SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo quarant’anni, il Gabbiano Jonathan di Mario Lupo continua a essere uno dei simboli più riconoscibili di San Benedetto del Tronto e della sua identità marinara. Per celebrare l’anniversario dell’inaugurazione del monumento, avvenuta nel 1986, il Circolo dei Sambenedettesi e Maristella Lupo, con il patrocinio del Comune, promuovono due giornate di iniziative dedicate all’opera e al suo significato artistico e culturale.
Il monumento, ispirato al protagonista del celebre romanzo di Richard Bach, Il gabbiano Jonathan Livingston, era stato commissionato a Mario Lupo dal Circolo dei Sambenedettesi già nel 1978. L’intuizione dell’artista di racchiudere in una circonferenza il rapporto tra Jonathan e i suoi simili ha dato vita a un’opera capace di andare oltre la dimensione figurativa, diventando nel tempo un simbolo della città.
Nel Gabbiano si intrecciano la solitudine e l’audacia della gente di mare, il desiderio di libertà e la ricerca individuale di un equilibrio tra appartenenza alla comunità e affermazione della propria identità. Temi particolarmente significativi nel clima dei conflitti sociali tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, ma ancora oggi attuali. Il monumento è diventato una tappa irrinunciabile della passeggiata al Molo Sud e rappresenta uno dei punti di riferimento dell’arte contemporanea a San Benedetto del Tronto.
Le celebrazioni prenderanno il via sabato 17 ottobre, alle 9.45, all’Auditorium comunale, con la presentazione del lavoro realizzato da due classi del liceo scientifico. Attraverso l’intelligenza artificiale e la propria creatività, gli studenti hanno approfondito le opere di Mario Lupo e quelle del MAM, il museo all’aperto sul mare, elaborando nuove proposte per possibili monumenti da realizzare nella città contemporanea.
Dopo la proiezione del documentario di Giacomo Cagnetti e Rovero Impiglia, Mario Lupo – La mia vita per l’arte, saranno presentate le idee e i progetti elaborati dagli studenti, in un omaggio al Maestro e alla sua eredità artistica. Seguiranno la premiazione dei partecipanti e la consegna degli attestati a cura del Circolo dei Sambenedettesi.
Nel pomeriggio di sabato, alle 17.30, sempre all’Auditorium comunale, si terrà un secondo appuntamento dedicato alla memoria della realizzazione del monumento e alla sua inaugurazione. Dopo i saluti delle autorità e l’intervento di Maristella Lupo, una selezione di immagini tratte dal documentario Mario Lupo – La mia vita per l’arte ripercorrerà la giornata del 25 maggio 1986, quando la città partecipò a un momento di straordinaria mobilitazione collettiva a favore dell’arte e della cultura. Un percorso che aveva preso forma anche grazie alla raccolta di fondi necessari per realizzare l’opera, concepita come un patrimonio condiviso da tutta la comunità.
Seguiranno gli interventi di quanti contribuirono alla realizzazione del monumento e parteciparono alla giornata inaugurale, ciascuno con il proprio ruolo. Nel corso del pomeriggio sono previsti anche ringraziamenti e momenti a sorpresa. A condurre l’incontro sarà il professor Giancarlo Brandimarti.
Le iniziative proseguiranno domenica 18 ottobre, dalle ore 10, al Molo Sud, nello spazio antistante il monumento. Dopo i saluti delle autorità, il programma prevede l’esibizione dei ballerini della scuola di danza DanzaSia con Ali di luce. Il volo di Jonathan, seguita dalle letture affidate a Piergiorgio Cinì e Giancarlo Brandimarti. Interverranno inoltre il presidente del Circolo dei Sambenedettesi, Gino Troli, e Maristella Lupo. La cerimonia si concluderà con l’inaugurazione di una targa commemorativa e con il saluto della comunità portuale e della marineria sambenedettese.
Il Circolo dei Sambenedettesi conserva un legame profondo con quello che considera uno dei momenti più significativi della propria storia e della vita culturale cittadina. L’anniversario vuole essere non soltanto un’occasione per ricordare il percorso che portò alla realizzazione del monumento, ma anche uno stimolo a proseguire sulla strada intrapresa nel 1986: quella di una città capace di riconoscere nell’arte un elemento fondamentale della propria identità.
Il Gabbiano Jonathan, con il suo richiamo al volo, alla libertà e alla ricerca di nuovi orizzonti, continua così a indicare una direzione: custodire la memoria, valorizzare il patrimonio artistico e mantenere viva la vocazione culturale di San Benedetto del Tronto, nel segno dell’intuizione di Mario Lupo, che scelse la città come propria patria per il resto della vita.
