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Striscia di Gaza, crolla nella notte un palazzo con 100 residenti, bambini intrappolati

“Ogni minuto conta”. È l’appello lanciato dal Coordinatore umanitario dell’Onu per il Territorio palestinese occupato, Ramiz Alakbarov, dopo il crollo di un edificio a Gaza che, secondo le stime, ospitava circa 100 persone, tra cui 50 bambini.

“Sono sconvolto dalle notizie di persone intrappolate sotto le macerie”, ha dichiarato, mentre proseguono le operazioni di ricerca e soccorso guidate dalla Protezione civile. Alakbarov ha reso noto che l’Egitto ha fornito mezzi pesanti, mentre Emirati Arabi Uniti e Qatar si preparano a inviare aiuti. “È ancora possibile salvare delle vite e ogni sforzo deve essere compiuto per raggiungere le persone intrappolate sotto le macerie”, ha affermato. Il responsabile Onu ha ricordato che in tutta la Striscia molte famiglie vivono in edifici danneggiati dalle bombe e ritenuti non sicuri, per mancanza di alternative. “La tragedia odierna evidenzia i gravi rischi affrontati dalle famiglie che vivono in queste strutture e l’urgente necessità di soluzioni più sicure”, ha sottolineato. Da qui la richiesta di autorizzare con urgenza l’ingresso di mezzi pesanti, attrezzature specializzate, carburante e materiali di assistenza. “Occorre fare tutto il possibile per salvare vite umane, proteggere le persone da ulteriori danni e garantire alle famiglie luoghi più sicuri in cui vivere”, ha concluso Alakbarov, esprimendo cordoglio per le vittime e vicinanza alla popolazione di Gaza. Secondo fonti giornalistiche l’edificio crollato si trovava nella zona di al-Sinaa, nella parte occidentale di Gaza City. Era una struttura residenziale di sei o sette piani, gravemente danneggiata da precedenti bombardamenti durante la guerra. Il crollo è avvenuto nella notte tra il 15 e il 16 settembre, mentre molte famiglie stavano dormendo. Nell’edificio vivevano almeno 10 famiglie, molte delle quali sfollate, che non avevano altre soluzioni abitative. I primi bilanci parlano di circa 16 morti, tra cui diversi bambini, e di numerosi feriti. Il numero è destinato ad aumentare perché le ricerche sono ancora in corso. Secondo funzionari locali e operatori umanitari, il caso non sarebbe isolato. A Gaza sarebbero diverse centinaia, forse migliaia, gli edifici danneggiati ancora abitati da famiglie che non hanno alternative. I responsabili della Protezione civile parlando di circa 2.000 edifici danneggiati ancora occupati, mentre funzionari dell’Onu stimano circa 400 strutture particolarmente a rischio di crollo.