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Commissione europea: nuova strategia per l’allargamento dell’Ue

(Foto Parlamento europeo)

Preparare l’Unione europea ad accogliere nuovi membri, favorire l’integrazione dei candidati e rafforzare il rispetto dei valori comuni: sono i tre pilastri della strategia presentata oggi dalla Commissione europea. “L’allargamento è un imperativo geopolitico”, afferma la presidente Ursula von der Leyen, sottolineando l’obiettivo di “garantire che un’Unione più ampia sia anche più forte”. Bruxelles propone di decidere a maggioranza qualificata l’apertura dei gruppi di capitoli negoziali e altre tappe intermedie dell’adesione, mantenendo invece l’unanimità sulla conclusione del percorso. I Paesi candidati potrebbero partecipare a programmi, agenzie e parti del mercato unico prima di diventare membri, purché soddisfino i requisiti dei settori interessati e in linea con le politiche strategiche dell’Ue. Nei 15 anni successivi all’adesione, una nuova salvaguardia istituzionale consentirebbe di intervenire contro gravi violazioni dei valori dell’Ue e del principio di leale cooperazione, fino a sospendere il diritto di voto in Consiglio. “Un’Unione allargata è un investimento a lungo termine nella pace, nella sicurezza e nella prosperità, oltre che un’opportunità per rendere l’Europa più forte e accrescerne il peso politico ed economico in un mondo caratterizzato da una feroce competizione geopolitica”, ha dichiarato da Strasburgo la commissaria all’Allargamento, Marta Kos (nella foto). Guardando ai Paesi candidati, il Montenegro punta a chiudere i negoziati entro fine 2026 e a entrare nell’Ue nel 2028, l’Albania mira a completarli entro il 2027 e la Moldova nella prima metà del 2028. Per l’Ucraina, che pure spinge per una scadenza entro i prossimi 12 mesi, non è ancora indicata una data certa. Più indietro Serbia, Bosnia-Erzegovina e Macedonia del Nord, mentre i percorsi di Georgia e Turchia rimangono sospesi.