- L'Ancora - https://www.ancoraonline.it -

ITIS Fermi di Ascoli, gli studenti protestano: La scuola non può essere un cantiere infinito. Presidente Salvi: Hanno ragione

ASCOLI PICENO – Un sabato mattina diverso dal solito per gli studenti dell’ITIS E. Fermi di Ascoli Piceno, che il 10 ottobre si sono ritrovati davanti ai cancelli dell’istituto per manifestare il proprio disagio. Non per chiedere il blocco dei lavori di ristrutturazione, ma per sollecitare una loro gestione compatibile con lo svolgimento delle lezioni. La protesta, promossa con lo slogan «La nostra scuola non è un cantiere», ha acceso i riflettori su una situazione che si protrae, da come loro stessi riferito, ormai da circa tre anni e che continua a condizionare la vita scolastica, senza che sia stata ancora individuata una soluzione concreta per gli studenti.

I problemi sollevati dai ragazzi riguardano diversi aspetti della quotidianità scolastica: dalle lavorazioni rumorose e polverose durante le lezioni all’inaccessibilità di alcuni laboratori, con le conseguenti ricadute sulla didattica, fino alle difficoltà logistiche e alle barriere di legno e ai teli di plastica che circondano l’edificio.

Per approfondire le ragioni della mobilitazione e capire quali saranno le prossime iniziative per ottenere una scuola sicura, vivibile e funzionale, abbiamo intervistato il rappresentante d’istituto, Giuseppe Di Buò.

Quali sono state le motivazioni principali che vi hanno spinto a organizzare lo sciopero e a scendere in piazza?

La decisione di organizzare questa protesta nasce dall’esigenza di dare voce agli studenti che da anni vivono quotidianamente i disagi legati al cantiere. Non siamo scesi in piazza per chiedere di bloccare i lavori, perché comprendiamo l’importanza della riqualificazione sismica della scuola, ma per chiedere che vengano organizzati in modo compatibile con le attività didattiche.

Un aspetto che ci ha spinto ad approfondire la questione riguarda le proroghe dei termini di ultimazione dei lavori. La scadenza iniziale che abbiamo individuato è fissata al 25 maggio 2025. Successivamente, abbiamo individuato i seguenti provvedimenti della Provincia di Ascoli Piceno:

Da quest’ultima data, non siamo riusciti a individuare ulteriori termini di conclusione dei lavori.

Stiamo raccogliendo la documentazione pubblicata all’Albo pretorio per ricostruire con precisione tutti i rinvii e verificare le nuove scadenze fissate. Riteniamo legittimo chiedere trasparenza sui tempi di conclusione di un intervento che condiziona da anni la vita scolastica.

Qual è stata la partecipazione degli studenti e come giudicate l’esito della manifestazione?

Devo essere sincero: l’adesione degli studenti è stata piuttosto limitata rispetto alle nostre aspettative. Nonostante questo, ritengo che chi ha partecipato, mettendoci la faccia e rivendicando i propri diritti di studente, abbia fatto la scelta giusta. Manifestare significava dimostrare che non siamo disposti a considerare questi disagi una normalità.

A pochi giorni dalla protesta sembrano essersi già registrati alcuni cambiamenti: i rumori appaiono meno intensi, i lavori probabilmente proseguono anche la domenica e sono state riparate diverse finestre danneggiate. È ancora presto per parlare di risultati definitivi, ma si tratta di segnali che seguiremo con attenzione.

Dopo tre anni di lavori, quali sono i disagi più pesanti che continuate a vivere quotidianamente a scuola?

I problemi principali sono il rumore e la polvere durante le lezioni, la presenza di teli e barriere che limitano gli spazi utilizzabili, l’impossibilità di accedere regolarmente ad alcuni laboratori e le difficoltà provocate dalla chiusura di alcuni ingressi. In certi casi, gli studenti devono percorrere tragitti più lunghi per raggiungere gli autobus, rischiando di perdere le coincidenze o di arrivare in ritardo alle lezioni.

Tutto questo incide sul normale svolgimento delle attività didattiche. C’è inoltre la questione della pulizia degli ambienti e della tutela degli studenti che soffrono di allergie o sono particolarmente sensibili alla polvere. Non chiediamo che i lavori vengano fermati, ma che il diritto allo studio sia tutelato mentre proseguono.

Quali risposte concrete vi aspettate dalla Provincia di Ascoli Piceno e quali saranno le vostre prossime iniziative se la situazione non dovesse migliorare?

Ci aspettiamo che i primi cambiamenti si traducano in miglioramenti stabili. Chiediamo una migliore organizzazione degli orari delle lavorazioni più rumorose e polverose, una netta separazione tra il cantiere e gli spazi destinati alla didattica, ambienti puliti prima dell’ingresso degli studenti e una maggiore disponibilità dei laboratori e degli ingressi.

Chiediamo inoltre trasparenza sulle proroghe e sul cronoprogramma. La scadenza del 25 maggio 2025 rappresenta il punto di partenza della nostra ricostruzione documentale. Vogliamo verificare quali ulteriori scadenze siano state stabilite e conoscere la data attualmente prevista per la conclusione dei lavori.

Venerdì avrò il piacere di incontrare nuovamente il presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Fabio Salvi, per un sopralluogo durante il quale potremo verificare direttamente la situazione e confrontarci sui problemi ancora presenti.

Vedremo come evolverà la situazione: siamo disponibili al dialogo e riconosciamo gli eventuali miglioramenti, ma continueremo a seguire con attenzione ciò che accade. Se i cambiamenti non saranno sufficienti, continueremo a far sentire la voce degli studenti attraverso gli strumenti di rappresentanza e iniziative pacifiche, affinché le richieste avanzate non rimangano soltanto parole.

Le parole del presidente della Provincia

Per avere una migliore «visione d’insieme», abbiamo voluto intervistare anche il presidente Salvi, che si è dimostrato molto disponibile al confronto con i ragazzi. Ha inoltre sottolineato che restano alcune situazioni da risolvere e che, per questo motivo, sono stati programmati ulteriori incontri con gli studenti per oggi e per lunedì 19 ottobre.

Quali sono state le richieste degli studenti? Come le ha trovate?

«Ho trovato le richieste logiche e motivate. Gli studenti hanno avuto un approccio collaborativo e maturo. Purtroppo, i cantieri provocano sempre disagi, in qualsiasi situazione: basti pensare a quando si fanno lavori in casa. Inoltre, non c’erano possibilità di trasferire tutti quegli studenti in altri edifici. È vero, però, che possiamo chiedere misure e accorgimenti per migliorare la situazione, ed è proprio quello che abbiamo fatto di comune accordo con i ragazzi. Ci tengo a precisare che ho apprezzato molto il confronto con loro: mi sono sembrati propositivi e maturi e mi hanno aiutato nello svolgimento del mio compito».

Venerdì ci sarà un confronto con il rappresentante d’istituto dell’ITIS E. Fermi. Quali sono le sue aspettative in merito a questo incontro?

«Mercoledì ho incontrato il rappresentante d’istituto, che mi ha riferito che quasi tutte le richieste sono state soddisfatte e gli impegni assunti dalla ditta sono stati rispettati. Inoltre, mi ha chiesto di adottare altri piccoli accorgimenti e sono già in contatto con la ditta per valutarli».

Quali sono i tempi reali di consegna?

«Sicuramente, entro la fine dell’anno il cantiere sarà sgomberato e le attività scolastiche potranno riprendere nel nuovo anno senza la presenza di operai e attrezzature e senza i disagi legati ai lavori».

Sarebbe possibile programmare i lavori degli operai al di fuori dell’orario scolastico?

«I lavori più invasivi sono già stati spostati nella fascia oraria dalle 13 alle 21. Avevamo provato anche a introdurre un turno dalle 4 del mattino, ma sono arrivate proteste e diffide da parte degli abitanti del quartiere. Pertanto, l’unica fascia oraria possibile è quella pomeridiana».

Il presidente Salvi ha concluso l’intervista ribadendo che «ci sono stati alcuni cambiamenti, ma continua l’attenzione per sistemare al meglio tutto».