- L'Ancora - https://www.ancoraonline.it -

FOTO Lacrime, applausi e gratitudine, Grottammare saluta don Roberto Antonio Melone: “Mi raccomando: fate i bravi anche senza di me!”

GROTTAMMARE – “Mi raccomando: fate i bravi anche senza di me!”. Un applauso fragoroso e tanta commozione. A parlare è don Roberto Antonio Melone, che domenica 4 ottobre 2026, alle ore 18, ha lasciato, dopo 9 anni, la sua parrocchia Gran Madre di Dio a Grottammare.

Ci sono sere in cui i campanili non suonano solo le ore, ma sembrano scandire i battiti di una comunità intera.

Quella di stasera, nella chiesa della Gran Madre di Dio a Grottammare, non è stata una domenica come le altre. È il momento del grazie, dei fazzoletti che asciugano le lacrime e dei sorrisi che nascondono la nostalgia.

È il tempo del commiato ufficiale a don Roberto Antonio Melone, la guida spirituale che per nove intensi anni ha camminato fianco a fianco con le famiglie, i giovani e i malati di questo quartiere. “Questo è un momento faticoso e doloroso, ma è come il percorso della vita – ha sottolineato nell’omelia, visibilmente commosso. “Oggi facciamo memoria di San Francesco. Vorrei ricordare il suo Sogno di Spoleto. Francesco sta andando in viaggio verso la Puglia, per unirsi come volontario all’esercito di Gualtiero di Brienne, al fine di diventare cavaliere e trovare gloria e fortuna. Quando è nei pressi di Spoleto, in sogno sente una voce: È più utile servire il padrone o il servo? Il padrone, prontamente risponde. Allora perché servi il servo? ribatte la voce. Da lì ebbe inizio la conversione di Francesco. Scoprire la vera ricchezza della vita: qual è? Dio e il Vangelo, oppure la gloria, la ricchezza, il potere e la fama? La logica del padrone, cioè del Signore, ha una logica inversa: non comanda, non si gloria, ma serve. Il Vangelo di oggi ci parla della vigna e dei contadini-servi assassini. Noi invece siamo invitati a lavorare nella Chiesa-vigna come servi fidati, onesti, in grado di cederla – a tempo debito – a qualcun altro. Noi non siamo padroni di niente”.

Don Melone ha ricordato una Messa del 2019, quando, presente durante la celebrazione un Cardinale, ci fu un black-out in tutta Grottammare. La paura, l’imbarazzo, il disagio provati in quel momento rovesciarono totalmente la situazione: le persone accesero prontamente le lucine che avevano a disposizione e sembrava di celebrare l’Eucaristia nella notte di Natale. Fu bellissimo, memorabile. “Ogni cambiamento fa paura, ma lo sa il Signore cosa è giusto e perciò non resta che affidarsi”.

Arrivato a Grottammare nel lontano ottobre del 2017, don Roberto ha saputo conquistare la fiducia di tutti con la sua presenza discreta, la profondità delle sue parole e un’umanità straordinaria. Non è stato solo il parroco dell’altare, ma il sacerdote delle strade, delle aule scolastiche come insegnante di religione e del conforto nei momenti più bui, grazie al suo delicato incarico di direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute.

Oggi, quella semina d’amore si trasforma in un oceano di gratitudine. La parrocchia si è riempita, unita da un sentimento comune: la tristezza per il distacco, ma anche la gioia profonda per tutto il bene ricevuto. A concelebrare con don Roberto c’erano don Gianni Croci e don Lanfranco Iachetti.

Il decreto del Vescovo Gianpiero Palmieri della Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto ha chiamato don Roberto a un nuovo e importante ministero pastorale: essere parroco in solido della comunità di Martinsicuro. Per lui si aprono le porte delle parrocchie del Sacro Cuore di Gesù e di Madre Teresa di Calcutta. Un trasferimento che ha il sapore del ritorno a casa, nella sua città d’infanzia, dove metterà a disposizione una preziosa esperienza sacerdotale lunga oltre vent’anni.

Se Martinsicuro si prepara a fare festa per riabbracciare un suo figlio, Grottammare stasera vive il momento del distacco con gli occhi lucidi e la trepidazione per l’attesa del nuovo parroco.

Il saluto degli Scout: “Abbiamo superato insieme tanti momenti, come la pandemia e tante altre situazioni, sia belle che complicate. È sempre difficile salutarsi. Abbiamo fatto un percorso insieme. La parrocchia è come una piccola barca che naviga verso il paradiso, con qualche tempesta. Tu sei stato un ottimo capitano dal grande cuore tenero. Alle volte l’equipaggio non sempre obbedisce. Ti chiediamo scusa se ti sei sentito solo. Tu hai creduto in questa piccola ciurma, conducendoci sempre nel porto sicuro, Gesù. Abbiamo imparato tanto da te, ci hai aiutato a crescere e migliorarci. Ci lascerai un dolce ricordo indelebile. È un arrivederci questo, non un addio. Custodiscici nel tuo cuore. Il Signore ti benedica”.

Il dono. La Comunità ha fatto dono a don Roberto di un calice e di una patena e lui ha risposto che non poteva esserci dono migliore, perché a ogni Messa lui ricorderà, a una a una, le persone della comunità Gran Madre di Dio e delle altre comunità che hanno fatto parte del suo sacerdozio.

La liturgia di stasera ha accompagnato ufficialmente il passaggio di consegne. La comunità, pur nel dolore del saluto, si prepara a guardare avanti con speranza e ad accogliere l’11 ottobre il nuovo parroco, don Vincent Ifeme. “Accoglietelo con la stessa gioia di questa sera, come state facendo con me, stategli vicino e aiutatelo, mi raccomando!”

Ma stasera il tempo sembra un po’ fermarsi. Un applauso che non è un addio, ma un eterno “Grazie, don Roberto, sarai sempre parte di noi”.

Il saluto del Sindaco Alessandro Rocchi. Con la fascia tricolore e in prima fila, il Sindaco di Grottammare ha salutato con affetto e commozione don Roberto, ringraziandolo per la sua disponibilità e spirito di collaborazione. Tra l’altro, è stato proprio don Melone a impersonare il papa – su richiesta del Comune – nell’evento pre-Sacra Giubilare: “Lo sbarco di Alessandro III”, promosso dall’amministrazione comunale ai primi di luglio di quest’anno. “Ci mancherai, don Roberto, ma siamo certi che porterai le tue tante doti umane nel tuo nuovo incarico a Martinsicuro e ti formuliamo i nostri più sentiti auguri, da parte mia come sindaco e da parte di tutta la Città di Grottammare. Buon cammino, don Roberto, grazie per tutto!”.

Il ringraziamento di don Melone: “Questo è il tempo dei traslochi, ma anche di arrivederci e partenze. San Francesco parlava di perfetta letizia anche nelle sventure. Abbiamo trascorso un tempo condiviso e un tempo di sfide. Abbiamo attraversato la pandemia. Questa comunità è stata la mia sposa, la mia famiglia. Il cambio di parrocchia può sembrare una sofferenza, ma è segno eloquente della provvisorietà della nostra vita. Alle volte una cosa che sembra brutta poi si rivela bellissima. Il 18 farò l’ingresso a Martinsicuro, vi invito tutti! In questo giorno mi affido alla benedizione di San Francesco e la rivolgo a voi: che il Signore vi dia Pace!”

Un applauso fragoroso e interminabile si è levato in chiesa.

Fuori, i parrocchiani avevano allestito un meraviglioso banchetto, davanti alla scritta a caratteri cubitali: “Non è un addio, ma un arrivederci!”. C’è stata una bella e partecipatissima festa di saluto.

Prossimi appuntamenti da non perdere: alla Gran Madre di Dio, domenica 11 ottobre alle ore 10, verrà il Vescovo Gianpiero per l’ingresso del nuovo parroco don Vincent Chukwumamkpam Ifeme.

A Martinsicuro ci sarà l’insediamento di don Roberto Antonio Melone, domenica 18 ottobre alle ore 11, presso la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù. A presiedere sarà sempre il Vescovo Gianpiero Palmieri.