Movimento Federalista Europeo, Associazione Nuova Camaldoli APS e Rete di Trieste, in collaborazione con la Facoltà di Economia dell’UNIVPM.
Ad aprire i lavori saranno i saluti di Adriana Bramucci, delegata regionale dell’Azione Cattolica Italiana, e di un rappresentante della Facoltà di Economia. Relatore principale sarà il prof. Sebastiano Nerozzi, docente di Storia del Pensiero Economico all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e segretario del Comitato della 50ª Settimana Sociale di Trieste. A moderare l’incontro sarà la giornalista Laura Mandolini.
A seguire interverranno anche altre tre autorevoli voci: oltre a mons. Gianpiero Palmieri, in qualità di delegato della CEM per la Pastorale Sociale e del Lavoro, anche il prof. Antonio Di Stasi, preside della Facoltà di Economia ed il prof. Ernesto Preziosi, storico e presidente di Argomenti2000. Al termine degli interventi è previsto anche un dibattito con il pubblico.
L’invito del vescovo Palmieri e della CEM alla partecipazione e alla responsabilità civile
Nella lettera di invito che la Commissione della PSL Marche ha rivolto alle autorità e alle realtà del territorio, l’arcivescovo Gianpiero Palmieri sottolinea come l’incontro nasca dal “vivo desiderio di allargare alla comunità marchigiana una riflessione condivisa sul futuro dell’Europa”, coinvolgendo istituzioni e corpi intermedi.
Secondo la Commissione, l’incontro rappresenta un’importante occasione per contribuire alla costruzione di un’Europa capace di riscoprire le proprie ragioni fondative e di affrontare le sfide del presente con uno sguardo orientato alla pace e alla coesione sociale:
“Si tratta di un’occasione per ampliare confronto e partecipazione e suscitare contributi significativi di responsabili del futuro delle nostre comunità, nello stile di costruttori di una realtà politica e sociale capace di traguardare la pace come obiettivo primario ma anche e, soprattutto, la pace come recupero della ragione fondativa dell’Europa“.
Particolarmente significativo il richiamo all’esperienza storica del Codice di Camaldoli, elaborato nel 1943 da intellettuali cattolici e considerato uno dei riferimenti culturali che contribuirono a ispirare la futura Costituzione italiana. Oggi quello stesso metodo viene riproposto in chiave europea attraverso un documento che affronta temi centrali come democrazia, giustizia sociale, pace, sviluppo sostenibile, partecipazione e inclusione. Secondo i promotori, infatti, l’Europa non può essere soltanto un insieme di istituzioni o un mercato comune, ma deve riscoprire la propria identità storica e culturale e ritrovare una visione condivisa del bene comune.
Veccia: “Come Camaldoli, uno sguardo lungo sul futuro dell’Europa”
Ad evidenziare il significato dell’appuntamento è anche Franco Veccia, delegato regionale della Pastorale Sociale e del Lavoro delle Marche, che parteciperà al convegno:
“Alla redazione del documento ‘Un Codice per una nuova Europa’ hanno contribuito oltre cento docenti universitari, studiosi ed esperti provenienti sia dal mondo ecclesiale sia da quello laico. Un lavoro corale nato per offrire un contributo concreto al dibattito sul futuro del continente, affrontando temi decisivi come la democrazia, la giustizia sociale, la pace, la partecipazione democratica, la sostenibilità economica e ambientale e l’inclusione.
Il richiamo al Codice di Camaldoli non è casuale. Quel documento, elaborato nel 1943 da un gruppo di intellettuali cattolici, rappresentò uno dei momenti più alti della riflessione culturale e sociale italiana e contribuì a delineare molti dei principi che avrebbero trovato spazio nella Costituzione della Repubblica. In un tempo segnato dalla guerra e dall’incertezza, il Codice seppe indicare una visione di società fondata sulla dignità della persona, sul bene comune e sulla solidarietà.
Oggi, a oltre ottant’anni di distanza, l’Europa si trova nuovamente di fronte a sfide decisive: i conflitti alle sue frontiere, le crescenti disuguaglianze, la crisi della partecipazione democratica, le trasformazioni economiche e ambientali. Per questo il nuovo Codice vuole essere un invito a riscoprire le radici culturali e spirituali dell’Europa e a costruire una prospettiva comune, capace di guardare al futuro con coraggio e responsabilità”.
“L’incontro di Ancona – conclude Veccia – sarà un’occasione preziosa di confronto aperto alla comunità civile, al mondo accademico, alle istituzioni e all’associazionismo, per riflettere insieme su quale Europa desideriamo lasciare alle nuove generazioni. Con lo stesso spirito che animò gli estensori del Codice di Camaldoli, siamo chiamati oggi a elaborare una visione che restituisca all’Europa un’anima, una direzione e una rinnovata speranza”.
In un contesto internazionale segnato da incertezze e timori per la pace, il convegno di Ancona si propone, dunque, come un’occasione di approfondimento e confronto aperto alla comunità, per interrogarsi sulle radici dell’identità europea e sulle prospettive di un’Europa capace di coniugare solidarietà, partecipazione democratica e responsabilità verso le nuove generazioni.
