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“Dalla A alla zucca”, Acquaviva Picena celebra biodiversità, territorio e inclusione

ACQUAVIVA PICENA – Sabato 3 e domenica 4 ottobre Acquaviva Picena torna a celebrare uno dei prodotti più versatili e sorprendenti della terra con “Dalla A alla zucca”, il festival dedicato alla zucca, alla biodiversità e alle tradizioni del territorio. Due giornate ricche di appuntamenti, degustazioni, incontri, laboratori e iniziative pensate per coinvolgere grandi e piccoli.

Il programma e le motivazioni che hanno spinto gli organizzatori a riproporre la manifestazione sono stati illustrati giovedì 17 settembre, nel corso della conferenza stampa svoltasi nella sede del Comune.

Ad aprire l’incontro è stata l’assessore al Turismo Marianna Spaccasassi, che ha ricordato le origini dell’iniziativa e la volontà dell’Amministrazione comunale di promuovere eventi anche al di fuori della stagione estiva.

«Riproponiamo la festa della zucca, visto il successo della prima edizione che risale al 2018. Volevamo creare un evento che si sviluppasse in un periodo che non fosse quello estivo, dove si concentra sempre la maggior parte delle manifestazioni. Noi siamo dell’idea di destagionalizzare».

Il festival, ha spiegato l’assessore, coinciderà inoltre con la Giornata nazionale della Caccia al tesoro delle Bandiere Arancioni. «L’Amministrazione comunale ha appoggiato e sostenuto l’evento in ogni sua parte, perché convinta dell’importanza dello stesso», ha aggiunto Spaccasassi, ringraziando Terre senza confini Aps, l’Associazione Michelepertutti, la BCC Banca del Piceno e la Caritas diocesana.

A illustrare più nel dettaglio la manifestazione è stato poi Francesco Sgariglia, di Terre senza confini Aps, associazione fondata insieme a Sergio D’Adamo, presidente, e Vincenzo Troli, economo.

«È una giovane associazione che fa della sua attività cose semplici, ma importanti: orti sociali e biodiversità», ha spiegato Sgariglia, sottolineando le difficoltà organizzative che avevano impedito, dopo il successo del 2018, di riproporre negli anni successivi il festival.

«Non è facile mettere in piedi questa macchina, che ha bisogno di due momenti: si parte in estate e per mesi non ci si può fermare. Anche a livello economico non è una spesa indifferente».

La nuova edizione è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione di Edoardo Lo Giudice e Cinzia Andrelli di “Orto antico bio” di Senigallia e di Sigismondo Gaetani della “Degusteria del Gigante”.

“Dalla A alla zucca” nasce innanzitutto come un festival dedicato alla biodiversità. «Le varietà sono tante – ha spiegato Sgariglia – noi personalmente ne abbiamo coltivate più di trecento. La stagione non ci ha aiutato, ma ce l’abbiamo fatta».

Le zucche, ha ricordato, possono essere suddivise in tre grandi famiglie: le lagenarie, che ricordano nella forma i fiaschi di vino e che, pur non essendo commestibili, venivano utilizzate come contenitori; quelle ornamentali e, infine, quelle commestibili.

Proprio la gastronomia sarà uno dei temi centrali dell’edizione 2026. “La zucca nel piatto” sarà infatti il filo conduttore di alcuni degli appuntamenti principali, con la presenza di chef chiamati a proporre degustazioni e showcooking. Non mancherà inoltre l’arte dell’intaglio della zucca.

Il festival ha preso simbolicamente il via già nel mese di maggio, durante i festeggiamenti di Santa Rita da Cascia ad Acquaviva Picena. In quell’occasione sono state distribuite le piantine di zucca, fatte germinare da Orto Bruni di Grottammare, grazie alla collaborazione di Paola Torquati e Roberto Bruni.

Tre piantine sono state consegnate a chi ha scelto di partecipare al concorso. Per chi non disponeva di un terreno da coltivare, l’associazione ha messo a disposizione i propri orti, coinvolgendo anche i ragazzi della Caritas.

I partecipanti dovranno presentare alla premiazione una composizione realizzata con le zucche e altri oggetti scelti liberamente. I lavori saranno valutati da una giuria che decreterà il vincitore.

La manifestazione punta anche a riscoprire il rapporto tra la zucca e la tradizione agricola locale. «La zucca è sempre stata presente nel nostro territorio, ma nei decenni passati non veniva stimata ed era utilizzata come alimento per i maiali. Ultimamente ne sono state riscoperte le proprietà alimentari», ha ricordato Sgariglia.

Grande attenzione, infine, al coinvolgimento delle realtà associative del territorio. «Abbiamo stilato un ricco programma relativo ai due giorni del festival inserendo le realtà del territorio, perché è uniti che si va lontano e si realizzano grandi progetti», ha sottolineato, ringraziando anche l’Ente Associazione Palio del Duca Aps e l’Associazione Laboratorio Terraviva per la collaborazione.

Accanto alla biodiversità e alla valorizzazione gastronomica, il festival propone anche una riflessione sul tema dell’inclusione. A parlarne è stata Cristiana Carniel, dell’Associazione Michelepertutti, realtà di volontariato impegnata nel mondo della disabilità.

«Noi siamo un’associazione di volontariato che si occupa di disabilità, o meglio di diversità. Partecipiamo al Festival della zucca perché convinti che questa possa essere una buona occasione per abbattere lo stigma sulla disabilità».

Il parallelismo con la natura diventa così uno degli elementi simbolici della manifestazione. «La disabilità è associata al “diverso” e spesso ha un’accezione negativa, come a dire: “Se sei diverso sei sbagliato”. La zucca ci insegna che questo non è vero. La natura ci ricorda che ogni zucca è diversa dall’altra, ognuna è particolare e per questo motivo è preziosa, così come ogni essere umano è diverso dall’altro».

Un messaggio che accompagnerà dunque una manifestazione pensata non soltanto per valorizzare un prodotto della terra, ma anche per mettere in rete associazioni, istituzioni, attività economiche e cittadini, attraverso cultura, gastronomia, tradizione e partecipazione.

Il programma

Sabato 3 ottobre

Domenica 4 ottobre

Due giorni, dunque, per riscoprire la zucca in tutte le sue forme: dalla terra alla tavola, dall’arte alla tradizione, senza dimenticare il valore della diversità e della partecipazione della comunità.