ASCOLI PICENO – Un viaggio attraverso secoli di storia, arte e memoria cittadina. Ieri, Mercoledì 7 Ottobre 2026, il sindaco Marco Fioravanti, affiancato dal prof. Stefano Papetti, ha accolto i rappresentanti della stampa per presentare il risultato del grande intervento di recupero della Dimora Saladini – Pilastri, uno dei progetti più ambiziosi mai realizzati dal Comune di Ascoli Piceno. Oggi pomeriggio, alle ore 16:00, il Complesso sarà ufficialmente inaugurato alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attesa in città per il taglio del nastro di un’opera che segna una nuova fase per il centro storico ascolano.
Fin dal primo ingresso appare evidente la portata dell’intervento. Si tratta di un recupero dal valore complessivo di circa 39 milioni di euro, finanziato attraverso i fondi PNRR, che ha restituito alla città quasi 9.000 metri quadrati di spazi pubblici e un parco storico di circa un ettaro. Il cantiere ha coinvolto oltre 200 lavoratori e numerose imprese del territorio, trasformando un luogo rimasto per decenni inaccessibile in un patrimonio finalmente aperto alla comunità.
Sindaco Fioravanti: “La più grande opera di tutta la storia del Comune di Ascoli Piceno”
“È la più grande opera di tutta la storia del Comune di Ascoli Piceno”, ha affermato il sindaco Marco Fioravanti, sottolineando come il progetto abbia perseguito un duplice obiettivo: “conservare la memoria storica di questo posto” e allo stesso tempo promuovere sviluppo economico, turismo ed inclusione sociale.
All’interno del complesso troveranno infatti spazio una chiesa barocca, un hotel a quattro stelle con 26 camere, un ristorante etico e un albergo etico, gestiti con il coinvolgimento lavorativo di persone con disabilità, oltre a uffici comunali, un polo sanitario solidale, spazi per le associazioni del terzo settore e il quartier generale del welfare urbano. Il progetto prevede inoltre 138 alloggi a canone calmierato, destinati a chi sceglierà di trasferire la propria residenza ad Ascoli.
Un ulteriore elemento simbolico sarà l’intitolazione del parco monumentale a Papa Niccolò IV, unico pontefice originario di Ascoli Piceno e primo papa francescano della storia. Una scelta che, nelle parole del sindaco, possiede un forte valore identitario, spirituale e culturale per la città.
La chiesa di Sant’Egidio: cinquecento anni di storia restituiti alla città
Tra gli ambienti più suggestivi del complesso spicca la chiesa di Sant’Egidio, illustrata alla stampa dal prof. Stefano Papetti. L’edificio conserva tracce della sua origine medievale, con affreschi duecenteschi riaffiorati durante i restauri, ma presenta anche una straordinaria veste barocca realizzata tra Seicento e Settecento.
“Insieme a quella del Carmine, è l’unica chiesa integralmente barocca di Ascoli” – ha spiegato Papetti, ricordando il contributo di Ludovico Trasi, autore delle tele del soffitto, e dello scultore ascolano Lazzaro Giosafatti, cui si deve il monumentale altare maggiore.
Il recupero ha consentito di riportare alla luce diverse stratificazioni storiche: dal monastero medievale alle trasformazioni rinascimentali e barocche, fino agli interventi ottocenteschi. “Si sovrappongono fasi storiche che dal 1200 arrivano fino al 1800”, ha sottolineato lo storico dell’arte, definendo il restauro “assolutamente straordinario”.
Le camere storiche e l’albergo etico
La parte residenziale del palazzo ospiterà il nuovo albergo, ricavato nelle stanze storicamente abitate dalla famiglia Saladini – Pilastri. Gli ambienti conservano decorazioni ottocentesche, porte originali e affacci sul giardino interno.
Secondo Papetti, il futuro hotel rappresenterà un’esperienza unica per i visitatori: “Non ha il profilo degli alberghi anonimi che a volte, purtroppo, vediamo purtroppo in Italia, ma ha la possibilità di trasmettere a chi sceglie di venire qui l’antichità e la portata culturale di una città”.
A rendere ancora più innovativo il progetto sarà la gestione etica della struttura e del ristorante, affidata anche a persone con disabilità, un modello che il sindaco Fioravanti considera uno degli aspetti più qualificanti dell’intervento.
Gli spazi culturali e l’opera di Omar Galliani
Il complesso non guarda soltanto al passato. Accanto agli affreschi storici, trova posto anche l’arte contemporanea, grazie alla collaborazione con il Maestro Omar Galliani, autore del grande trittico dedicato alla Sibilla, realizzato appositamente per il palazzo.
“Si parte dal 1200 con i frammenti di affreschi del monastero delle Benedettine e si arriva al contemporaneo” – ha osservato Papetti -. “Poche città possono offrire uno spaccato di storia dell’arte come Ascoli”.
Il complesso ospiterà inoltre la fondazione dell’artista e una serie di spazi espositivi destinati ad accogliere le sue opere e le attività culturali future.
Il prof. Papetti ha specificato come Galliani sia uno dei pochi artisti che ancora usa tecniche classiche di preparazione delle opere: i suoi bozzetti preparatori in seguito saranno esposti nelle sale del ristorante, così da poter essere fruibili da tutti gli ospiti.
La Casa del Caffè: il salotto verde affacciato sul Tronto
Uno degli angoli più affascinanti del giardino è la storica Casa del Caffè, recuperata insieme agli altri elementi monumentali del parco.
Papetti ha ricordato come questo fosse il luogo in cui la famiglia si ritrovava durante la bella stagione: “Qui venivano d’estate per prendere il caffè, perché il suo balcone si affaccia sul fiume e da qui si può ascoltare il rumore dell’acqua”.
Anche questo edificio è stato oggetto di un accurato restauro conservativo, che ha riportato alla luce dettagli decorativi e testimonianze della vita quotidiana della storica famiglia proprietaria.
Il lavatoio storico e il sistema delle acque
Tra le scoperte più interessanti emerse durante i lavori vi è il recupero dell’antico sistema idraulico che alimentava il complesso.
“Siamo in una zona ricchissima di acque – ha raccontato Papetti -. Durante il restauro è stato rinvenuto e riattivato il sistema di canalizzazioni che alimenta fontane e vasche con acqua sorgiva. Sotto il giardino, inoltre, sono stati recuperati i grandi lavatoi in travertino utilizzati dapprima dalle monache e successivamente dalla famiglia Saladini – Pilastri”.
Un intervento che restituisce non soltanto un elemento architettonico, ma anche una preziosa testimonianza della storia produttiva e quotidiana del luogo.
Il parco monumentale dedicato a Niccolò IV
L’ampio giardino all’italiana costituisce probabilmente il cuore verde dell’intero progetto. Recuperati i percorsi originari, le fontane, le edicole, gli agrumi e numerose sistemazioni paesaggistiche, il parco tornerà a vivere come luogo di incontro, relax ed eventi culturali.
“È un luogo magico, dove gli Ascolani potranno apprezzare il silenzio, leggere un libro, ascoltare la musica e rigenerarsi in pieno centro storico” – ha dichiarato il sindaco Fioravanti.
Il giardino sarà dedicato a Papa Niccolò IV, figura profondamente legata alla storia cittadina: al secolo Girolamo Masci, nacque a Lisciano il 30 Settembre del 1227, entrò da giovane tra i Frati Minori, fu prima Ministro Provinciale in Dalmazia, poi Ministro Generale dell’Ordine ed infine Cardinale, prima di essere eletto al Soglio Pontificio a Febbraio del 1288, dove vi rimase fino alla sua morte, avvenuta il 4 Aprile del 1292.
Un’opera che guarda al futuro
L’inaugurazione odierna, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rappresenta il riconoscimento istituzionale di un intervento che va ben oltre il semplice restauro architettonico.
La Dimora Saladini – Pilastri torna infatti ad essere un luogo vivo: custode di opere d’arte, memoria storica e bellezza paesaggistica, ma soprattutto spazio dedicato alle persone, all’inclusione e alla crescita della comunità.
Un progetto che intreccia cultura, welfare, turismo e sviluppo economico, restituendo agli Ascolani non solamente un monumento, ma una nuova idea di città.
























































