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A Martinsicuro l’opera matura di Giuseppe Pauri al Sacro Cuore

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MARTINSICURO – I dipinti realizzati da Giuseppe Pauri nel 1941 per l’abside della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Martinsicuro costituiscono un ciclo pittorico con un  rigore teologico e con una raffinata sensibilità decorativa giunta alla sua piena maturità. L’opera, perfettamente integrata nell’architettura del presbiterio, sviluppa un programma iconografico fondato sul mistero della Trinità e sul ruolo fondativo degli Apostoli come pilastri della Chiesa.

Il fulcro simbolico dell’intero impianto risiede nella nicchia in cui è collocata la statua di Cristo col suo Sacro Cuore. Direttamente sopra la cuspide si inserisce il tondo azzurro recante la colomba dello Spirito Santo, raffigurata a ali spiegate mentre scende su Cristo. Guardando l’insieme vengono in mente le parole di Isaia: «Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi,la scarcerazione dei prigionieri». 

In asse, nella parte alta dell’abside sopra la fascia delle finestre, Pauri dipinge la figura di Dio Padre, raffigurato con la barba e con le braccia aperte. Questa disposizione verticale rende visibile al fedele mistero della Trinità: il Padre nei cieli, lo Spirito Santo nel mezzo e il Figlio, presente sia in effige che nel pane eucaristico conservato nel tabernacolo.

La verticalità della Trinità è bilanciata dalla presenza dei Dodici Apostoli, disposti sei per lato: ogni Apostolo è inserito all’interno di una finta nicchia architettonica ed è chiaramente identificabile tramite un’ iscrizione in latino posta ai piedi della figura: Simone, Tommaso, Filippo, Giacomo Maggiore, Giovanni e Pietro con le chiavi, Paolo con la spada nel quale il pittore si è autoritratto, Andrea, Giacomo Minore, Bartolomeo, Matteo e Taddeo.

Gli Apostoli sono raffigurati a figura intera, avvolti in ampi panni dai colori saturi con aureole dorate circolari. Le figure non sono rigide, ma orientate leggermente verso il centro dell’abside. Al posto dei tradizionali attributi iconografici, gli essi reggono libri o rotoli che li qualificano come annunciatori della Parola di Dio.

Ai lati della struttura centrale Pauri inserisce due grandi riquadri con le pecore – un tema molto ricorrente nella produzione artistica del pittore, basti pensare all’altre di San Giuseppe in San Bendetto del Tronto o alla decorazione della volta di San Basso in Cupra Marittima – il mare, il prato fiorito e alcune architetture bizantine.

L’architettura della calotta absidale è arricchita da un interessante soffitto a cassettoni decorato in toni lignei, ocra e blu profondo. Ogni cassettone racchiude tondi e rosoni con motivi geometrici che ornano il Sacro Cuore.

L’arco trionfale che delimita la zona absidale presenta fasce decorative elaborate con motivi fitomorfi, tralci di vite ed elementi stilizzati di derivazione neobizantina e art déco. Nella sommità dell’arco risalta ancora una volta un tondo contenente il Sacro Cuore.

Attraverso questo impianto, Giuseppe Pauri è riuscito a trasformare l’abside di Martinsicuro in un racconto teologico coerente, dove l’arte classica, la decorazione novecentesca e la profonda simbologia cristiana convergano per guidare lo sguardo del fedele verso l’incontro con Cristo realmente presente nell’Eucarestia.