ASCOLI PICENO – Una riflessione profonda sul significato dell’accoglienza familiare, dell’affido e dell’adozione ha animato l’incontro dedicato alla presentazione del libro “Il miracolo dell’ospitalità”, di don Luigi Giussani. L’appuntamento, che si è svolto Sabato 10 Ottobre 2026, alle ore 18:00, presso la chiesa di San Vittore ad Ascoli Piceno, è stato promosso nell’ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario di Comunione e Liberazione di Ascoli e per il 40° anniversario del Centro Culturale “Clemente Rebora”.
Il volume presentato raccoglie dialoghi, testimonianze e riflessioni maturati negli anni dagli incontri di don Luigi Giussani con le famiglie dell’associazione “Famiglie per l’Accoglienza”, una rete di famiglie si sostengono reciprocamente nel percorso dell’accoglienza familiare e che intendono proporla come un bene per la persona e per l’intera comunità.
A dialogare sui temi del libro sono stati Luca Sommacal, presidente nazionale di “Famiglie per l’Accoglienza“, Guido Castelli, non nel ruolo istituzionale di commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma 2016, bensì nella veste più intima di padre adottivo ed affidatario, e Savino Romani, psicologo e psicoterapeuta. . A moderare l’incontro sarà Roberto De Angelis, rappresentante della sede secondaria Marche dell’associazione “Famiglie per l’Accoglienza”.
L’introduzione dell’incontro è stata affidata ad Emanuele Moroni, responsabile della comunità di Comunione e Liberazione di Ascoli Piceno, mentre a moderare l’incontro è stato Roberto De Angelis, rappresentante della sede secondaria Marche dell’associazione “Famiglie per l’Accoglienza”.
“I primi ad essere accolti siamo noi”: le parole di Luca Sommacal
Ad aprire il confronto è stato Luca Sommacal, che ha proposto una lettura del libro a partire dalla parola contenuta nel titolo: “miracolo”. Per il presidente nazionale di “Famiglie per l’Accoglienza”, l’ospitalità diventa un miracolo quando rende visibile l’azione di Dio nella vita quotidiana, trasformando gesti ordinari in occasioni di crescita umana e spirituale.
“Nell’esperienza di accoglienza, i primi a ricevere un bene siamo noi, perché, aprendo le porte della nostra casa, apriamo le porte a un ignoto che entra nella nostra vita e la cambia. Per questo ogni esperienza di accoglienza vive sempre una profonda reciprocità“, ha affermato Sommacal.
Il relatore ha poi evidenziato tre aspetti fondamentali dell’accoglienza descritti da don Giussani: la condiscendenza, cioè la capacità di raggiungere l’altro nel punto in cui si trova; l’“amore al dolore”, che nasce dall’impotenza di fronte alle ferite dell’altro; il perdono della diversità, inteso come abbraccio autentico della persona così com’è. “Accogliere è perdonare; è affermare, sotto tutto ciò che appare, ciò che di vero, di buono e di bello esiste nell’altro”, ha ricordato.
“Un legame che vive nella gratuità e nell’incertezza”: la testimonianza di Guido Castelli
Particolarmente intensa anche la testimonianza dell’On. Guido Castelli, che ha raccontato il percorso che lo ha portato, insieme alla moglie, prima all’affido e poi all’adozione di un ragazzo conosciuto attraverso una comunità per minori. Un’esperienza nata senza progetti prestabiliti, ma maturata nel tempo attraverso incontri e circostanze inattese.
“A un certo punto ci siamo resi conto che non potevamo tirarci indietro. Era una situazione che non potevamo non vivere. Fare spazio nella propria vita a un altro è il cuore dell’accoglienza: bisogna trovare spazio e bisogna fare spazio“, ha spiegato Castelli.
Riflettendo sull’affido, ha inoltre sottolineato la particolarità di un legame che vive nella gratuità e nell’incertezza: “Il genitore affidatario sa che quel rapporto potrebbe non durare per sempre. È un amore totale che accetta la possibilità della separazione e, proprio per questo, chiede un sostegno costante”.
“Il miracolo è ciò che accade a chi accoglie”: la riflessione di Savino Romani
Lo psicologo e psicoterapeuta Savino Romani ha invece proposto una riflessione sul significato educativo dell’accoglienza, invitando a superare la tentazione di considerarla un gesto eroico o straordinario.
“Il miracolo non sta semplicemente nel fatto che esistano persone capaci di accogliere. Il miracolo è ciò che accade a chi accoglie. Non è solo l’altro a cambiare: cambia anche chi apre la propria vita a qualcuno“, ha osservato.
Romani ha poi richiamato il rischio di identificare i minori accolti con le loro difficoltà: “Accogliere non significa vedere un problema da risolvere. Quel ragazzo è molto di più della sua storia, delle sue ferite e persino del progetto che abbiamo immaginato per lui”.
Il confronto con il pubblico e l’invito ad avvicinarsi all’esperienza dell’accoglienza
L’incontro si è concluso in un clima di grande partecipazione ed attenzione, con numerosi spunti di riflessione emersi anche dal dialogo tra il pubblico presente e i relatori. Le testimonianze personali, unite alle riflessioni maturate a partire dalle pagine del libro, hanno contribuito ad alimentare un confronto sincero sul valore dell’affido, dell’adozione e dell’accoglienza come risposta ai bisogni della persona e della società.
Come ricordato anche nel corso dell’appuntamento dal moderatore Roberto De Angelis, il libro “Il miracolo dell’ospitalità“ rappresenta ancora oggi un riferimento prezioso per le famiglie, perché aiuta a comprendere l’origine e il significato profondo dell’accoglienza vissuta come esperienza concreta e quotidiana.
Nata a Milano nel 1982, l’associazione “Famiglie per l’Accoglienza” conta oggi circa 2.800 soci in Italia e numerose realtà presenti anche all’estero; nelle Marche sono circa 150 le famiglie coinvolte. L’associazione promuove durante l’anno incontri, testimonianze ed occasioni di confronto per sostenere le famiglie nelle sfide dell’accoglienza e per diffondere una cultura della solidarietà e della condivisione. Chi desidera ricevere informazioni sull’affido familiare, sull’adozione o semplicemente approfondire questa esperienza, può mettersi in contatto con l’associazione e partecipare alle iniziative promosse sul territorio, trovando una rete di persone pronta ad accompagnare e sostenere ogni percorso di accoglienza.
Questi i contatti:
- tel.: 393 4688129;
- mail: segreteria.marche@famiglieperaccoglienza.it.


















