SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è tenuta presso l’Auditorium Tebaldini di San Benedetto del Tronto la presentazione del nuovo libro del professor Teodorico Compagnoni, Il mio Francesco. L’incontro, iniziato alle ore 18, ha visto come moderatore il professor Andrea Viozzi, docente di Storia dell’Arte, e ha registrato una significativa partecipazione di pubblico. Una presenza numerosa che testimonia l’interesse suscitato dall’autore e, soprattutto, quanto la figura di san Francesco, a ottocento anni dalla sua morte, abbia ancora molto da dire e da offrire alla riflessione degli uomini e delle donne di oggi.
Tra i presenti anche l’assessore del Comune di San Benedetto del Tronto, Simona Alfonsi, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale. Sono intervenuti quindi il consigliere della Regione Marche Andrea Cardilli e, infine, la presidente dell’UTES, Diana Lanciotti Zoboletti.
Ad aprire l’incontro è stato il professor Andrea Viozzi, che ha sottolineato come l’interesse di Compagnoni per la figura di san Francesco affondi le proprie radici nell’infanzia. A suscitare la curiosità del futuro autore fu un libro del 1950, Francesco, giullare di Dio, che la nonna era solita leggere al piccolo Teodorico.
Dopo i ringraziamenti, il professor Compagnoni ha ripercorso le origini della sua particolare attenzione per il Poverello d’Assisi, ricordando innanzitutto il legame della terra ascolana con la tradizione francescana:
«Vorrei ricordarvi che papa Niccolò IV, al secolo Girolamo Masci di Lisciano, papa ascolano e primo pontefice francescano, donò le reliquie della Santa Croce ad alcuni eremi, conventi e romitori della Custodia francescana di Ascoli Piceno. Vi invito, anzi, a visitare l’eremo di Poggio Canoso, dove davvero si respira lo spirito francescano.
Rispondendo al professor Viozzi, vi dico che il mio incontro con Francesco risale a tempi lontani. Mia nonna e mia mamma, negli autunni e negli inverni degli anni ’50, erano solite leggermi dei libri; tra questi c’era anche Francesco, giullare di Dio. Lì iniziò la mia simpatia per il Poverello d’Assisi. Mi colpirono la sua briosità, le sue trovate, le stranezze di questo santo. Me lo sono portato avanti negli anni e devo dirvi che a casa si è sempre respirata un’aria francescana, anche perché mio padre era amico di Padre Pio e di tanti francescani Minori e Cappuccini.
Il mio libro non è una biografia di san Francesco: ce ne sono tante e tutte ben ancorate al politicamente corretto. Io voglio invece suscitare in voi una curiosità, far nascere una domanda: “Qual è il vero Francesco?”.
Noi siamo soliti associarlo alla figura descritta nella Legenda Major di san Bonaventura da Bagnoregio, ma esistono altre biografie relative a Francesco, come quelle di Tommaso da Celano, che ne tracciano lineamenti più umani. Le biografie del Celanese furono riscoperte e rivalutate soltanto nel 1893 da Paul Sabatier.
La santità di san Francesco, al di là dei miracoli e delle stimmate, risiede nel suo essersi saputo spogliare dell’amor proprio e dell’amore per il mondo. In Francesco troviamo una versione diversa del significato della povertà e del modo di vedere la Vergine Maria, non come una creatura irraggiungibile, ma come Madre di tutti gli uomini.
Francesco andava tra la gente e ne condivideva i sacrifici, le paure e le gioie. Non amava le dimore, ma camminare, camminare per raggiungere quante più persone possibile, per portare il lieto annuncio e la vera spiritualità cristiana, che mancava da tanto tempo.
Nel mio lavoro troverete tanti spunti e notizie che vi serviranno per interrogarvi personalmente sulla figura di Francesco e vi permetteranno di conoscere qualcosa che, fino ad ora, non è mai stato sottolineato».
Il professor Compagnoni ha concluso il suo intervento richiamando l’importanza del servizio svolto da san Francesco in un momento storico particolarmente delicato, nel quale la Chiesa attraversava una fase di profonda sofferenza anche a causa di alcuni suoi ministri che non seguivano pienamente l’esempio del Vangelo.
La serata ha così offerto non soltanto l’occasione per presentare un nuovo libro, ma soprattutto per riscoprire, attraverso lo sguardo personale dell’autore, una figura capace ancora oggi di interrogare la coscienza cristiana e di parlare con immediatezza alla vita degli uomini.


