Si ringrazia il fotografo Riccardo Piccioni per la collaborazione e la gentile concessione degli scatti fotografici
MARTINSICURO – Grande gioia a Martinsicuro per l’ingresso di don Roberto Antonio Melone, avvenuto ieri, Domenica 18 Ottobre 2026, alle ore 11:00, presso la chiesa Sacro Cuore di Gesù. Il presbitero, che è tornato nella città della sua infanzia, sarà parroco in solido delle comunità del Sacro Cuore di Gesù e di Madre Teresa di Calcutta, insieme a don Anselmo Fulgenzi, parroco moderatore e vicario della Vicaria San Giacomo della Marca.
L’accoglienza: una comunità civile ed ecclesiale numerosa
A dare il benvenuto al nuovo parroco, insieme all’arcivescovo Gianpiero Palmieri, sono stati il primo cittadino di Martinsicuro Massimo Vagnoni, la vice sindaca Monica Persiani, la consigliera Martina Polastrelli, i Gruppi parrocchiali dell’Azione Cattolica, la Confraternita San Gabriele dell’Addolorata, i Comitati di Quartiere e una numerosa rappresentanza della comunità martinsicurese. Presente anche il vice sindaco del Comune di Acquaviva Picena Beniamino Pignotti, amico del nuovo presbitero.
Presenti inoltre anche molti fedeli della parrocchia Gran Madre di Dio di Grottammare, che don Roberto ha guidato per nove anni. Tra loro molti giovani Scout. Presente altresì anche una nutrita rappresentanza di studenti e docenti dell‘Istituto di Istruzione Superiore “Fazzini – Mercantini“, dove il presbitero insegna Religione, a partire dalle due vice presidi Barbara Cosenza, martinsicurese, e Manuela Muriana. Presenti infine numerosi amici e parenti.
La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal vescovo Gianpiero Palmieri. Oltre ai due parroci don Anselmo Fulgenzi e don Roberto Antonio Melone, a concelebrare sono stati numerosi presbiteri: don Luigino Scarponi, responsabile del Clero delle Diocesi di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto; don Patrizio Spina, già parroco della comunità di Martinsicuro e ora parroco della Chiesa Santa Maria della Marina a San Benedetto del Tronto; don Nicola Spinozzi, parroco delle comunità di Ripatransone; don Lorenzo Bruni, parroco dell’Unità Pastorale Regina Pacis e Sacro Cuore di Gesù di Centobuchi; don Francesco Bollettini, prete martinsicurese e neo ordinato che attualmente, oltre a proseguire gli studi a Roma, è collaboratore parrocchiale nella parrocchia della Madonna della Speranza a Grottammare.
A servire l’altare c’erano tre diaconi: Walter Gandolfi, Emanuele Imbrescia ed il giovane Emanuele Sebastiani, che il prossimo 21 Novembre sarà ordinato presbitero. Presente anche il seminarista martinsicurese Simone Gasperi, che è stato ammesso agli Ordini Sacri nel 2023 ed ha già ricevuto il Ministero del Lettorato e dell’Accolitato.
Prima della celebrazione il sindaco Massimo Vagnoni ha voluto dare il benvenuto al nuovo parroco, a nome dell’Amministrazione Comunale e di tutta la Cittadinanza. Queste le sue parole:
“Non posso nascondere la mia particolare emozione in questa giornata speciale. Quello di don Roberto non è un ritorno a casa, perché, in realtà, lui qui è già di casa. Dopo un lungo percorso, però, grazie a Sua Eccellenza, abbiamo il piacere di averlo come guida spirituale, insieme a don Anselmo”.
E poi, rivolgendosi direttamente al presbitero, ha aggiunto:
“Caro don Roberto, troverai una comunità attenta, laboriosa, solidale, in cui ognuno è pronto ad aiutarsi l’uno con l’altro. Ma anche una comunità in cui ci sono delle fragilità: giovani, anziani, persone che hanno bisogno di aiuto e sostegno. Per dare loro risposte adeguate e per costruire una comunità unita, è necessario che le Istituzioni collaborino. Per questo, ti assicuro fin da ora la nostra disponibilità. Grazie di cuore e buon cammino!”.
I gesti liturgici, segno della missione pastorale del nuovo parroco
All’inizio della celebrazione, don Luigino Scarponi ha dato lettura della Bolla di Nomina.
Il nuovo parroco ha poi compiuto tre gesti liturgici molto significativi che esprimono il suo Ministero in mezzo alla comunità ecclesiale.
Prima l’aspersione dell’altare e di tutti i fedeli, a partire dal vescovo Gianpiero e da don Anselmo, con l’acqua benedetta del Fonte Battesimale, in quanto il suo compito sarà riattualizzare continuamente nei parrocchiani il dono grande che hanno ricevuto il giorno in cui sono stati battezzati.
Poi la venerazione dell’altare con il bacio e l’incensazione dell’altare, della croce e del Sacro Cuore, in quanto la missione del nuovo parroco sarà quella di ricordare che l’unico fondamento della comunità cristiana è Gesù, di cui nella Liturgia l’altare è il simbolo, pietra angolare della Chiesa, edificio spirituale di pietre vive, che siamo noi.
Infine è stata affidata a don Roberto anche la proclamazione del Vangelo, come previsto dalla Liturgia d’ingresso di un nuovo parroco, segno del suo compito primario in mezzo alla comunità, che è quello – come ha ricordato il vescovo Gianpiero durante l’omelia – di annunciare il Vangelo:
“Figlio di questo paese – Martinsicuro – e figlio di questa comunità cristiana, don Roberto, insieme a don Anselmo, viene ad annunciare il Vangelo e a ricordarci il nostro Battesimo! Tutti noi siamo battezzati in Cristo e formiamo un solo corpo in Cristo. Poi, più tardi, ci ricorderà che tutti noi battezzati siamo chiamati a formare un solo corpo intorno a questo altare, a partecipare dello stesso pane e dello stesso vino, che sono il corpo ed il sangue del Signore Gesù. Per questo poco fa don Roberto ha incensato l’altare, per dire: ‘Qui è il centro. Qui è il Signore Risorto! Qui aiamo chiamati tutti a convergere per formare un solo corpo, un solo popolo, una sola comunità’.
È questo il nostro essere Chiesa! Ed è una cosa bellissima: essere comunità cristiana ci salva dagli individualismi, dai particolarismi, dall’andare ognuno per conto proprio. Ci salva dalla malattia di questo nostro tempo. Quando a papa Francesco veniva chiesto di cosa fosse ammalata la società del nostro tempo, non parlava soltanto di secolarizzazione o di relativismo etico, bensì dell’individualismo, che definiva comodo ed avaro. Fare comunità, invece, ci salva da questa malattia, perché ci permette di ritrovarci insieme e di aprirci agli altri, perché il punto di vista di uno è solo il suo punto di vista, mentre la Verità si scopre quando mettiamo insieme il punto di vista di tutti. Se io mi sento il centro del mondo, mi ammalo, perché non è vero che sono il centro del mondo! Essere comunità ci permette di essere uomini e donne e di maturare. Il Ministero di don Anselmo e di don Roberto è proprio quello di annunciare il Vangelo tutti i giorni e di spezzare il buon pane della Parola di Dio tutti i giorni, così da aiutarci a diventare una comunità che crede, che spera, che ama. A diventare cioè una comunità cristiana ed essere così salvati dalla brutta malattia dell’individualismo”.
Le parole del vescovo Gianpiero
Mons. Palmieri ha proseguito la sua omelia commentato le letture del giorno. In particolare, in riferimento alla Prima Lettera di San Paolo ai Tessalonicesi, ha sottolineato come il saluto che l’apostolo rivolge alla comunità sia diverso da quello consueto:
“Di solito, Paolo dice il nome della comunità a cui si rivolge. Ad esempio: ‘Saluto la comunità cristiana che è in Tessalonica’. A noi direbbe: ‘Saluto la comunità cristiana che è in Martinsicuro’. Qui, invece, no. Qui dice una cosa bellissima: ‘Saluto la comunità die Tessalonicesi, che è in Dio Padre e in Gesù Figlio’. Bellissimo! Dove siamo noi? Qual è il nostro posto nel mondo? Dove poggiamo i piedi? Su quale terra? In Dio! Il mondo in cui viviamo, esistiamo, ci muoviamo, è Dio, è il Signore Risorto. Noi siamo un solo corpo con Lui!
I Tessalonicesi devono proprio occupare un posto speciale nel cuore di San paolo, perché egli dice loro: ‘Io conosco la vostra fede operosa, la vostra carità capace di affrontare le fatiche, la vostra speranza ferma’. San Paolo vede questa comunità e dice: ‘Ecco una comunità che crede, che spera, che ama. L’ho vista crescere, l’ho vista maturare’. E, subito dopo, spiega il segreto: ‘Perché la Parola di Dio non si è diffusa per voi così, con parole, ma si è diffusa tra voi con la manifestazione potente dello Spirito Santo e profonda convinzione’. San Paolo si rendeva conto che quando lui annunciava il Vangelo, tutti stavano con gli occhi spalancati e le bocche aperte, come se desse loro da mangiare la Parola di Dio. E sentiva che i cuori si scaldavano. Ecco la consolazione dello Spirito Santo che, nel loro cuore, poneva una profonda convinzione. Paolo, che ha visto tutta questa grazia, ha detto: ‘Ecco una comunità che non vive solo della Messa alla Domenica, ma che vive in Dio!’.
È questa una comunità in cui si cresce! Non solo una comunità in cui aggregarsi, essere simpatici: questo è bello, ma dura poco, perché poi si litiga. Ma, se noi cresciamo in Dio e in Gesù, se cresciamo nella fede, nella speranza e nella carità, perché accogliamo tutti i giorni come un dono bellissimo la Parola di Dio – che non è solo da ascoltare con le orecchie, ma da far scendere nel cuore -, ecco che vediamo la manifestazione della potenza dello Spirito Santo e nel cuore si stabilisce una profonda convinzione: sì, siamo figli di Dio; sì, siamo tutti fratelli; sì, siamo l’unico corpo di Cristo con tutta la Chiesa, sì, siamo chiamati a parlare a tutti del Vangelo; sì, siamo chiamati a collaborare con tutti per costruire il Regno di Dio! Questo è il senso di essere comunità ed è quello che auguriamo, con tutto il cuore, ad Anselmo e a Roberto!“.
Scherzando poi sull’aspetto dei due sacerdoti, il vescovo Gianpiero ha aggiunto: “Come vedete, sono molto diversi, non solo nell’aspetto. Sono diversi, come tutti noi siamo diversi. Quella dei parroci in solido è una grande scommessa! Essere parroci in solido significa che le decisioni andranno prese insieme. Ovviamente non andranno sempre d’amore e d’accordo! Ci saranno dei momenti in cui sentirete strane discussioni provenire dalla canonica! Ma alla fine decideranno insieme, cercando di scegliere sempre per il bene più grande di tutti. È questo un modo nuovo di essere preti in parrocchia! Un modo molto sinodale, sicuramente più faticoso, ma estremamente ricco!“.
Ha quindi concluso: “Oggi noi ci stringiamo ancora di più al Signore, che ci ha donato don Anselmo e don Roberto. E ci ha regalato anche Emanuele, che diventerà prete il prossimo 21 Novembre. Qui c’è tanta possibilità di camminare insieme con l’aiuto di questi sacerdoti. Allora, buon cammino Chiesa degli abitanti di Martinsicuro, che vive in Dio! Amen!”.
La professione di fede
Al termine dell’omelia, il nuovo parroco ha rinnovato le promesse sacerdotali, esprimendo così la sua volontà di servire la comunità in comunione con il vescovo Gianpiero.
Rinnovare, davanti al popolo che gli è stato affidato e alla presenza del vescovo, le promesse fatte nel giorno della sua Ordinazione Presbiterale rende visibile l’inizio di una nuova relazione di cura pastorale. Il parroco ha dichiarato di voler guidare la parrocchia non per interessi personali, ma come “buon pastore, maestro e servo di tutti”.
Il rito ha inoltre sottolineato l’impegno ad esercitare il proprio Ministero con perseveranza, ad annunciare la Parola di Dio, a celebrare fedelmente i Sacramenti e a mantenere un rapporto di filiale rispetto e obbedienza verso il vescovo ed i suoi successori.
È stato un momento di preghiera molto profondo, in cui il sacerdote ha chiesto allo Spirito Santo la grazia necessaria per affrontare le sfide del nuovo incarico, consapevole delle proprie responsabilità e fragilità e mettendosi in ascolto della comunità.
Il benvenuto della comunità
Prima della benedizione finale, Silvia Antonini, segretaria del Consiglio Pastorale Parrocchiale, ha portato a don Roberto il saluto della comunità e ha ringraziato il vescovo Gianpiero per il dono copioso di tre sacerdoti:
“Grazie, vescovo Palmieri, per aver pensato a noi ed aver scelto un uomo (n.d.r. don Roberto Antonio Melone) che non dovrà imparare ad amarci, perché ci ama da sempre, che conosce il profumo del nostro mare, il dialetto delle nostre donne e la fede semplice della nostra gente. E grazie anche per don Anselmo, che, con amore fedele, ha custodito la nostra parrocchia Madre Teresa di Calcutta e Sacro Cuore e continuerà, insieme con Emanuele, a rimanere accanto a don Roberto“.
In segno di benvenuto, una giovanissima parrocchiana ha consegnato a don Roberto una lampada, segno di ciò che la comunità gli ha chiesto: “Sii luce per il nostro cammino, custode della nostra fede, fiamma che non si spegne! E, quando sarai stanco, guardandola, ricordati che qui c’è una casa che prega per te e che ha bisogno della tua luce!“. Il nuovo parroco, pieno di gioia, ha mostrato a tutta la comunità il dono ricevuto.
Il primo discorso di don Roberto alla comunità
Ultimo a parlare è stato il nuovo parroco don Roberto, il quale ha parlato di “amicizia”, di “un vero e proprio ritorno a casa“, testimoniato dal fatto che in questi 29 anni di servizio ministeriale non ha mai cambiato la sua residenza, che è rimasta sempre a Martinsicuro.
Il presbitero ha poi sottolineato come la parrocchia di Martinsicuro sia stato il “terreno fertile in cui il Signore ha fatto maturare la sua vocazione“, ricordando i momenti vissuti con don Giacomo. Ha quindi ripercorso brevemente la sua storia, il suo cammino di fede e di servizio ministeriale e scolastico, salutando i rappresentanti delle varie comunità che ha servito e quelli della scuola in cui ha insegnato che erano presenti in numero copioso.
Ha proseguito ricordando il giorno in cui don Anselmo lo ha accompagnato in seminario e ha ringraziato il “giovane esordiente Emanuele” per la sua presenza.
Don Roberto ha infine assicurato alla comunità che condividerà con tutti “le fatiche e le speranze” e ha promesso di attuare il mandato che ha sentito di ricevere andando a pregare presso la Santa Casa di Loreto: quello di vivere la parrocchia come una casa, “una casa aperta al mondo e agli ultimi”, prendendosi cura soprattutto “di chi non ce la fa più”, “una casa abitata dal Signore, guidata da Lui e soprattutto inviata ad essere missionaria”.
Il nuovo parroco infine ha concluso:
“Grazie per il vostro abbraccio, non solo fisico, ma declinato in tantissimi gesti ed attenzioni che avete compiuto negli ultimi giorni. Grazie e ben trovati a casa!“.
(Il video integrale del saluto di don Roberto alla comunità è all’inizio dell’articolo).
Dopo la Messa, i fedeli e i sacerdoti si sono recati nel vicino oratorio per un piacevole momento di convivialità. Il gustoso e luculliano aperitivo è stata l’occasione, per don Roberto, di ritrovare vecchi amici, conoscere nuovi parrocchiani e di condividere con loro una parola e un sorriso.












































































































