ROCCAFLUVIONE – Riceviamo e volentieri pubblichiamo la testimonianza dei coniugi Luca Antonini e Giovanna Cosenza, che lo scorso 9 Settembre 2026, durante il ritiro pre – Cresima, hanno atteso l’alba insieme alle ragazze e ai ragazzi cresimandi della parrocchia Santo Stefano in Roccafluvione.
I giovani appartengono alla zona pastorale Roccafluvione – Montegallo, affidata alla cura pastorale del parroco don Rodolfo De Santis e proprio del diacono cooperatore Luca Antonini.
Luca e Giovanna fanno parte dell’Equipe del “Cammino degli Amati“, che ha preparato ed accompagnato i Cresimandi in questo anno. Il ritiro è stato il momento finale di un percorso intenso e ricco di frutti.
Dal 7 al 9 Settembre, presso la Domus Mater Gratiae di Porto d’Ascoli, i ragazzi che si preparano a ricevere il Sacramento della Cresima hanno vissuto tre giorni di ritiro, tappa conclusiva e particolarmente intensa del “Cammino degli Amati” percorso durante l’anno.
Sono stati giorni di fraternità, gioco, piscina, passeggiate e condivisione, ma soprattutto un tempo per fermarsi e provare a guardare con maggiore verità dentro se stessi, lasciandosi raggiungere da una domanda semplice e decisiva: da quale voce mi lascio guidare?
Il cammino spirituale è partito proprio dal confronto tra la voce dell’Accusatore, che giudica, divide e fa sentire inadeguati, e la voce dello Spirito Santo, che invece ricorda a ciascuno di essere figlio amato da Dio. Da qui i ragazzi sono stati accompagnati a riconoscere le proprie “maschere”, quelle che tante volte indossiamo per essere accettati dagli altri, per apparire più forti o per nascondere ciò
che siamo veramente.
Attraverso immagini, musica, video, momenti di silenzio e alcune dinamiche vissute insieme, il ritiro li ha condotti progressivamente dal gorgo che inghiotte alla sorgente che dona vita: dallo sguardo ripiegato sulle proprie paure all’apertura allo Spirito Santo, che libera e rende capaci di amare. Anche un semplice abbraccio è diventato segno concreto di questa esperienza: lasciarsi incontrare, perdonare, riconciliare, sentire che nessuno deve affrontare da solo il proprio cammino.
Uno dei momenti più suggestivi è stato vissuto nell’ultima mattina. Quando era ancora buio, i ragazzi hanno raggiunto la spiaggia per attendere insieme il sorgere del sole. Proprio lì, mentre il cielo lentamente si illuminava, hanno pregato rivolgendosi a Cristo, Sole che sorge, chiedendo che la sua luce potesse entrare nella loro vita e accompagnarli verso la Cresima.
È stato proprio durante questa preghiera che una giornalista de “L’Ancora”, passando sulla spiaggia, ha notato il gruppo raccolto davanti all’alba e si è avvicinata per conoscere ciò che stavano vivendo. Un incontro inatteso, quasi una piccola immagine di questi tre giorni: una luce che nasce lentamente e che, quando viene accolta, può diventare visibile anche agli altri.
Ma forse il modo migliore per raccontare il ritiro è lasciare ora la parola proprio ai ragazzi, ai messaggi che hanno scritto quella mattina, a pochi giorni dalla Cresima.
Cecilia
È stata un’esperienza bellissima. Inizialmente non avevo chissà quali aspettative, perché pensavo fosse la solita cosa un po’ noiosa, ma mi sono subito dovuta ricredere.
Ci sono stati certamente momenti più seri, nei quali abbiamo potuto stare con noi stessi e confidarci: momenti che ci hanno aiutato a conoscere meglio gli altri, ma soprattutto noi stessi. A questi si sono alternati momenti di gioco, divertimento e spensieratezza.
Mi sono trovata benissimo con tutte le persone che avevo accanto e si è creato subito un clima che mi ha fatto sentire a mio agio, tanto che alla fine non volevamo più tornare a casa.
Per questo ringrazio tutti per l’impegno nell’organizzare il ritiro e per la bellissima esperienza che abbiamo vissuto. Vorrei poterla rivivere da capo.
Melissa
È stata una delle esperienze più belle di comunione tra di noi.
Siamo a pochi giorni dalla celebrazione della Cresima e ammetto, con tutta sincerità, che questa è stata l’esperienza di preparazione migliore che avremmo potuto vivere.
Oggi, 9 Settembre, concludiamo il nostro percorso, fatto di incontri, preghiere, condivisione e sorrisi: un’esperienza unica e, a dir poco, emozionante.
Spero che ognuno, nella propria vita, possa avere l’opportunità di vivere un’esperienza come quella che abbiamo vissuto noi del “Cammino degli Amati”.
Matteo
Al ritiro mi sono trovato davvero molto bene. Fin dall’inizio mi sono sentito accolto e a mio agio: la struttura, gli spazi condivisi, i pasti e anche i momenti trascorsi insieme in piscina hanno contribuito a creare un clima bello, nel quale abbiamo potuto divertirci e stare bene gli uni con gli altri.
Ma quello che porto maggiormente con me sono le attività che abbiamo fatto e soprattutto ciò che ci siamo detti e condiviso nei momenti più profondi. Alcune parole mi hanno colpito molto e mi hanno fatto riflettere su me stesso.
Alla fine del ritiro sento che qualcosa dentro di me è cambiato e che questa esperienza mi ha lasciato qualcosa di importante. Per questo sono contento di averla vissuta insieme agli altri.
Tre giorni non possono risolvere tutte le domande di un adolescente, né era questo lo scopo. Possono però lasciare nel cuore una certezza da custodire: prima ancora di ciò che riusciamo a fare, delle nostre fragilità e delle immagini che mostriamo agli altri, siamo amati. E forse proprio da questa consapevolezza può cominciare un modo nuovo di vivere la Cresima: non come un punto di arrivo, ma come l’inizio di un cammino nello Spirito.


