MONSAMPOLO DEL TRONTO – A un anno dalla morte di don Bernardo Domizi, la comunità di Stella di Monsampolo si raccoglie con profondo affetto e riconoscenza nel ricordo del sacerdote che per tanti anni ha accompagnato il cammino di fede di intere generazioni.
In occasione del primo anniversario della sua morte, domenica 11 ottobre, alle ore 11.15, sarà celebrata una solenne Messa in suffragio nella chiesa di Maria Santissima Madre della Chiesa. Sarà un momento di preghiera e di comunione, nel quale la comunità parrocchiale e tutta la cittadinanza sono invitate a ritrovarsi per fare memoria di don Bernardo e affidarlo ancora una volta alla misericordia del Signore.
Al termine della celebrazione, si svolgerà l’intitolazione ufficiale dell’Oratorio parrocchiale a don Bernardo Domizi.
Proprio l’Oratorio fu una realtà fortemente voluta dal sacerdote, che vi dedicò tempo, energie e passione, desiderando farne un luogo di incontro, di crescita e di aggregazione per bambini, giovani e famiglie.
L’intitolazione rappresenta così non soltanto un omaggio alla memoria di don Bernardo, ma anche il desiderio di custodire e trasmettere alle nuove generazioni il frutto del suo ministero e della sua testimonianza.
Nato il 10 gennaio 1939, don Bernardo Domizi era stato ordinato sacerdote il 26 febbraio 1963. Nel corso del suo lungo ministero pastorale ha accompagnato generazioni di fedeli, amministrando i Sacramenti e condividendo con la comunità i momenti più importanti della vita cristiana. Tre anni fa aveva celebrato il 60° anniversario della sua ordinazione presbiterale, una ricorrenza che aveva rappresentato un ulteriore momento di gratitudine per il lungo servizio svolto nella Chiesa.
Don Bernardo era inoltre parroco emerito della parrocchia Maria Santissima Madre della Chiesa di Stella di Monsampolo e membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione dell’Opera Pia “G. Bergalucci” di Offida.
A un anno dalla sua morte, la comunità di Stella di Monsampolo torna dunque a riunirsi attorno alla sua memoria, nella preghiera e nella gratitudine. L’intitolazione dell’Oratorio vuole essere un segno concreto di questo legame: una memoria non rivolta soltanto al passato, ma capace di continuare a parlare al presente e, soprattutto, alle generazioni che verranno.
