“Non bisogna dimenticare, ma imparare dalla storia per non ricadere negli errori del passato”. È il monito del Papa, che al termine dell’Angelus di ieri ha citato la Seconda guerra mondiale. L’occasione è stata la benedizione alla popolazione di Pescantina, presso Verona, che “si stringe intorno al Monumento agli Ex Internati, per “ricordare quanti sono stati deportati e prigionieri durante la II Guerra mondiale”.
Il Papa poi commentando l’episodio evangelico degli operai chiamati a lavorare nella vigna ha detto: “I disegni di Dio sono infinitamente più grandi e, diciamo pure, più umani rispetto a quelli che noi uomini e donne, segnati dal peccato, possiamo concepire e realizzare. è nel momento della retribuzione, quando il padrone mantiene la parola con i lavoratori della prima ora e li paga come d’accordo, ma vuole che vedano la sua bontà e, davanti ai loro occhi, tratta gli ultimi allo stesso modo”. “Dio ha vie diverse e pensieri nuovi anche per coloro che si ritengono i primi e ritengono di essersi guadagnati ciò che sono, di aver meritato i risultati che hanno raggiunto”, ha spiegato Leone XIV, secondo il quale “tutti, invece, guadagniamo gioia, intelligenza e futuro quando la legge dell’amore interrompe quella del calcolo, l’esperienza della misericordia allarga quella del merito, il dono della pace sospende le rivalità e avvicina nella gratitudine”.
Il Papa ha concluso: “Seguo con grande preoccupazione la crisi umanitaria in atto in alcune zone della Somalia, dove episodi di violenza e fenomeni climatici estremi stanno aggravando le già precarie condizioni di vita della popolazione, in particolare di donne e bambini”.