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Papa Leone: “non è vero che chi non cede è più forte di chi cerca la riconciliazione”

“In questa terra storica della Mosella, che non ha mai smesso di essere un crocevia di popoli e che è stata una frontiera dolorosa in Europa, la promessa di Dio risuona oggi con una forza singolare”.

E’ l’omaggio del Papa nell’omelia della messa presieduta nella cattedrale di Santo Stefano a Metz, alla presenza del presidente Macron e di sua moglie Brigitte. “Non è vero che chi si vendica è più forte di chi perdona”, le parole del Pontefice: “Non è vero che chi non cede è più forte di chi cerca la riconciliazione. Non è vero che chi se ne va sbattendo la porta è più forte di chi affronta lo sforzo di camminare insieme. Metz e la Mosella testimoniano al mondo intero che la riconciliazione è possibile solo quando si ha il coraggio di spezzare la catena del risentimento”. “Ci vogliono forza e grande equilibrio per non lasciarsi sopraffare dal male, soprattutto quando le ferite subite sono profonde”, ha ammesso il Papa: “Ma di fronte all’ingiustizia, l’unica via di salvezza per l’uomo è l’amore. Così, legge, giustizia e pace sono tappe di un cammino di conversione che, da personale, diventa sempre più comunitario, per una civiltà rispettosa dell’uomo e del suo Creatore”. E sono proprio questi, ha sottolineato Leone, “i valori su cui si è costruita, nel corso dei secoli, l’Europa che conosciamo, con il suo patrimonio spirituale e morale, ancor prima che economico e politico”: “Ne sono testimonianza il grande contributo spirituale, culturale, e persino agricolo e artigianale che il monachesimo ha apportato alla storia del Continente, nonché l’opera di santi come il grande Crodegango, instancabile Pastore di questa comunità, che proprio qui, nella Regola dei canonici, ha dato una forma visibile alla comunione ecclesiale”.