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FOTO Don Gian Luca Rosati: “Don Pio ti contagiava con l’urgenza della carità!”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è svolta nel pomeriggio di ieri, Lunedì 12 Ottobre 2026, dalle ore 15:00 alle ore 18:00, presso i locali della parrocchia Cristo Re, a Porto d’Ascoli, la cerimonia di intitolazione del salone parrocchiale a don Pio Costanzo, avvenuta in occasione dell’avvio del nuovo anno di attività del Centro Diurno Pomeridiano curato dal Gruppo Caritativo Interparrocchiale di Porto d’Ascoli, che riunisce le parrocchie di Cristo Re, Sacra Famiglia, Santissima Annunziata e San Giacomo della Marca.

All’incontro hanno preso parte numerosi volontari, amici e membri della comunità, insieme ai sacerdoti delle parrocchie del territorio: don Gian Luca Rosati, don Joseph Bahane Rukulamyamp, don Luis Reynaldo Sandoval Vegas. Insieme a loro anche don Giorgio Del Vecchio, responsabile della Commissione Pastorale delle Persone in condizioni di Disabilità e Neurodiversità, e don Nicola Spinozzi, amico di alcuni volontari.

Presenti anche Simona Alfonsi, assessora ai Servizi Sociali del Comune di San Benedetto del Tronto, Francesco Massari e Domenico Travaglini, rispettivamente attuale presidente ed ex presidente del Gruppo Caritativo.

Don Pio Costanzo, un faro per l’intera comunità di Porto d’Ascoli

L’iniziativa ha rappresentato non soltanto un momento inaugurale, ma anche un’occasione di memoria condivisa dedicata alla figura di don Pio Costanzo, storico parroco di Cristo Re, il cui esempio continua ad essere un punto di riferimento per l’intera comunità.

Ad aprire l’incontro è stato l’attuale presidente del Gruppo Caritativo Interparrocchiale, Francesco Massari, che ha illustrato i programmi ed i progetti previsti per il nuovo anno, sottolineando i miglioramenti che interesseranno le attività del gruppo. Successivamente è stata ufficialmente inaugurata la sala intitolata a don Pio Costanzo, definito come “autentico testimone di quella cultura della carità che ancora oggi anima il servizio dei volontari“.

Nel corso della cerimonia, è intervenuto anche l’ex presidente Domenico Travaglini, il quale ha racconto alcuni ricordi personali legati al presbitero e alla nascita del percorso caritativo condiviso tra le quattro parrocchie di Porto d’Ascoli, “una felice intuizione che ha aperto il gruppo a quella dimensione interparrocchiale che oggi lo contraddistingue”.

A seguire, Carlo Galieni, un amico del Gruppo che non è vedente, ha raccontato un episodio divertente legato ad viaggio a Roma organizzato da don Pio per andare a vedere papa Francesco e ha ricordato come il presbitero scomparso ripetesse spesso nelle sue omelie questo racconto.

L’urgenza della carità e delle opere buone: le parole di don Gian Luca Rosati

La parola è stata poi data ai preti presenti per un saluto. A don Gian Luca Rosati, in particolare, è stato affidato il ricordo di don Pio, di cui l presbitero ha evidenziato l’eredità spirituale e pastorale:

“È una grande gioia per tutti noi essere qui a ricordare un parroco, un uomo, un amico che ci ha voluto bene, che ha fatto tantissimo nel tempo della sua vita terrena ed è stato anche di ispirazione per tanti, soprattutto nell’ambito della carità e del farsi prossimo“.

Ha poi proseguito il parroco: “Oggi pomeriggio il Gruppo Caritativo delle quattro parrocchie di Porto d’Ascoli riprende le sue attività settimanali – dopo la pausa estiva – e, per la prima volta, a iniziare l’anno non c’è don Pio, che è morto ad Aprile. A tutti, allora, è sembrato bello ricordarlo durante la preghiera iniziale e dedicargli la sala parrocchiale, che lo ha visto presente e attivo fino al momento in cui, a causa della malattia, s’era dovuto ritirare in casa per curarsi e poi tornare, perché l’obiettivo di don Pio è sempre stato quello di vivere e vivere fino alla fine! E anche negli ultimi giorni continuava a chiedere: «Che si fa in parrocchia?». E gli si illuminava il volto, quando sentiva di tutto il bene che si faceva!“.

Ha quindi aggiunto:

“È stato bello, poco fa, ascoltare nel ricordo di Francesco, Domenico e Carlo, il racconto di alcuni episodi vissuti con don Pio. Indubbiamente sono tante le opere realizzate da don Pio, ma sono convinto che ancora di più sono le buone azioni che ha ispirato alle persone che lo hanno incontrato o che hanno sentito parlare di lui, buone azioni che continuano anche dopo la sua morte.
Don Pio aveva la capacità di metterti in moto, di coinvolgerti, di contagiarti con l’urgenza della carità e delle opere buone!
Quello di oggi pomeriggio è un piccolo segno di gratitudine da parte nostra, da parte delle nostre Parrocchie: ci sono qui don Luis, parroco della parrocchia Sacra Famiglia, don Joseph, nostro collaboratore parrocchiale – don Marco e don Alfredo purtroppo non possono essere qui con noi oggi, ma sono presenti spiritualmente – e sono con noi anche don Nicola e don Giorgio, che ha conosciuto il nostro Gruppo Caritativo Interparrocchiale in occasione di una festa diocesana che si è svolta qualche mese fa nella Parrocchia San Giacomo della Marca. La bella collaborazione che vede impegnate le nostre Parrocchie è il segno di una fraternità che si diffonde in modo semplice, condividendo la preghiera, le feste, gli incontri, i pellegrinaggi, la vita.
Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che sono qui oggi, tutti i volontari che hanno preparato questo momento di festa, tutti i benefattori che negli anni hanno sostenuto le attività della Casa di Accoglienza e del Gruppo Caritativo e le infinite attività caritative promosse da don Pio.
Possiamo essere certi che il nostro caro don Pio oggi gioisce con noi e continua a ispirarci e ad accompagnarci sulla via della carità!“.

Una comunità fondata sulla solidarietà e sulla condivisione

Il momento centrale dell’iniziativa è stato la benedizione del quadro commemorativo e delle testimonianze dedicate al sacerdote, prima del tradizionale momento conviviale che ha concluso il pomeriggio.

La scelta di dedicare uno spazio così importante a don Pio Costanzo nasce dalla volontà di custodire e tramandare la memoria di un sacerdote che per decenni ha segnato la vita religiosa e sociale di Porto d’Ascoli. La sua presenza costante accanto ai più fragili, la vicinanza alle famiglie, l’attenzione verso gli ammalati e il sostegno alle opere caritative hanno contribuito a costruire una comunità fondata sulla solidarietà e sulla condivisione. Proprio il gruppo caritativo, che continua oggi la propria missione mettendo in rete le quattro parrocchie cittadine, rappresenta una delle eredità più significative del suo lungo ministero.

L’intitolazione della sala non è stata dunque soltanto un gesto simbolico, ma un impegno concreto a proseguire il cammino indicato da don Pio Costanzo. Attraverso il servizio quotidiano dei volontari e la collaborazione tra le parrocchie, il suo esempio continuerà a vivere nelle iniziative di carità, nell’accoglienza e nell’attenzione verso chi si trova in difficoltà, affinché il ricordo di don Pio resti una presenza viva e operante nel cuore della comunità di Porto d’Ascoli.